martedì 23 agosto 2016

Film della serata #7: Equals

L'estate volge al termine, anche se qui da me il caldo non dà tregua, ed io penso e ripenso al destino di questo blog e se dare o meno un epilogo al mio percorso da blogger.
Sono onesta, non è un bel periodo, non lo è affatto. E tra tante ansie e pensieri, questo spazio non è più una via di fuga come lo è stato per tanto tempo. La pagina cresce, anche se piano piano, e su Instagram siete davvero tanti, nonostante l'inattività. Gli stimoli ci sono ed anche le idee (se vedeste le mie bozze...), ma forse sarà per la poca interazione, per alcune piccole delusioni legate proprio a questo mondo, per il mio interesse crescente verso altri passatempi, non lo so, sta di fatto che ritrovarmi di fronte a questa pagina bianca mi innervosisce e mi fa chiudere tutto senza nemmeno pensarci.
Eppure, qualche minuto fa - mentre scrivo è notte fonda - ho finito di vedere un film ed il primo pensiero che ho avuto è stato quello di condividere con voi le emozioni che mi ha dato, come mi piace tanto fare, e chi legge il blog da tempo lo sa.
Il film in questione è Equals, attualmente in programmazione nella sale, anche se io l'ho visto in lingua originale per vie traverse.

Fonte


Storia d'amore piena di sfumature, il film è ambientato in un ideale mondo del futuro dove gli esseri umani sono stati geneticamente modificati e privati delle emozioni nel tentativo di proteggere la società dalla guerra e dall'instabilità motivata dai desideri e dalle passioni che hanno distrutto le generazioni precedenti. Ma il tentativo di sopprimere i sentimenti non va sempre a buon fine e in alcuni individui le emozioni riemergono. Il Collettivo definisce questa malattia la Switched-On Syndrom (Sindrome dell'accensione) o SOS. E quando una crisi sanitaria mette a rischio la sopravvivenza della società, tutti coloro che mostrano i sintomi della SOS sono sottoposti a pesanti trattamenti farmacologici o inviati al Den, un centro correzionale dal quale nessuno è mai tornato. Kristen Stewart e Nicholas Hoult sono Nia e Silas, gli sfortunati amanti del film che s'incontrano sul luogo di lavoro, la rivista scientifica, Atmos. Quando Silas comincia a mostrare i primi sintomi di SOS e sente un risveglio di emozioni, viene irresistibilmente attratto da Nia, che a sua volta tenta di nascondere la sua SOS. Ma più cercano di celare i loro sentimenti, maggiore diventa l'attrazione reciproca. Tuttavia, la felicità per la nuova e sconosciuta intimità, si accompagna alla paura di essere scoperti e mandati al Den. Con l'aiuto di un gruppo di sostegno formato da persone affette da SOS, Nia e Silas capiranno che la loro unica possibilità di salvezza è la fuga.

In un periodo in cui se le storie d'amore non sono condite da frustate, manette e sesso estremo non fanno parlare di sé, Equals travolge con la delicatezza dei sentimenti. 
La storia di Nia e Silas è fatta di sguardi rubati, di sospiri, di carezze. Attorno a loro la freddezza di un bianco puro, vuoto, sterile, di suoni elettronici e spazi ampi in cui non c'è possibilità né volontà di contatto. Le interazioni sono formali e le conversazioni monotone. La normalità, nel mondo di Equals, è fatta dalla totale assenza di sentimenti, tranne che per gli infetti, coloro che hanno preso il bug, nei quali lentamente si svegliano sensazioni intense che spaventano, terrorizzano, per le quali si sperimentano cure, per le quali alla fine l'unico rimedio è il Den, un manicomio futuristico dove i pazienti vengono spinti al suicidio.
C'è chi ammette il contagio e si sottopone alla terapia e c'è chi si nasconde, cercando di reprimere i sentimenti e di apparire normale.
Quando Nia e Silas scoprono di essere attratti l'una dall'altro, attorno a loro si accende una luce calda ed avvolgente, i sospiri, le chiacchierate, le risate, come dolce musica, che li culla e li accompagna lungo una strada tortuosa e pericolosa.
Ciò che ho apprezzato di più del film è il modo in cui sono riusciti a rendere, attraverso le inquadrature, il montaggio e la recitazione dei due attori protagonisti, l'istintività dei sentimenti. Tutto è nuovo per loro, anche sentire il profumo della pelle, il sapore dei cibi, la morbidezza delle labbra.
Ma accanto alla bellezza dell'amore, c'è il buco nero della paura, della rabbia, del dolore, dell'angoscia.
Avrà una trama banale, scontata, un finale prevedibile, una progressione a tratti troppo lenta, ma Equals mi è piaciuto tantissimo, mi ha emozionata e commossa, mi ha fatto trattenere il respiro e sorridere. E' stato il film giusto al momento giusto ed io vi consiglio di vederlo assolutamente.


