mercoledì 10 febbraio 2016

SANTE Crema Riequilibrante 24h Pelle Mista al Bio Açai Review

Chi è la stordita che, convinta di aver fatto il servizio fotografico completo, ha buttato baracca e burattini e adesso pretende anche di fare la review senza una foto decente?
Ma la sottoscritta, ovviamente!
Quindi, abbiate pazienza. 

Oggi voglio parlarvi della crema viso che mi ha accompagnata nella prima metà - e qualcosa in più - della scorsa caldissima, afosissima e lunghissima estate.

Trattasi di una gradita beauty adoption, ricevuta da Patty, e potete leggere la sua recensione QUI.

Prima di ricevere questo prodotto, non avrei mai pensato di acquistare una crema del brand Sante, in quanto non ho avuto esperienze positive con ciò che avevo provato in passato, per lo più prodotti per capelli.
Ad oggi invece, posso dire che c'è più di una referenza del marchio che mi ha piacevolmente stupita, inclusa appunto la Crema Riequilibrante al Bio Açai.

INFORMAZIONI SUL PRODOTTO


Soffice trattamento giorno e notte per una pelle bilanciata. 
L'attenta composizione di ingredienti di origine vegetale è stata sviluppata appositamente per le pelli miste e comprende ingredienti preziosi come l'olio di Açai biologico e l'olio di camelia organico. Per una delicata regolazione dell'oleosità ed idratazione della pelle e per un colorito uniforme.
QUANTITA': 30ml
PREZZO: 12,73 €

INGREDIENTI:
aqua (water), alcohol*, glycine soja (soybean) oil*, cocoglycerides, glycerin, butyrospermum parkii (shea butter)*, cocos nucifera (coconut) oil*, cetyl alcohol, cetearyl olivate, distarch phosphate, isoamyl laurate, sorbitan olivate, sorbitol, simmondsia chinensis (jojoba) seed oil*, vitis vinifera (grape) seed oil, camellia oleifera seed oil*, xanthan gum, rhus verniciflua peel wax, prunus armeniaca (apricot) kernel oil*, euterpe oleracea fruit oil*, parfum (essential oils), tocopherol, sodium lactate, cimicifuga racemosa root extract, salix alba (willow) bark extract, lactic acid, helianthus annuus (sunflower) seed oil*, linalool, benzyl salicylate. * da agricoltura biologica









LA MIA PELLE

Mista, con zone secche e zone più a tendenza oleosa.
Con l'arrivo dei primi caldi, diventa molto più reattiva del solito e l'estate si ripercuote in maniera assolutamente deleteria sul mio viso, che si ribella letteralmente, tanto da costringermi a trattamenti specifici da un paio d'anni a questa parte. Veri e propri bubboni spuntano in ogni dove, di quelli che permangono per giorni e che fanno anche un po' male. La zona T tende ad essere più oleosa e aumentano i punti neri su naso e mento.
Utilizzare creme più leggere non è sufficiente. Non apportano l'idratazione di cui continuo ad aver bisogno, nonostante tutto.
Negli ultimi anni ho scelto prodotti farmaceutici idratanti, sebo regolatori e astringenti, per normalizzare e tenere sotto controllo la situazione, magari affiancati a detergenti e tonici specifici.

CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO



Ammetto che, per i miei gusti, il packaging non è dei più allettanti. Una scatola in cartoncino, color verde pisello, contiene un tubetto in plastica morbida dello stesso colore, con tappo bianco e chiusura a vite.
La crema si presenta di consistenza piuttosto liquida, quasi simile a quella di un latte detergente, di colore bianco e con un profumo delicato e particolare, in cui ho avvertito una nota agrumata molto lieve. L'ho trovato molto piacevole, ma comunque non persiste sulla pelle.

