sabato 2 agosto 2014

Le letture del mese #18: Luglio feat. LA is My Dream

Soddisfatta. Sì, davvero soddisfatta delle letture del mese di Luglio, che ha esordito bene e si è concluso meravigliosamente.
Anche oggi, come di consueto da un po' di tempo a questa parte, il post è in collaborazione con la mia amica Patty del blog LA is My Dream.

E quindi, mettetevi comodi e cominciamo!

- La verità di Amelia di Kimberly McCreight

 TRAMA (da Amazon):

«Non è da lei». Mentre si fa largo tra i passanti, Kate Baron ripensa incredula alla telefonata che l’ha costretta a lasciare una riunione decisiva per la sua carriera: dopo essere stata scoperta a copiare, sua figlia Amelia è stata sospesa con effetto immediato dal preside della Grace Hall, uno degli istituti privati più esclusivi di New York. «Non è da lei», continua a ripetersi Kate, finché non si trova davanti a una scena sconvolgente. L’ingresso della scuola è bloccato da un cordone di agenti di polizia, vigili del fuoco e paramedici. E la causa è proprio sua figlia. Per la vergogna, Amelia si è suicidata, lanciandosi dal tetto dell’edificio. Col suo mondo ormai in pezzi, Kate si chiude in un bozzolo di dolore e sensi di colpa, ma alcuni giorni dopo la tragedia riceve un inquietante SMS anonimo: «Amelia non si è buttata». 
Cosa significa? Possibile che la verità sia diversa da quella sostenuta dalle autorità scolastiche? Possibile che ci sia un’altra verità? Kate deve saperlo. Deve raccogliere le forze e scandagliare la vita della figlia, una vita segnata da ombre e segreti di cui lei neppure sospettava l’esistenza. E, a poco a poco, una domanda inizia a tormentarla. Chi era veramente Amelia? Solo trovando la risposta, Kate potrà rendere giustizia alla figlia. Solo così riuscirà a porterà alla luce la verità di Amelia.


Questo libro mi ha attratta subito dalla copertina (se avete letto il TAG sui libri non dovreste meravigliarvene) e mi ha conquistata con la trama. Non sono una grande appassionata di thriller, ma questo non lo è nel senso stretto della parola. La narrazione si sviluppa alternando il punto di vista di Kate, risoluta a scoprire la verità sulla morte della figlia, e quello di Amelia stessa, che racconta la sua vita con la semplice complessità di un'adolescente. Tale intreccio è appassionante, coinvolgente e ci trasporta in una realtà fatta di segreti e sentimenti forti come l'amore, l'odio, la discriminazione, portati all'esasperazione come solo gli adolescenti sanno fare. Il libro apre una piccola finestra sul mondo delle confraternite, allo stesso tempo terribile e affascinante, con le sue iniziazioni, riti, sfide. Una delle cose più belle del romanzo sono i personaggi, complessi, tormentati, mai scontati, sui quali a turno si posa il sospetto del lettore.
E poi c'è Amelia, alla quale ho voluto bene da subito, che avrei voluto abbracciare il più delle volte, con le sue insicurezze, le sue paure ed i grandi turbamenti, che deve affrontare da sola, a volte per scelta altre volte per imposizione.
Un libro che mi è piaciuto tantissimo e che avrebbe meritato le cinque stelline, non fosse stato per un finale troppo poco cattivo.

VOTO: 4/5

- Adulterio di Paolo Coelho


Trama (da Amazon):

Linda ha 31 anni e, agli occhi di tutti, la sua vita è perfetta: vive in Svizzera, uno dei paesi più sicuri del mondo, ha un matrimonio solido e stabile, un marito molto affettuoso, figli dolci e educati, e un lavoro da giornalista di cui non si può lamentare. Ma d’un tratto inizia a mettere in dubbio questa sua quotidianità, la prevedibilità dei suoi giorni. Non riesce più a sopportare lo sforzo che le richiede fingere di essere felice. 
Tutto questo cambia quando incontra per caso un suo innamorato degli anni dell’adolescenza: Jacob. È diventato un politico di successo e, durante un’intervista, finisce per risvegliare un sentimento che la donna non provava da ormai troppo tempo: la passione. 
Ora Linda sarà disposta a tutto per conquistare quell’amore impossibile, e dovrà esplorare fino in fondo tutte le emozioni umane per poter poi trovare la redenzione. 
“È meglio non vivere piuttosto che non amare.”