E voi? Avete visto qualcosa di bello ultimamente?
Importerebbe a qualcuno se MikiInThePinkLand chiudesse i battenti?

Alla prossima, forse


martedì 12 luglio 2016

Haul ColourPop: swatches e impressioni

Quante di noi si sono disperate di fronte ai prodotti ColourPop e di fronte all'amara realtà che non spedisse in Italia? Quante di noi hanno strabuzzato gli occhi davanti ai prezzi da strozzinaggio di alcuni rivenditori, molti privati? Quante di noi hanno ardentemente desiderato di poter mettere le mani sugli splendidi rossetti liquidi e sui vibranti ombretti?
In un altro momento, questo post sarebbe stato abbastanza crudele, ma non oggi.
Come promesso sulla pagina FB, infatti, eccomi qui con il post dedicato all'ordine fatto in occasione del viaggio a New York. 
E perché proprio oggi? Perché da oggi ColourPop spedisce in tutto il mondo. ANCHE IN ITALIA!


Le spedizioni ammontano a 15,00$, un po' alte secondo me, ma magari con un bell'ordine cumulativo potremmo toglierci lo sfizio, anche considerando i prezzi molto bassi dei prodotti.

Quando si è concretizzata l'idea del viaggio, ho cominciato a stilare wishlist lunghissime; stavolta avrei tenuto alto il nome della sottoscritta e mi sarei data allo shopping selvaggio (di cui potete vedere i risultati QUI).
Non ha molto senso andare in una città come NY, che ti offre il mondo, e piazzare ordini on line un po' alla cieca. Eppure ColourPop è uno di quei brand che seguo da tanto tempo sui social e che mi ha intrigata da subito. Per un'ombrettomane incallita come me, non poteva lasciarmi indifferente la meravigliosa offerta di finish e colori, tanto che alla fine ho deciso di procedere e provare un bel po' di referenze.
Potete immaginare la scena in albergo, appena arrivati... C'erano dei problemi con la carta di credito e la concreta possibilità che dovessimo dormire sotto i ponti, il mio fidanzato era al telefono con il servizio clienti a cantargliene quattro ed io facevo gli occhi dolci alla receptionist chiedendo se fosse arrivato il mio pacchetto.
Avendolo ricevuto all'arrivo, ho iniziato a provare tutto sin dalla mia permanenza nella City,


Per quanto da un bel po' di tempo a questa parte i prodotti labbra la fanno un da padrone, io non vedevo l'ora di spatasciarmi applicare a tutta palpebra gli ombretti, che si sono confermati essere l'acquisto migliore.


Caratteristica comune a tutti gli ombretti che ho preso è la consistenza burrosa, che rende l'applicazione un po' difficoltosa, in quanto il colore va costruito piano piano e sfumato molto bene per evitare l'effetto a macchie. Sul sito consigliano di applicarlo con le dita, per un effetto migliore, oppure con un pennello flat sintetico.
Nonostante ciò il colore alla fine è pieno e multisfaccettato, anche per quanto riguarda l'unico ombretto mat che ho preso. Con e senza base durano tutto il giorno, senza perdere d'intensità e senza rilasciare i glitter.