UTILIZZO E RISULTATI

La scorsa primavera, forse anche perché reduce da un'ottima skincare invernale, ho notato che la situazione non stava precipitando rovinosamente, così ho deciso di dare una possibilità a questo prodotto,
Abituata a consistenze decisamente più corpose, inizialmente non è stato facile capire quanta ne dovessi utilizzare, faticando un po' a farla assorbire. Con il passare di un paio di giorni ho compreso che me ne servisse davvero poca per idratare perfettamente tutto il viso.
L'ho utilizzata per circa tre mesi, mattina e sera.
La pelle appariva asciutta, compatta ed opacizzata, pronta all'applicazione del make-up.
La mia esperienza è limitata ai mesi primaverili ed estivi, quindi non vi so dire come si sarebbe comportata con l'arrivo del freddo, anche se, conoscendo la mia pelle, non credo sarebbe stata sufficiente.
La cosa che mi è piaciuta tantissimo è stata la sensazione sul viso, anche a distanza di ore. Era come non aver messo nulla e, soprattutto d'estate, è una cosa fantastica.
Utilizzando più spesso il fondotinta minerale nei mesi caldi, ho bisogno che la pelle sia idratata, perché le zone secche sono all'agguato e, anche quando pensi che non ci siano, appena applichi la polvere, eccole lì che riappaiono.
Con la crema di Sante questo non mi è successo, rivelandosi ottima anche come base per il trucco minerale.
E' stata un'esperienza molto piacevole ed inaspettata e ringrazio tantissimo Patty per avermi permesso di farla.

REPERIBILITA'

Facendo un rapido giro tra i più famosi store on line, ho notato che non è affatto un prodotto facile da acquistare. Se avete una bioprofumeria di fiducia che tratta il brand, potete provare a cercarlo lì.

Voi avete mai usato questa crema? Conoscete il brand? C'è qualche referenza che dovrei provare assolutamente?

Alla prossima,


lunedì 8 febbraio 2016

Trucco Del Giorno #111: In a Sea Of Chaos

Non mi trucco sempre con la Electric di Urban Decay solo perché mi piace usare un po' tutto ciò che ho. Ma ogni volta che apro questo scrigno fuoriesce un arcobaleno di colori che mi lasciano puntualmente a bocca aperta e mi fanno venire voglia di sperimentare e di divertirmi.

Mi stupisce che sul blog ve l'abbia mostrata così poco e spero proprio di rimediare.

Fatemi sapere se vi interessa una review e gli swatches di questa meravigliosa palette, che ormai è mia da un anno e mezzo.

QUI potete vedere un make-up con protagonisti Fringe e Urban.
QUI un trucco realizzato con un pizzico di Trash, che adoro.
QUI c'è Urban utilizzato come eyeliner.
QUI un pizzico di Urban e Jilted.
QUI Savage, Jilted e Urban. Il trio delle meraviglie per un trucco che ho adorato realizzare.
QUI Trash e Fringe per tornare un po' bambina.

Oggi è il turno di Chaos, tra gli altri, Sto parlando del blu più meraviglioso che esista, che vi avevo mostrato al volo su Instagram.

Con Chaos è amore e odio. Lui è splendido, super pigmentato, ma, a differenza degli altri compagni di palette, sfarina che è una bellezza. Ve lo ritroverete ovunque, perfino nelle m... nei calzini!

Nonostante non sia il protagonista di questo make-up, lui si fa notare eccome, dando un tocco in più allo sguardo. E, per quanto io sia sempre abbastanza timorosa ad utilizzare questi toni su di me, il risultato mi è piaciuto moltissimo, anche perché c'è Pink Pigeon, di cui mi innamoro ogni volta, sempre di più.


Sono partita da una base cremosa, verde acqua, per enfatizzare il colore dell'ombretto applicato a tutta palpebra. Ho poi sfumato nella piega un color carne chiaro, per aiutarmi poi con la sfumatura successiva di Chaos, nell'angolo esterno e nella piega, con un pizzico di turchese.

Ho applicato una matita bianca sotto l'arcata sopraccigliare, sfumandola con le dita e con l'ombretto color carne, che ho usato anche per illuminare l'angolo interno.


Lungo la rima inferiore, partendo dall'interno, ho sfumato un color argento, poco, ed ho continuato con una gradazione di viola, intensificando via via il colore.

Ovviamente kajal nero e riga di eyeliner per completare il tutto.


Una base leggera, un lievissimo contouring, un tocco di blush luminoso e per finire Pink Pigeon.