Questo libro, per fortuna breve, è stato un grande, grandissimo MEH!!! O probabilmente meglio un WTF?!
Coelho è uno dei miei autori preferiti, di cui ho amato la maggior parte dei libri che ho letto.
Di Adulterio ho letto solo critiche molto negative, e questo mi ha spinto ancora di più a leggerlo, vista la curiosità di capire il perché di un riscontro così disastroso con il pubblico.
Andiamo con ordine... Linda ha 31 anni ma è come se ne avesse, non lo so, 60? Agli occhi di tutti la sua vita è perfetta, se non teniamo conto del fatto che la sua vita è davvero perfetta. E' sposata da dieci anni ma sembra una casalinga depressa e annoiata sposata da quaranta. Parla del suo matrimonio come di una fievole fiamma che si sta spegnendo ed è come se fosse la cosa più normale del mondo. Come se lei ed il marito fossero due pensionati che hanno ormai perso il palpito della passione (A TRENT'ANNI?!).
Linda è odiosa, mi è stata antipatica dalla seconda riga in poi, per tutto il libro. Non ho mai provato nulla di più del disappunto nei suoi confronti, fino alla fine.
Il romanzo è infarcito di stereotipi irritanti sulla Svizzera e sugli elvetici (che spero siano stati messi per ironia e non per convinzione, perché se in Svizzera ci fossero anche solo una decina di persone che la pensano come Linda, penso sarebbe il posto più brutto del mondo!).
Ma veniamo al fulcro di Adulterio: il tradimento. Il tradimento è un argomento che mi indispettisce parecchio. E' un'azione meschina che non concepisco, a maggior ragione se compiuta senza il benché minimo perché come in questo caso. Attrazione folle? NO. Amore? NO. Un marito disattento? NO. Non che queste siano giustificazioni lecite.
Un puro e semplice capriccio, che poi diventa una questione di orgoglio e una sfida, che porta la protagonista a compiere azioni riprovevoli e illegali.
Non c'è nulla della scrittura evocativa di Coelho, se non in un breve passaggio di tre o quattro pagine verso la fine del romanzo, fine che vorrebbe essere esemplare, ma che secondo me è solo sconclusionata.

VOTO: 3/5 (credo di essere stata generosa.)

- Losing Hope di Colleen Hoover (titolo italiano "Le sintonie dell'amore")


TRAMA (da Amazon):

Ci sono ricordi che è pericoloso portare alla luce, cicatrici che è doloroso riaprire: ma per Holder e Sky, due ragazzi difficili con un tragico segreto alle spalle, è fondamentale affrontare quello che è stato per poter vivere quello che sarà.
Holder vive perseguitato dal proprio passato, schiacciato dal senso di colpa per il suicidio di sua sorella Leslie. E poi c’è il ricordo di Hope e di quel maledetto giorno in cui ha lasciato che la sua vicina di casa di quando era bambino salisse su quella macchina e sparisse per sempre dalla sua vita. Il rimorso che incupisce la sua esistenza lo costringe a continuare a cercarla, fino a quando in un supermercato incontra Sky, che ha gli stessi occhi della sua amica di un tempo, e pensa di averla ritrovata. 
La vicenda di Le coincidenze dell’amore raccontata dal punto di vista di lui, per rivivere una splendida storia attraverso nuove emozioni.


Questa è la seconda volta che parto prevenuta nei confronti della Hoover (QUI potete leggere il mio pensiero su Hopeless), ed è la seconda volta che lei mi trascina violentemente in un vortice di sensazioni che mi lasciano, alla fine del libro, sconvolta.
Losing Hope, mortificato nel titolo dalla traduzione italiana, è il punto di vista di Holder, di cui già mi ero innamorata nel primo libro. Di solito non amo rileggere la stessa storia, anche se narrata da un protagonista diverso. Lo trovo ripetitivo e a tratti noioso.
In questo caso, non è stato nulla di tutto questo.
Se avete letto Hopeless, ed eravate rimaste affascinate da questo ragazzo, entrare nella sua mente, conoscere i suoi pensieri, i suoi sentimenti, la sua sofferenza ve lo farà amare ancora di più. La storia si arricchisce di molti dettagli, intuibili ma solo accennati nel primo libro.
Una delle cose che ho apprezzato della Hoover è che non si sofferma troppo sull'aspetto esteriore dei suoi personaggi, se non per dare delle linee guida al lettore (colore degli occhi, dei capelli).
Sky e Holder si piacciono, ma nessuno dei due sta lì ad elencare ogni singolo aspetto strabiliante del corpo dell'altro. Non ci sono occhi profondi come cieli d'estate, labbra peccaminose, pettorali guizzanti, seni esplosivi, gambe chilometriche e quant'altro.
Per Holder, Sky è bellissima. Sono bellissimi i suoi occhi grandi ed i capelli castani. Sky è perfetta proprio perché è così imperfetta, così testarda, ironica, sarcastica, con quel suo perdersi a tratti affascinante e a tratti inquietante.
Di Holder ho amato l'amore per la sorella Les, così appassionato e a tratti eccessivo, un amore che racchiude la paura della perdita che ha già sperimentato da piccolo, con Hope.
Non mancano i passaggi che mi hanno fatta emozionare nel primo libro, come il primo non bacio più bello forse che abbia mai letto.