NB: gli swatches sono realizzati alla luce naturale ed alla luce artificiale fredda.

- BAE
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Bae è uno splendido duochrome dal finish metallico. 
Rientra nella tonalità Blue/Teal e presenta una base melanzana con una forte componente rosa e riflessi turchesi e smeraldo, accentuati anche dalla presenza di micro glitter.


- REX:

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Rex, come Bae, fa parte degli ombretti dal finish metallico e rientra nelle tonalità scure, nel range dei neri.
Presenta innumerevoli glitter blu ma è percepibile anche una patina fucsia, che emerge soprattutto una volta sfumato e che, purtroppo, non si apprezza molto nelle foto.


- SO QUICHE:

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Degli ombretti presi, So Quiche è quello che desideravo di più e non ha affatto deluso le mie aspettative, anzi... Ha un finish metallico e rientra nel range dei verdi.
Viene definito come un oliva tenue, con un riflesso dorato ed un meraviglioso duochrome rosa, accentuato dai glitter.
Io lo definirei un oro antico con glitter rosa. E' il più facile da applicare. Si ottiene uno splendido effetto sulla palpebra, sofisticato ed elegante. Come gli altri, dura tutto il giorno senza minimamente perdere intensità.
La prima volta che l'ho applicato, durante la prima giornata a NY, l'ho tenuto dalle sette del mattino a mezzanotte, perfetto nonostante gli sbalzi di temperatura e la pioggia.


- CENTRAL PERK:

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Central Perk è un marrone caldo mat. Presenta un lieve riflesso bluastro ed alcuni microglitter che però scompaiono una volta applicato. E' l'unico che non ho ancora utilizzato in un trucco.


- EROTIC:

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Erotic è stato un azzardo. Mi sono lasciata ipnotizzare da questo rosso neon, caldo, con glitter fucsia e rame. Fa parte dei pigmenti pressati ed una volta applicato risulta molto più gentile e docile di come appare dalla cialda. Carino anche come blush se applicato con mano leggera.


Per rimanere in tema occhi, ho scelto anche un eyeliner in gel, optando per un colore particolare.

- PIGGY BANK

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Si tratta di un viola caldo, molto intenso. La consistenza è cremosa, facilmente lavorabile. Non l'ho ancora testato a dovere.


Luce artificiale fredda

E adesso passiamo alle labbra. Anche in questo caso ho pensato di provare diversi finish e formulazioni.
Sentendone parlare benissimo, ho preso un Lippie Stix.

- CROQUET:

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I Lippie Stix sono rossetti sheer, che contengono olio di cocco e Vitamina E, per idratare e proteggere le labbra. Mi aspettavo appunto un finish morbido e confortevole ed un colore più tendente al rosso.
Croquet è un rosa barbie, decisamente pieno, lucido ma che tende a fissarsi dopo un po' di tempo. Sulle mie labbra è coprente e con il passare delle ore tende a seccarle un po' se non lo riapplico.
Sul sito viene definito freddo, in realtà io ci vedo una punta di corallo, che lo rende molto estivo.

(A sx luce naturale, a dx luce solare diretta)

Per quanto riguarda invece i rossetti liquidi, ho optato per tonalità particolari e, per qualcuno, poco portabili. Io li ho indossati tutti e non vedo l'ora che torni l'autunno per poterlo rifare.


- Dr. M: verde teal dal finish mat
- Guess: viola scuro freddo dal finish mat
- LAX: rosso scuro dal finish mat
- Toolips: viene definito marrone/prugna. E' un rosa antico, che una volta applicato tira fuori molto grigio. Ha un finish satin.