I prodotti che ho utilizzato, nel dettaglio, sono:


- Fondotinta MAC StudioFix Fluid NW20
- Correttore Maybelline Fit Me n°10
- Cipria Benecon Natural Compact Powder in Porcelain
- Terra Bourjois Poudre Bronzante
Per le sopracciglia:
- Faint dalla palette Naked Basics di Urban Decay
- MAC Brow Set in Show-Off


- Kiko LongLasting Stick Eyeshadow n°09, Verde Nilo
- W.O.S. dalla palette Naked Basics di Urban Decay
- Kiko Water Eyeshadow n°212, Smeraldo
- Neve Cosmetics Pastello Occhi Piuma/White
Dalla palette Electric di Urban Decay:
- Revolt
- Gonzo
- Chaos
- Jilted
-Urban
- Urban Decay 24/7 Eyeliner in Perversion
- Nabla Bombay Black Kajal
- Mascara Sephora Outrageous Curl


- Mac Mineralize Blush in Gentle
- Mac Lipstick in Pink Pigeon

Vi auguro un lunedì non troppo traumatico ed una splendida settimana.

Alla prossima.


sabato 6 febbraio 2016

TAG: Eyeshadow Junkie

Questa è stata una lunga, lunghissima settimana. E nemmeno troppo facile a dir la verità.
Avrei voluto scrivere una recensione, ne ho tantissime in programma, ma ho preferito dedicarmi a qualcosa di più piacevole e rilassante: parlare di ombretti! Insomma, è il momento perfetto per rispondere al Tag Eyeshadow Junkie, ideato da tre youtubers americane (Julie Dawn OlsenTara Michelle & FancyThatwithCandice), per il quale sono stata taggata da Ariel Make Up, preziosa collaboratrice al tag ProdottiPROva.
Ovviamente l'entusiasmo iniziale si è affievolito quando mi sono ritrovata di fronte ad alcune di queste dieci domande. Per un'amante degli ombretti come la sottoscritta, scegliere è difficilissimo.

Ma bando alle ciance e cominciamo!

1) Qual è la tua linea di ombretti preferita da drugstore (low-cost, supermercato, negozi tipo Acqua e Sapone)?


Non ho molti ombretti da drugstore o low cost, li ho smaltiti quasi tutti, regalandoli alle amiche o a mia madre. Ce ne sono alcuni però che mi piace ancora usare e che hanno una qualità notevole. Sto parlando dei L'Oréal Color Infaillible, di cui possiedo (da dx a sx) Hourglass Beige, Forever Pink, Flashback Silver e Bronze Divine, e dei Kiko Water Eyeshadow202, 209, 212, 215 e 223, che vi ho mostrato nel dettaglio in QUESTO post.
Considerato il prezzo, potrei inserire nella categoria anche gli ombretti Nabla, ma non rientrano nei prodotti reperibili nei drugstore o in negozi tipo Acqua&Sapone.

2) Qual è il tuo Primer Occhi preferito?


Come Ariel, DEVO citare la Too Faced Shadow Insurance. Avendo la palpebra molto secca, riscontro spesso problemi di aderenza delle polveri, soprattutto per quanto riguarda gli ombretti opachi. Quindi non è tanto una questione di tenuta del trucco, quanto piuttosto un problema di applicazione ed intensità. Questa base soddisfa ogni mia necessità e non penso di cambiarla presto (anche perché mi durerà una vita).

3) Qual è il primo ombretto mai acquistato che ancora usi?


Penso di aver acquistato il mio primo ombretto - celeste perlato - ben diciassette o diciotto anni fa. Ovviamente non ho la più pallida idea di che fine abbia fatto.
Gli ombretti più vecchi che ho e che utilizzo ancora sono questi di Essence, che non credo siano più in vendita. I due viola sono splendidi!

4) Qual è il miglior dupe da drugstore?


Tralasciando il fatto che il concetto di dupe è davvero vasto e che si utilizza questo termine con molta leggerezza, c'è stato un tempo in cui davo la caccia a qualsiasi cosa si avvicinasse lontanamente a Blue Brown di MAC. Finché non ho avuto quello vero ovviamente. Mi è rimasto il Pearl Eyeshadow n°12 di MakeUp Academy, che gli si avvicina molto per colore.

5) Qual è l'ombretto o la palette più sottovalutati?