Non ho dato l'ultima stellina, solo perché Hopeless mi è piaciuto di più.

VOTO: 4/5

- Il cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini



TRAMA (da Amazon):

Si dice che il tempo guarisca ogni ferita. Ma, per Amir, il passato è una bestia dai lunghi artigli, pronta a inseguirlo e a riacciuffarlo quando meno se lo aspetta. Sono trascorsi molti anni dal giorno in cui la vita del suo amico Hassan - il ragazzo dal viso di bambola, il cacciatore di aquiloni - è cambiata per sempre in un vicolo di Kabul. Quel giorno, Amir ha commesso una colpa terribile. Così, quando una telefonata inattesa lo raggiunge nella sua casa di San Francisco, capisce di non avere scelta: deve partire, tornare a casa, per trovare il figlio di Hassan e saldare i conti con i propri errori mai espiati. Ma ad attenderlo, a Kabul, non ci sono solo i fantasmi della sua coscienza. C'è una scoperta sconvolgente, in un mondo violento e sinistro, dove le donne sono invisibili, la bellezza è fuorilegge e gli aquiloni non volano più. Trent'anni di storia afgana - dalla fine della monarchia all'invasione russa, dal regime dei Talebani fino ai giorni nostri - rivivono in questo romanzo emozionante e pieno d'atmosfera, diventato uno straordinario successo internazionale.

Questo è stato il finale col botto. No, non avevo ancora letto Il cacciatore di aquiloni, fondamentalmente perché se ne era parlato troppo e troppa gente mi diceva di leggerlo ed io sviluppo quasi sempre una sorta di rifiuto quando succede. Un po' come quando mi dicono di ascoltare una canzone.
Come molti di voi sapranno, il mio fidanzato in questo momento è in Afghanistan e leggere questo libro mi ha fatta sentire un po' più vicina ad una terra martoriata e meravigliosa, che ammalia chiunque abbia la possibilità di vederla, che mi attrae e mi spaventa.
Avevo visto il film , diverso tempo fa, e mi era piaciuto molto anche se avevo rimosso molti dettagli. E' stato meglio così, perché ho avuto la possibilità di compiere questo viaggio come se fosse la prima volta.
Hosseini è un pifferaio magico che sulle note delle parole mi ha intrappolata nella semplicità della sua narrazione, attraverso una storia fatta di luci accecanti e ombre opprimenti.
Alla storia di Amir e Hassan si affianca parallela e ugualmente importante, la storia di una terra che da sempre è stata piegata e sottomessa, una terra che può essere accogliente come il grembo di una madre e ostile come un campo minato. 
Ebbene sì, se non lo avete letto, leggetelo.

VOTO 5/5

E con questo è tutto. Mi raccontate quali sono state le vostre letture di Luglio? Così allungo un po' la pila di libri che ho sul comodino?

Per le letture di Patty, cliccate QUI.

Alla prossima, 

Miki.

giovedì 24 luglio 2014

TAG: About Books

Le recensioni si accumulano nella sezione bozze di questo blog ed i vuoti da fotografare/recensire si accumulano in una graziosissima busta con le fragole della Coop - che non mi ha pagata per questa pubblicità occulta - ma non ho la benché minima voglia di terminare una qualsiasi delle prime o di cestinare i secondi, quindi approfitto di un tag che ho visto qualche giorno fa sul canale di GoldenVi0let e che parla di libri:


No, dico, potevo esimermi dal farlo? Ma assolutamente no, e visto che di truccherie ho parlato nell'ultimo post e che d'estate, di solito, si ha più tempo per leggere, eccomi qui ad intrattenervi con uno dei miei argomenti di conversazione preferiti. Mettetevi comodi, e cominciamo! Per comodità ho copiato le domande dal blog BooksAndLipstick.

1) Come scegli i libri da leggere?

Se mi aggiro in una libreria, mi lascio irretire puntualmente da una bella copertina, alla quale, successivamente, si deve affiancare una trama che mi stuzzichi e mi invogli a comprare il libro.
Se invece si tratta di uno dei miei autori preferiti, compro a scatola chiusa, spesso senza nemmeno preoccuparmi dell'argomento trattato.
Solo da un paio d'anni a questa parte, leggo qualche recensione che però non mi fa mai desistere dall'acquistare un libro che avevo già deciso di leggere, ma al massimo mi spinge ancora di più verso l'acquisto.