Tutti e quattro questi rossetti mi hanno davvero impressionata sia per quanto riguarda la confortevolezza, sia per quanto riguarda la durata. 
Nel caso dei mat, si tratta sicuramente dei migliori in mio possesso. Si applicano facilmente, si opacizzano subito e durano tutto il giorno. Mangiando, e prestando un po' di attenzione, non si rovinano minimamente. Solo Toolips, che è un satin, tende a sbiadire lievemente al centro delle labbra.
Non migrano nelle pieghette, non necessitano quindi di una matita per contornare le labbra, non sono no transfer, neanche quelli mat, ma è una caratteristica che non ricerco, onestamente. Non seccano assolutamente le labbra, cosa importantissima per me, che le ho tendenzialmente secche tutto l'anno.


L'applicatore è il classico a spugnetta, piccolo e sufficientemente preciso.

Da sx a dx: Dr. M, Guess, LAX e Toolips)

Voi conoscete il brand? Avete già provato qualcosa? Farete qualche ordine?
Io sono in pieno ban cosmetico... fatemi sognare.

Alla prossima,


mercoledì 15 giugno 2016

MikiInTheBigApple 2.6: What&Where (eating in New York City) - feat. Spendi&Spandi

E lo so, qui ormai si parla solo di New York. A distanza di un mese dal rientro, la mia testa ed il mio cuore sono ancora lì e scrivere questi post è un modo per fissare i ricordi.
Dopo avervi parlato dello shopping, dei posti che abbiamo visitato e delle emozioni che abbiamo provato, oggi, finalmente, è il turno del cibo.
Inutile dirvi che anche questo post è in collaborazione con la mia partner in crime Giulia di Spendi&Spandi.
Dal canto mio, attraverso questa carrellata, voglio rispondere ad un po' di domande che leggo e sento in giro e che mi sono state rivolte anche personalmente, una serie di luoghi comuni e pregiudizi, di cui la gente è convinta nonostante non abbia mai messo piede nella City.

Cosa e dove mangiare a New York City?
Si spende molto?
Mangiano solo schifezze?
E' tutto fritto?
Mettono il ketchup sulla pasta e sulla pizza?
Come fai a bere quel caffè annacquato?
Che roba è?

E tante altre domande irritanti del genere.

Perché irritanti? Perché non concepisco chi giudica senza conoscere e non concepisco il fatto che la maggior parte degli italiani pensino che si mangi bene solo in Italia, che il nostro modo di mangiare sia l'unico sano e bilanciato, che ingozzarsi con il cornettone alla pseudonutella sia meglio delle uova strapazzate (perché bleah che schifo le uova al mattino) e che abbiamo il monopolio di cose come pizza, pasta e caffè.

Nella mia limitata esperienza di viaggiatrice, ho potuto rendermi conto che i luoghi si conoscono anche attraverso i loro cibi caratteristici e non solo per scoprire sapori nuovi, ma anche perché durante il pasto si condivide il momento, con gli altri commensali, con i proprietari, con i dipendenti.
Tutto questo, a New York, è amplificato all'ennesima potenza, perché da città cosmopolita qual è racchiude tutte le cucine del mondo ed è davvero impossibile non amare i suoi cibi, i suoi profumi ed i suoi sapori.
Ma si mangia bene ovunque? Assolutamente no, ecco perché è necessario informarsi molto bene prima, sia attraverso TripAdvisor (di cui io leggo quasi esclusivamente le recensioni negative, per farmi un 'idea), sia attraverso una veloce ricerca su Google.
Per mangiare a Manhattan si spende generalmente tanto, ma è raro se non praticamente impossibile fare i cinque pasti a cui siamo abituati noi. Generalmente io ed il mio fidanzato abbiamo mangiato una al massimo due volte al giorno, nonostante la media di 20 chilometri di camminata.
Non bisogna dimenticare che si tratta di una delle capitali del turismo e non si può pretendere di mangiare a Times Square, bene e spendendo poco, e soprattutto mai farsi attrarre dalle insegne scintillanti e dalle diciture "Italian Menu", perché è il modo migliore per incappare in cibo pessimo, che porterà a dire "in America si mangia malissimo".
Nei posti in cui abbiamo mangiato noi, non abbiamo quasi mai visto turisti, soprattutto connazionali, ed abbiamo mangiato quasi sempre divinamente.
Detto ciò, vi lascio alla carrellata di luoghi e di piatti.