Quando ho preso la Semi-Sweet Chocolate Bar di Too Faced, a New York, l'ho fatto a scatola chiusa. Non era possibile swatcharla ed i colori, con le luci del negozio, sembravano bellissimi.
Una volta in albergo, Blueberry Swirl e Pink Sugar, i due che mi avevano attratta di più, si sono rivelati una grandissima delusione. E lo sono ancora. Avevo talmente perso l'entusiasmo che ho bocciato precipitosamente l'intera palette.
Ad un anno di distanza, posso dire che contiene gli ombretti neutri migliori che possieda e mi ritrovo ad utilizzarla spessissimo (nooooo, il profumo paradisiaco di cioccolato non c'entra).

6) Qual è il tuo ombretto singolo preferito in assoluto?


MA CHE RAZZA DI DOMANDA E' QUESTA? Come potrei mai scegliere UN SOLO ombretto? Ma siamo matti?
BAH!
Ne cito qualcuno, giusto per farvi capire la tipologia:

Mac Mineralize in Cinderfella, Youg Punk e Smutty Green.

Mac Dazzleshadow in Get Physical e Feel The Fever.

Urban Decay Moondust Eyeshadow in Solstice, Glitter Rock e Zodiac.

Diorshow Mono in Fairy Grey.

7) Qual è il tuo ombretto in crema preferito?


Gli ombretti in crema sono una mia fissa. Ne possiedo molti e li uso regolarmente. Anche in questo caso scegliere un colore preferito è stato difficile. per questo ho optato per il LongLasting Stick Eyeshadow di Kiko n°05, Marrone Rosato, che utilizzo a tutta palpebra quando ho meno di cinque minuti per prepararmi. La mia scelta ricade sempre su di lui.

8) Qual è il tuo ombretto neutro preferito?


Nougat della palette Semi-Sweet Chocolate Bar di Too Faced. E' un perfetto colore da piega. Conferisce profondità e si sfuma meravigliosamente, anche per addolcire i bordi di un make-up troppo spigoloso. 

9) Qual è il tuo ombretto colorato preferito?
Vedi risposta alla domanda n° 6.

10) Qual è la tua miglior palette in assoluto?


Anche in questo caso la scelta non è facile. Ho tantissime palette. Troppe forse. Nel senso che mi piacerebbe poterle usare di più.
Quelle di Urban Decay sono le mie preferite in assoluto e la 15th Anniversary (swatches QUI) è quella che più mi rappresenta come colori.

Per finire, taggo Foffy, Jess, Eleonora, Selli e Claudia, ma consideratevi tutte taggate. 
Alla prossima,


mercoledì 3 febbraio 2016

Un Compleanno da NON Dimenticare #2

Sin da piccola ho atteso il mio compleanno con trepidazione. Iniziavo a fare il conto alla rovescia almeno un mese prima ed assillavo tutta la famiglia, ogni giorno.
Non c'era un motivo in particolare, non che ci fossero questi grandi festeggiamenti, semplicemente ero contenta di compiere gli anni.
Crescendo ho legato a questo giorno tanti piccoli gesti, che mi piace compiere per me stessa e per gli altri.
Mia mamma non è una gran pasticciera, nonostante sia un'eccezionale cuoca, e si limitava alla tradizionale - per casa mia - torta all'arancio o alla ciambella bigusto, quando non comprava qualcosa di pronto in pasticceria.

Da quando ho scoperto una grande passione per i dolci, prepararmi la torta di compleanno è diventata una tradizione irrinunciabile e, da qualche anno, mi dedico a dolci di origine americana: Devil's Food Cake, Banana Bread, Red Velvet, Angel's Cake, Brownies e tantissimi altri (quest'anno ho fatto degli Oreo Cupcakes da leccarsi i baffi).


Mi piace che ci sia un dolcetto nel caso in cui qualcuno venga a farmi gli auguri e mi piace ancora di più quando riesco a trascorrere la giornata con il mio fidanzato.
Erano quattro anni che non riusciva a scendere per l'occasione e tre dall'ultima volta che lo abbiamo passato insieme, regalandomi una giornata indimenticabile, come avevate avuto modo di leggere QUI.
Alla fine di quel meraviglioso week-end ho pensato che non avrei trascorso mai più un compleanno così bello. C'era Tony, i miei splendidi amici ed il cuore gonfio di gioia. 
Se ci fosse stata la mia famiglia, sarebbe stato tutto perfetto.