2) Dove compri i libri?

I cartacei in libreria, quasi mai online. Gli ebook, ovviamente, su internet, quasi sempre su Amazon.

Qui a sinistra potete vedere una delle mie librerie preferite: Liberrima.









3) Aspetti di finire un libro prima di acquistarne un altro oppure hai una scorta?

Penso che potrei leggere ininterrottamente fino alla mia dipartita e che potrebbero continuare a leggere anche i miei figli e i figli dei miei figli - chi ha un Kindle e affini capisce perfettamente ciò che voglio dire - ma acquisto tranquillamente altri libri, che si accumulano pericolosamente sul mio comodino.





4) Di solito quando leggi?
Quando posso, il che vuol dire che leggo prevalentemente a letto.
Da quando ho il Kindle però, le occasioni per leggere sono decisamente aumentate. Essendo piccolo e leggero, si fa leggere in coda alla posta, in treno, in spiaggia e in tutti quegli altri luoghi in cui, sicuramente, si può leggere anche un libro di carta, ma è certamente più scomodo e ingombrante.
E ve lo dice una a cui la borsa di Mary Poppins fa un baffo!





5) Ti fai influenzare dal numero delle pagine quando compri un libro?

Sì. Nel senso che libri poco corposi raramente mi attraggono.
Con questo non voglio dire che un libro breve non sia un buon libro, anzi, però preferisco investire in qualcosa che mi tenga occupata per più di un'ora.






6) Genere preferito?

Sono essenzialmente onnivora, con una certa predilezione per i romanzi e per il noir. Se un libro è ben scritto, mi piace qualsiasi cosa.










7) Hai un autore preferito?

Banana Yoshimoto, non c'è nemmeno bisogno che io ci pensi.

Ho tutti i suoi romanzi e ho appena acquistato Andromeda Heights, che non vedo l'ora di leggere.
Ovviamente non ho amato allo stesso modo tutto ciò che ha scritto, ma comunque mi è sempre piaciuto leggere il modo in cui ha scritto quella determinata storia.


Sarò banale ma Kitchen è il libro che mi piace di più, perché me l'ha fatta scoprire, perché ricordo ancora oggi le emozioni che mi ha suscitato e perché ha dato inizio a quella che è ormai diventata una tradizione: andare in libreria e adocchiare l'ultima uscita (è un'autrice molto prolifica) è automatico e appagante.
Il mio prossimo acquisto sarà sicuramente "Il mondo di Banana Yoshimoto" di G. Amitrano, uno dei più esperti traduttori di letteratura giapponese.




8) Quando è iniziata la tua passione per la lettura?

Nascere e crescere in una casa piena di libri ha sicuramente influenzato, se non determinato, il mio amore verso la lettura.
Anche quando non ero ancora in grado di leggere sfogliavo le pagine, curiosa di capire cosa fossero tutti quei segni.
Poi, quando alcune sere mio padre mi leggeva l'Eneide ed in particolar modo la vicenda del cavallo di Troia, io ero letteralmente rapita dalla storia, dal modo in cui la leggeva, dalla capacità di far vivere nella mia mente ciò che era scritto sulla carta.
Uno dei pochi meriti che hanno i primogeniti (leggasi fratelli maggiori) è stato quello di farmi sviluppare un'insana voglia di bruciare le tappe. Voler leggere per me era anche un modo per dimostrare di essere ormai grande e riuscire a farlo a nemmeno cinque anni fu una grande soddisfazione. Dal leggere la parola "casa" all'avere il mio primo libro (di cui vi ho parlato QUI) il passo è stato breve e si può dire che non mi sono più fermata.

9) Presti libri?

Ho prestato libri in passato. A molti di questi devo decidere di dire addio, perché dopo anni non sono più tornati.
Altri, tra cui il mio libro preferito in assoluto, sono tornati rovinati (strappati, dimenticati sul tavolino poco prima di un acquazzone, sporchi, macchiati ecc ecc).
Presto libri adesso? No, non più.
Li presterei? Dipende dalla persona che me li chiede. Ad oggi, le uniche due alle quali presto ancora qualche libro sono i genitori del mio fidanzato
(Anche io ho da moltissimo tempo un libro di una carissima amica, Brida di Coehlo, ma lei sa che è in buone mani e che se ancora non l'ha riavuto indietro è perché non ce n'è stata occasione).

Quando ho prestato Jane Eyre alla mia migliore amica dell'epoca, sono rimasta col fiato sospeso finché non l'ho riavuto indietro. Potete immaginare la mia faccia quando ho visto l'angolo in basso a destra, arricciato per almeno un centinaio di pagine!!! "Scusa, mi è caduta dell'acqua"!!!