Buona lettura e buon appetito!



Il miglior hot dog di Manhattan? Dagli ambulanti, direbbero in molti, ma si sbagliano perché con pochi dollari, in questo take away piccolo e per nulla attraente, si possono gustare davvero i migliori panini con salsiccia della città, scegliendo diverse salse di accompagnamento con qualche centesimo extra. E' stata la nostra prima tappa culinaria, per mantenere la tradizione che il primo cibo mangiato lì deve essere un hot dog. Conviene prendere e andare via, mangiando per strada, approfittando della bellezza del west side, perché se ci si ferma lì, si potrebbe continuare ad oltranza. Ed il mio fidanzato lo sa bene...



Se non fosse che mi piace provare e scoprire cose nuove, farei colazione qui ogni mattina. Io non sono una grande frequentatrice di bar, non amo l'espresso e mi dà un gran fastidio sentire quello sbattere di piattini e tazzine, che, di prima mattina, mi mette ansia.
Starbucks, con i suoi bicchieri di cartone, la vetrina piena di ogni tipo di prelibatezze, i tavolini ed il wi-fi è una parentesi piacevolissima nella giornata newyorkese. Si può prendere un caffè al volo, sorseggiandolo per strada, oppure ci si può sedere e guardare la vita che scorre attraverso le finestre.
Inutile dire che ci siamo stati diverse volte, in qualsiasi momento della giornata. Il caffè è molto buono anche se non è la mia miscela preferita in città.
Le torte sono deliziose e le mie preferite sono il Banana Bread e la Iced Lemon Pound Cake, che potete vedere nella foto accanto allo Slow-Roasted Ham & Swiss Breakfast Sandwich:


- Dead & DeLuca 620 8th Ave/40th St

Sull'8th Ave, proprio di fronte al nostro albergo, sotto l'imponente palazzo del New York Times c'è questo posto, che io ho sentito nominare e visto per la prima volta nel telefilm Felicity, tantissimi anni fa.
Potrebbe essere definito uno Starbucks più chic e, di conseguenza, decisamente più costoso, ma ne vale assolutamente la pena. Qui è nato il mio amore per il matcha e per gli scones...



Qui c'è davvero da sbizzarrirsi. L'offerta è molto ampia e si può scegliere di mangiare cibo di ogni genere. Particolarmente rinomato è il The Lobster Place, dove mangiare ottimo sushi ed abnormi aragoste:


Considerato l'orario, io ed il mio fidanzato abbiamo optato per un piccolo spuntino dolce, scegliendo da Eleni's due mini cupcakes deliziosi:




Amate gli hamburger? DOVETE venire in questo posto... Qui abbiamo mangiato l'hamburger migliore della nostra vita finora... Carne tenerissima e saporita, pane burroso che si scioglie in bocca, salse fresche e gustose... Non ci sono parole per descriverlo. Ci è piaciuto talmente tanto che in aeroporto abbiamo fatto l'ultimo pasto proprio lì...



Avevamo già scoperto e provato questa catena in quel di Washington ed eravamo rimasti colpiti sia dalla qualità del cibo sia dalla politica aziendale:


Dalla prima volta che siamo stati a Manhattan, ne sono spuntati un sacco, praticamente in ogni strada e per me è assolutamente un bene in quanto puoi trovarvi cibi freschissimi, sani a prezzi contenuti.