Beh, che dire... Sì, stavolta si è superato!

I festeggiamenti sono iniziati il 15, con il suo arrivo ed i primi regali (vi mostrerò tutto alla fine del post). Abbiamo trascorso un pomeriggio tranquillo, tra coccole, chiacchiere ed un buon tè vicino al fuoco.
La sera mi ha portata a mangiare la pizza nella nostra pizzeria preferita, a Lecce, e non la smetteva più di blaterare di questo fantomatico regalo. Erano ormai giorni che ne parlava e, per la prima volta da quando siamo insieme, non avevo la più pallida idea di cosa si trattasse.
Perché dovete sapere che lui è un disastro con le sorprese ed è talmente tanto euforico quando me ne fa una che non riesce a tenerla segreta, rivelandomela praticamente subito.
Sabato 16, al mattino, siamo tornati a Lecce, mi ha parcheggiata da Sephora (potete immaginare il mio  enorme disappunto) ed è andato via a sbrigare faccende relative al mio regalo. 
La cosa iniziava a farsi un tantino snervante. Penso di conoscere il negozio a menadito ormai e le commesse iniziavano a guardarmi con sospetto. Al suo ritorno, si è fatto perdonare per l'attesa con altri regalini.
Snervante, ma decisamente piacevole.
Avevo capito che tutta questa segretezza riguardava il posto in cui mi avrebbe portata a cena il 19, ma non riuscivo a capire perché fosse dovuto andarci di persona giorni prima. Un barlume di speranza si era acceso nel mio cuoricino sognatore.
Che stesse organizzando ciò che pensavo? Naaaaah, impossibile.
Nel pomeriggio tappa al centro commerciale. Dovevo comprare le ultime cose per la torta, ritirare il regalo che L'Erbolario fa ai possessori di tessera e fare un giro per negozi, approfittando magari dei saldi. Inutile dire che ho ricevuto altri regali, tra cui il vestito che avrei indossato la sera del mio compleanno.
Domenica 17, Sant'Antonio Abate, onomastico del mio fidanzato e nostro mesiversario, 17 anni e 3 mesi. Avevamo pensato di passare la giornata fuori ma mi ero alzata decisamente stanca, il tempo era brutto ed avevo voglia di preparare un pranzo speciale, anche per il fatto che il giorno del mio compleanno mio padre non avrebbe potuto mangiare nulla per via della preparazione ad un esame di controllo che avrebbe dovuto fare dopo qualche giorno.
Mi sono messa all'opera molto presto, approfittando anche che la casa fosse tutta per me, evento rarissimo.
Potete immaginare quando, tutta scarmigliata e con le mani letteralmente in pasta, mi chiama Tony per dirmi di prepararmi che saremmo dovuti andare a ritirare il mio regalo.

Ma che razza di regalo ha bisogno di essere ritirato di domenica mattina, in un paesino a 80km da casa? 
E come facevo a mollare tutto nel bel mezzo della preparazione, con due torte pasticciotto che cuocevano in forno?

Infatti, non potevo. Dopo un saluto veloce e tutte le raccomandazioni di rito, è andato da solo, contando di ritornare poco prima di pranzo.

Era poco più di mezzogiorno quando è tornato. L'ho visto entrare in cucina con in mano la scatola delle scarpe che aveva comprato il giorno prima. Se ne stava nel mezzo della stanza che mi guardava con gli occhi lucidi e le mani tremanti. Ho cominciato ad agitarmi e mi sono avvicinata. Quando ha aperto la scatola la prima cosa che ho provato è stata un terrore devastante. Non osavo muovere un dito, sapevo che per quanto fosse meraviglioso ciò che avevo davanti agli occhi, per quanto lo avessi desiderato intensamente per anni, non avrei mai potuto averlo. Non me lo avrebbero mai fatto tenere. Gli occhi mi si sono riempiti di lacrime e sono andata da mia madre, che vedendomi in quello stato si è allarmata.