10) Un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi insieme?
 Rispondo a questa domanda con una foto:


Il fatto è che dipende da diversi fattori: stanchezza, stato d'animo, curiosità, bisogno, ecc ecc.
Sul mio comodino non può mancare il Kindle, ovviamente, che è il modo di leggere più comodo anche a letto. Poi c'è Jane Eyre, di cui mi piace leggere qualche passaggio quando magari sono molto stanca e sto per addormentarmi. Dallo stato della mia copia, si capisce bene che l'ho letto giusto un paio di volte.
In questo momento c'è la guida di New York, un sogno che FORSE diverrà realtà presto. Romeo e Giulietta non può mancare, soprattutto nella versione con testo originale, che adoro.
L'ultimo di Banana Yoshimoto e di Murakami sono le nuove letture del momento.
Il Richiamo del Cuculo e Albion sono due libri che ho interrotto per diversi motivi e che voglio riprendere in mano al più presto.
Ed il mio comodino è sempre così!

11) I tuoi amici/famigliari leggono?

Sì, praticamente tutti. Come ho già accennato, sono cresciuta in una casa piena di libri e piena di lettori. E' impossibile per me immaginare mio padre senza un libro in mano.
La maggior parte dei miei amici sono lettori accaniti (ci siamo conosciuti su un forum dedicato ad un libro, non poteva essere diversamente) e, in generale, tutte le persone che conosco leggono. Chi più, chi meno.

12) Quanto ci metti mediamente a leggere un libro?

Sono una lettrice molto veloce e, se il libro mi prende, posso finirlo in poche ore. Ho passato le migliori nottate incollata alle pagine, dicendomi "arrivo fino al prossimo capitolo" per poi ritrovarmi all'alba con il libro chiuso e gli occhi gonfi.
Ma anche questo dipende da tanti fattori.








13) Quando vedi una persona che legge (ad esempio sui mezzi pubblici) ti metti immediatamente a sbirciare il titolo del suo libro?

Assolutamente sì! E ho anche acquistato alcuni libri in base alla mimica facciale di persone che ho osservato mentre li leggevano. Se poi è un libro che ho già letto, mi chiedo a che punto siano e se gli stia piacendo come è piaciuto a me. In questo senso il Kindle ha una grande pecca: non puoi sbirciare nelle letture degli altri, a meno che non siano seduti accanto a te e non ficchi spudoratamente il naso.

14) Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvarne uno solo, quale sarebbe?

I Miserabili di Victor Hugo. Ho letto Cosette, un semplice estratto che riassumeva la storia, quando andavo alle medie, me lo aveva portato mio padre dalla biblioteca. Aveva la copertina rigida, gialla ed era tenuto insieme da un nastro adesivo talmente vecchio e marrone che appena lo toccavo si sbriciolava. Le pagine erano ingiallite e macchiate e odorava intensamente di vecchio. Penso di averlo riletto almeno cinque o sei volte consecutive.
Al liceo poi l'ho studiato in letteratura francese e ho sentito il bisogno di leggerne la versione integrale. All'epoca ero credente e mi aveva scossa ed emozionata molto. Ad oggi, nonostante sia atea, è un libro che riesce a infondermi speranza da una parte e profonda tristezza dall'altra.

15) Perché ti piace leggere?

Leggere, per me, è il modo migliore per aprire una porta su un altro mondo. Su tanti mondi diversi. Un modo per provare emozioni intense, vivere vite diverse, confrontarsi con determinate scelte. Non so voi, ma io trovo sempre un modo per immedesimarmi nella storia, anche in quella più semplice o in quella più surreale.
Poi mi piace anche notare il modo in cui è scritto un libro, lo stile dell'autore, la sintassi, la ricchezza del linguaggio. Non saprei spiegarlo meglio. per me, leggere è un'azione così quotidiana e naturale che non potrei spiegare perché la compio. E' piuttosto un bisogno, ecco.

16) Leggi libri in prestito (da amici o dalla biblioteca) o solo libri che possiedi?

Quando andavo alle medie, ho letto molti libri presi dalla piccola e sfornita biblioteca della scuola. Ad oggi capita, anche se raramente, di leggere libri in prestito da amici.

17) Qual è il libro che non sei mai riuscito a finire?

In realtà ce ne sono diversi. Alcuni sono solo temporaneamente in standby ma altri non credo che li riaprirò mai, come ad esempio "Paura di volare" e "Che fine ha fatto Mr Y".