Il California Club Sandwich - a dx - mi ha fatto innamorare dell'avocado, che in combinazione con uova, pomodoro e tacchino crea un mix di sapori eccezionale. Per il freddo (il 5 Maggio!), ho preso anche una piccola zuppa di verdure e pollo con edamame e noodles e dietro un wrap alle verdure. Ovviamente abbiamo mangiato tutto questo in due.


Da appassionati di musica quali siamo, io ed il mio fidanzato non potevamo perderci per nulla al mondo questo vero e proprio tempio, ricco di cimeli, di musica e di buon cibo. Ci siamo stati la prima volta e ci siamo ritornati... ben altre due volte.




Nell'ordine potete vedere Twisted Mac, Chicken & Cheese, Originary Legendary Burger e Pepperoni Flatbread. Tutto delizioso!
A proposito dell'ultima foto, i commenti più gettonati sono stati, nell'ordine:
- bleah
- che roba è?
- meglio la nostra pizza
Già, peccato che non è una pizza e non vuole nemmeno esserlo. In più mi è piaciuta tantissimo.
L'Hard Rock è davvero molto caro, tra i posti più cari in cui abbiamo mangiato, ma per noi ne è valsa decisamente la pena.

- Magnolia Bakery 1240 Ave Of  The Americas


Altro posto che vale assolutamente la sua fama ed i suoi prezzi. Mi dispiace non aver fatto foto alle sue prelibatezze, ma c'era un sacco di gente davanti alle vetrine e quando siamo tornati in camera con i nostri due cupcakes li abbiamo divorati senza pensarci un attimo.


Da amanti della cucina cinese, non potevamo lasciarci sfuggire l'occasione di provare uno dei più rinomati ristoranti di Chinatown, Joe's, specializzato in dumplings. Il locale si trova in una stretta viuzza, molto caratteristica. All'interno l'arredamento è essenziale (dimenticate i ghirigori dragoneggianti dei nostri ristoranti cinesi), i tavoli in condivisione, per un risultato finale molto informale. Noi siamo capitati attorno ad un grande tavolo rotondo, con una coppia di newyorkesi carinissimi, clienti abituali, che ci hanno consigliato cosa prendere, ed una famiglia cinese, composta da padre e tre figli. Il cibo viene posizionato al centro e, ovviamente, ognuno mangia ciò che ha ordinato, ma ciò non toglie che si possano condividere i piatti con gli altri commensali.




Gli Spring Rolls non mi sono piaciuti affatto, avevano un odore non troppo gradevole ed un sapore molto diverso da quelli che ho sempre mangiato. In compenso sia i noodles che i dumplings erano buonissimi.
I prezzi sono contenuti e l'esperienza consigliata se vi piace il genere e se non siete troppo schizzinosi. Noi, comunque, siamo ancora vivi.


Il boss è il boss e per quanto sia diventata un'attrazione turistica non indifferente, dovuta alla notorietà per il programma su Real Time, vale assolutamente la sua fama e la coda inevitabile che dovrete fare a qualsiasi ora del giorno e della notte.




La pasta dei cupcakes è la migliore tra quelli che ho mangiato, mentre ho preferito di gran lunga il frosting del Magnolia e del Georgetown.


A proposito di programmi televisivi. Se si parla di cibo e tv non si può non menzionare Man Vs Food dell'eccentrico Adam Richman. E' proprio durante una delle puntate della sua trasmissione che abbiamo conosciuto Katz ed il suo panino con il pastrami e dovevamo assolutamente provarlo.
Per chi non lo sapesse - ed io non lo sapevo - il pastrami è una specialità dell'Europa dell'est, della Romania in particolare. E' una carne conservata in salamoia, essiccata, affumicata e poi condita con varie spezie, molto diffusa a NY.
Il locale è davvero particolare. Da una parte c'è una parete completamente rivestita di fotografie e cimeli di diverso tipo, dall'altra una serie di banconi con le varie specialità. 
Il prezzo, anche in questo caso, è abbastanza alto, ma compensa sia la qualità del cibo che la quantità.
E poi volete mettere avere la fortuna di incontrarvi una youtubera italiana famosa, sorella di un'altra youtubera italiana ancora più famosa e scoprirla antipatica come la morte? Tutto compreso nel prezzo, eh...