18) Hai mai comprato un libro solo perché aveva una bella copertina e cosa ti attrae della copertina di un libro?
Solo perché aveva una bella copertina no, mai. La copertina è ciò che mi attrae in un libro, ma se poi non c'è nulla nella trama che mi incuriosisce il libro rimane sullo scaffale. Mi attraggono copertine molto diverse tra loro. A volte sono i colori, a volte il font del titolo, l'immagine, l'atmosfera, non saprei dirlo e, anche stavolta, molto dipende dalla mia predisposizione.












19) C'è una casa editrice che ami particolarmente e perché?

Negli anni mi sono ritrovata a comprare molti romanzi Neri Pozza, sia perché pubblica due delle mie autrici preferite, Tracy Chevalier e Susan Vreeland, sia perché molto spesso i romanzi raccontano storie di donne in contesti storici diversi, attirando la mia attenzione.













20) Porti i libri dappertutto (in spiaggia o sui mezzi pubblici) o li tieni al sicuro dentro casa?

Ho sempre portato i libri ovunque.

21) Qual è il libro che ti hanno regalato che hai gradito maggiormente?

Il Mago di Oz, il mio primo libro. Non scorderò mai la felicità quando i miei genitori me lo hanno comprato.

22) Come scegli un libro da regalare?

aNobii aiuta molto in questo. Consultare una wishlist aiuta a non fare un dono sgradito. Spesso però mi piace anche indovinare i gusti e rischiare o regalare un libro che a me è piaciuto tanto e che spero piaccia anche alla persona a cui lo regalo. Anche perché, fondamentalmente, regalo libri solo a persone alle quali voglio molto bene e con cui voglio condividere un'emozione.

23) La tua libreria è ordinata secondo un criterio o tieni i libri in ordine sparso?

Se i miei libri si potessero tenere, tutti quanti, in una sola libreria, sarei la persona più felice del mondo intero. Purtroppo non ho lo spazio sufficiente per tutti, quindi sono un po' alloggiati in sistemazioni di fortuna, purtroppo.

24) Quando leggi un libro che ha delle note, le leggi o le salti?

Di solito le leggo.

25) Leggi eventuali introduzioni, prefazioni e postfazioni dei libri o le salti?

Leggo quasi sempre le introduzioni, salto quasi sempre le prefazioni e leggo sempre le postfazioni.

E questo è tutto!

Fatemi sapere se avete fatto questo tag, linkatemelo nei commenti oppure rispondete qui sotto alle domande, sono molto ma molto curiosa.
A mia volta taggo le blogger che so essere accanite lettrici:

Monica di BooksLand
Patrizia di LA is My Dream
Hermosa di De Ornatu Mulierum
Giulia di Spendi&Spandi
Svampi di BeautyBats
Fede di Stasera Cucino Io
Bunny di BunnyMakeup

... e ce ne sono tante altre, quindi consideratevi tutte taggate.

Se volete ficcanasare tra le mie letture, potete farlo QUI.

Alla prossima,



lunedì 14 luglio 2014

Una Nota di Colore #9: A Beautiful Lie, 30stm (con SPECIAL GUEST STAR)

Musica è arte, musica è vita, musica è colore.

La musica può essere il filo invisibile che lega le persone, che consente loro di scoprire e di scoprirsi.
Può essere confronto, accordo e disaccordo.

La musica è storia ma anche moda, insegnamento e intrattenimento.

"Musica" è la parola chiave di questa nuova collaborazione, che vede, di nuovo, affiancato MikiInThePinkLand a LA is My Dream.


"Una nota di colore" è il nostro modo di raccontarvi qualcosa di noi, un modo per conoscerci e per farci conoscere. Una sorta di "get ready with me" che tanto va in voga su YouTube, con la differenza che il risultato finale è dettato unicamente dalla musica.

In questi dodici appuntamenti mensili, vogliamo fare un viaggio alla scoperta dei nostri album preferiti, raccontarveli, condividere con voi il ruolo che essi hanno o hanno avuto nella nostra vita e, ad ogni album, abbineremo un trucco e vi mostreremo i prodotti utilizzati.

Spero che l'idea vi piaccia come è piaciuta a noi, che la coltiviamo ed elaboriamo da oltre un anno.


Ogni secondo lunedì del mese, quindi, vi aspettiamo qui a cantare e truccarvi con noi!

Prima di procedere, volevo ringraziarvi per i commenti al post del mese scorso. In molte ricordavate con piacere Playing My Game e questo mi ha fatto sorridere non poco. E' sempre bello quando ciò che ci piace viene riconosciuto anche da altre persone. E' come se fosse un valore aggiunto.

L'album di oggi, invece, è scelto da Patty e per lei ha un significato molto speciale, quindi vi consiglio di andare a leggere il suo post, di cui trovate un' anteprima ed il link alla fine di questo articolo.

La cosa curiosa è che avrei benissimo potuto scegliere io l'album che vi presentiamo oggi, perché è uno dei miei preferiti di sempre. Sto parlando di A Beautiful Lie dei 30 Seconds To Mars:



Come ho conosciuto la band? Forse nel modo più comune: attratta da Jared Leto.

In realtà, la prima volta che l'ho visto, guardando il bellissimo e terribile film Ragazze Interrotte, non era poi così unfigodellamadonna attraente, eppure mi aveva colpita ugualmente.

La seconda volta, l'ho adocchiato in Panic Room, e già le cose si erano fatte decisamente più interessanti.

Per questo motivo, la prima volta che mi è capitato, per caso, di sentire The Kill, ne sono rimasta letteralmente ipnotizzata.



Secondo album della band statunitense, il titolo scelto dal frontman Jared Leto (*sospira*), A Beautiful Lie si presenta da subito decisamente differente rispetto al primo lavoro, 30 Seconds to Mars, che io ho conosciuto e ascoltato solo in un secondo momento. Si passa da influenze propriamente metal ad una commistione di generi: rock, grunge, progressive ed emo.

La cosa che colpisce di questo lavoro è una struttura oserei dire fissa. La maggior parte dei brani presentano un collaudatissimo schema strofa-ritornello indubbiamente accattivante e che non rende, a mio parere, l'ascolto ripetitivo, ma anzi coinvolge da subito e fa in modo che le tracce rimangano impresse nella mente.


Attack apre l'album e sono chiare, da subito, le intenzioni della band. Un uso cospicuo del sintetizzatore - che adoro - che si intreccia alla perfezione con la chitarra e con la voce meravigliosa di J. Leto. Se avete letto qualche altro post della rubrica o semplicemente qualche altro post in cui vi parlo di musica, dovreste aver intuito che per me la voce è un elemento fondamentale affinché mi piaccia una canzone/band/album ecc.
Jared Leto convince, da subito, sia per la profondità che per lo screaming potente, graffiante e per nulla fastidioso o abusato, che anzi è una caratteristica di A Beautiful Lie e si sente già in Attack.



A Beautiful Lie, che dà il nome all'intero lavoro, è la conferma dell'impegno sociale e della trattazione di tematiche più personali che permeano l'album. Con il lancio del meraviglioso video, i 30stm manifestano ancora più chiaramente l'interesse verso problematiche ambientali, inaugurando una campagna di informazione e ricerca sul riscaldamento globale e lo sfruttamento ambientale.
Dal punto di vista musicale, non è una delle tracce che prediligo ma è comunque piacevole ed orecchiabile.


E poi c'è lei, The Kill, un capolavoro per gli occhi e per le orecchie, un brano che esplora la paura di confrontarsi con se stessi e di scoprire il vero io, il tutto in un video dalla fortissima ispirazione kubrickiana.

L'ascolto scorre piacevolmente attraverso Was It A Dream?, The Fantasy e Savior, che confermano un sound unico, fino alla famosissima From Yesterday, punto caldo dell'album...

Fotogramma A CASO tratto dal videoclip

Ditemi quello che volete, ma i miei livelli di bimbominkiaggine di fronte a questo video hanno raggiunto vette inimmaginabili. Nel periodo in cui è uscito ne ero letteralmente dipendente.


Sarà che in questa canzone la voce di Jared è potente come una raffica di vento caldo, sarà che il video mi ricorda i miei adorati film di cappa e spada, saranno i colori, l'atmosfera, o anche sarà il significato bellissimo della canzone, ma, pur essendo la più famosa, la più commerciale, rimane comunque la mia preferita.

E l'ascolto si appresta alla fine, con altre tre tracce, tra le quali spicca sicuramente R-Evolve, un compromesso tra energia e melodia.

A Beautiful Lie si potrebbe riassumere in due parole: razionalità ed impulso, espresso anche dalle forme lineari e dai colori della cover, su cui spiccano i teschi.

Ed è proprio su questo che mi sono basata per la realizzazione del trucco. Da un lato forme definite e dall'altro colori cupi e sfumati.