Tacchino a sx e pastrami a dx... Impossibile mangiare tutta quella carne...


AVETE MANGIATO LA PIZZA A NEW YORK????? Ebbene sì, lo abbiamo fatto e ci è anche piaciuta. Non ha nulla a che vedere con la pizza italiana. E' più buona? Dipende dai punti di vista. Se - proprio - dobbiamo paragonarla alla vera pizza napoletana, allora vi dico che non sono nemmeno lontanamente paragonabili. Ma se devo paragonarla a quella sottiletta croccante che fanno dalle mie parti, be', pizza di subway tutta la vita...



Se dovessi dire il cibo che mi manca di più, quello che mi è piaciuto di più in assoluto e che avrei mangiato fino a stare male, direi i pretzel.


"Amore, stasera sono troppo stanca e non ho tanta fame. Magari prendiamo giusto qualcosa da sgranocchiare in camera"

E quello fu l'inizio della fine. Impossibile spiegarvi il sapore di queste leccornie. Dovete andare a New York ad assaggiarle.


Un'altra conseguenza della mia fissa, per fortuna passata da un pezzo, per i programmi di Real Time.


Il frosting di questi cupcake è il migliore in assoluto, con il suo swirl perfetto e tantissimi deliziosi gusti.
Abbiamo passato un'oretta piacevole, seduti a tavolino, dopo una lunga passeggiata a Soho, sorseggiando tè freddo e riparandoci, finalmente, dal sole caldo.


Le donut più buone sono le loro, inutile girarci attorno... tra le glazed, le old fashioned, le classic, c'è solo l'imbarazzo della scelta.
C'è un punto vendita in ogni angolo, impossibile sfuggire alla tentazione.
Inoltre, la miscela di caffè è tra le mie preferite. 



Ramen come se non ci fosse un domani, in questo ristorante davvero di lusso. Basta guardare la clientela ed i migliaia di euro che si porta addosso...
Ci siamo stati la prima volta, la giornata era freddissima e quella zuppa calda è stata un toccasana. Il conto un po' meno.



L'ho lasciato per ultimo perché in realtà questa tavola calda meriterebbe un post a parte. E' senza ombra di dubbio il posto migliore in cui siamo stati, quello in cui siamo tornati più spesso, quello che ci manca di più, quelli in cui di più si sente profumo d'America...



Sì, proprio come nei film. Appena arrivi ti servono un tazzone di caffè caldo e continuano a versartene finché non dici basta o finché non vai via. E' la mia miscela preferita, corposa, piena, profumata.
Il caffè americano non è caffè annacquato e purtroppo questa convinzione è alimentata dal fatto che qui in Italia, se lo chiedi, ti allungano un espresso con acqua. Assassini!
Il caffè americano si ottiene per infusione, come il tè, ed ha un gusto che non c'entra nulla con il caffè a cui siamo abituati.
Siamo stati in questo locale sia per la tipica american breakfast che per il pranzo e non ci ha mai deluso.
La loro specialità è la cheesecake e le torte in particolare, che potete trovare già a fette nel punto vendita take-away che si trova proprio accanto.
Il mio primo amore rimane la colazione, abbondante, saporita, con un'ampia scelta tra uova, pancakes, toast o il classico latte, zuppe di cereali ecc.
La prima volta che abbiamo mangiato lì, ci siamo sentiti sazi fino a sera. La fascia di prezzo è medio/alta, ma il cibo delizioso, il posto bellissimo e si affaccia sui teatri di Broadway a due passi da Times Square.












E con questo è tutto, più o meno... Ci sono tantissime altre cose avremmo voluto provare, tantissime altre cose che proveremo.

Per leggere le prelibatezze che ha mangiato Giulia, cliccate QUI.

Alla prossima,