I prodotti che ho utilizzato sono:



Per la base:

- Mac Studio Fix Fluid in NW20
- L'Oréal le correcteur accord parfait n°2, Vanille
- Benecon Natural Compact Powder in Porcelain
- Kiko Soft Touch Blush n°111

Per le sopracciglia:

- Kiko Eyebrow Marker n°02 (solo nella parte iniziale)
- Mac Brow Set in Show-Off


Per gli occhi:

- Shadow Insurance Too Faced su tutta la palpebra mobile
- Walk Of Shame (crema rosato opaco dalla Naked Basics di Urban Decay) su tutta la palpebra mobile e fissa
- Naked 2 (tortora chiaro opaco dalla Naked Basics di Urban Decay) nella piega dell'occhio
- Kiko Precision Lip Pencil n°307 come eyeliner rosso
- Urban Decay 24/7 Waterproof Liquid Eyeliner in Perversion
- Crave (nero opaco dalla Naked Basics di Urban Decay) sfumato lungo la rima cigliare inferiore
- Morello (rosso scuro opaco dalla Sleek Good Girl) sfumato su Crave
- Urban Decay 24/7 Glide-On Eye Pencil in Perversion nella rima interna
- Mascara Chanel Le Volume

Sulle labbra:

- MAC Diva

E questo è il risultato:











Assieme ad un ospite d'eccezione:

Cosimino è timido, per questo è stato reso poco visibile e per evitare che qualcuno si impressioni.


Questa è un'anteprima del bellissimo trucco di Patty:


Trovate il suo post QUI.

E voi conoscevate questo album? Siete rimaste incantate dalle doti musicali di Jared Leto?

Al prossimo mese,

Miki&Patty

martedì 8 luglio 2014

SALDI SALDI SALDI: #Zara e #Primadonna

Quel momento tanto agognato dalle donne e tanto temuto dagli uomini è arrivato!

Fonte: Simple&Madama

Voi vi siete armate?
Io, in realtà non avverto la frenesia dei saldi, quel dover comprare a tutti i costi, scovare l'affare ecc ecc... No, non fa per me. Inoltre, preferisco decisamente la fine degli stessi, quando è vero che rimane poca roba ma il ribasso è davvero allettante.
Tutto questo per dire che, sì, ho fatto shopping! XD 
Ma è stato assolutamente un caso, infatti ho scelto tre capi che ho potuto prendere senza provare, perché l'idea di incanalarmi in chilometri di code per i camerini, di domenica pomeriggio, con un caldo allucinante, non mi ha sfiorato nemmeno l'anticamera del cervello.
Ora, io ho un problema con i "pezzi di sotto". Ogni volta che entro in un negozio di abbigliamento mi riprometto di dare uno sguardo a magliette e quant'altro, proprio per la sproporzione che vige nel mio armadio, ma, puntualmente, me ne esco con gonne, pantaloni e vestiti, con il prevedibile risultato del "non so cosa mettere"! Perché in realtà non ho capi da abbinare.
Anche stavolta, quando sono entrata da Zara, ero decisa a non guardare nemmeno i soliti capi e a concentrarmi sul resto. 
Risultato?
Ecco qua!


E' decisamente l'anno delle gonne lunghe e trovarne una che nel mio metroeOTTANTAvogliadicrescere non mi faccia effetto strascico nuziale è un'impresa a dir poco ardua.
Questa, con le zeppe, zeppe notevoli, ha una lunghezza accettabile e adoro i colori.

Questa è la proposta di Zara:

Un gigantesco FAIL, per me.
Sarà che, sempre nel mio metro una chewingum, abbinare una maglietta del genere su una gonna lunga sarebbe impensabile. Ma vogliamo anche parlare delle ciabatte?!No, non ci siamo affatto.
Sarò più banale ma io la indosserò con una semplice t-shirt bianca.


Adoro questa gonna pantalone. E' ampia, fresca, casual ma anche elegante se impreziosita con gli accessori giusti ed un tacco alto. Inoltre sono in fissa con il blu, ultimamente.


Così è come la abbina Zara e mi piace moltissimo. Penso che prenderò spunto ma cercherò, spero non invano, una maglia verde acqua.

Per ultimo, il pezzo forte!


Non ci sono parole per descrivere la meraviglia di questa gonna. Pizzo blu/viola su fondo rosso e fodera nera fin sopra al ginocchio.
L'ho indossata ieri sera con una t-shirt nera, una cinturina nera in vita e un paio di sandali neri con il tacco ed il risultato era davvero bello.

C'è anche una blusa da abbinarvi, ma trovo che l'effetto sia decisamente pesante:


Dopo Zara, ho fatto un salto da Primadonna, per un paio di zeppe comode da portare tutti i giorni e alla fine, dopo decine e decine di prove, ho preso queste:



Per finire, sono caduta in uno dei must have  dell'estate, per i quali non avrei mai speso più di 3,00€ e infatti...


E con questo è tutto. 
Vi piacciono i miei acquisti?
Voi siete usciti indenni dai primi giorni di saldi? Cosa avete comprato?

Alla prossima,