- Tony mi ha portato il regalo...
- E allora? Perché piangi?
- Perché adesso vi arrabbiate...
- Ci arrabbiamo? Ma quando mai... E che ti ha regalato, un armadio? 

La mancanza di spazio in casa è il very big problem di mia madre ed in quel momento la sua preoccupazione era trovare posto per mettere qualcosa di ingombrante. In realtà si trattava di qualcosa di piccolo... Molto piccolo. Ma che ci avrebbe ingombrato il cuore all'istante.
Solo dopo aver visto il suo sguardo ho realizzato che era mia. Solo in quel momento l'ho presa. Solo in quel momento ho consentito al mio cuore di esplodere di gioia ed alle lacrime di scendere copiose.
La mia Amy...



Dire che il mondo si è capovolto è dire poco. Tutto ha assunto un nuovo significato, una nuova prospettiva. Niente sarebbe stato come prima.


Amy è un pugnetto di quasi tre mesi in grado di rivoluzionare la casa e la vita delle cinque persone che vi abitano. Ha conquistato tutti con il suo musetto simpatico e le sue orecchiette da mogwai.
Potrei stare qui ore a parlarvi di lei, di quello che fa, di come impara in fretta, di come mi raggira alla grande, di come ringhia e delle feste che mi fa appena sveglia. Ma potrei annoiarvi non poco.
Se dovesse interessarvi la mia esperienza con lei, i primi passi che stiamo muovendo insieme, fatemelo sapere, potrei scriverci una serie di post.

Ovviamente, nel pomeriggio siamo dovuti ritornare al centro commerciale. Non avevo nulla per lei e bisognava fare un po' di serio shopping canino.
No, nessun vestitino, tutù, scarpette e ridicolaggini del genere.

Tra croccantini, traversine e occhioni dolci, è arrivato il lunedì della vigilia, passato molto velocemente. Siamo stati dal veterinario a far controllare Amy ed a prenotare il richiamo del vaccino e l'inserimento del chip, ho preparato gli Oreo Cupcakes per la sera, ho lavato i capelli e, con la morte nel cuore per dover lasciare Amy a casa, siamo usciti.

Chi legge il blog conosce perfettamente il mio amore infinito per i CRIFIU (ve ne ho parlato QUI e QUI). Tre dei componenti del gruppo, Andrea, il cantante, Luigi, il chitarrista, e Sandro, il flautista, si esibiscono di tanto in tanto in uno spettacolo più intimo rispetto ai concerti, che si chiama ALS, acronimo dei loro nomi ma anche di Amore, Lavoro e Speranza. Si tratta di un'esibizione unplugged durante la quale ripercorrono le tappe più importanti e significative del cantautorato italiano, da Lucio Dalla a De Gregori, da Celentano ai Modena City Ramblers.

Quella sera ci sarebbe stato un ALS e potete immaginare la mia gioia al pensiero che avrei trascorso le prime ore del mio compleanno ad ascoltare tre artisti eccezionali, che ormai sono delle presenze importantissime nella nostra vita. Persone meravigliose ed amici preziosi.


Come al solito lo spettacolo è stato emozionante. A mezzanotte è arrivata puntuale la dedica e "Tanti auguri a te" con la partecipazione di tutti i presenti. Alla fine abbiamo festeggiato con i miei cupcakes e soddisfatta e piena di gioia sono tornata a casa, impaziente di vedere Amy.

Avevo avuto tutto quello che potevo desiderare. Il 19 poteva passare senza che succedesse nulla ed io sarei stata lo stesso immensamente contenta. Ma ovviamente non era finita lì e Tony aveva aggiunto che "non hai visto ancora niente".

Martedì è stata anche la giornata più impegnativa con Amy. Io mi ero fatta un programma prima che arrivasse lei che cocciutamente ho voluto seguire lo stesso, non senza difficoltà. Ho iniziato a dubitare di me stessa e del fatto che potessi essere una brava padroncina per lei. La paura stava avendo la meglio...
Ma Tony è meraviglioso ed è sempre pronto a consolarmi e rassicurarmi.
Alla fine, nel pomeriggio era tutto pronto per un buon tè ed una fetta di peccaminosa Devil's Food Cake, che hanno apprezzato tutti.

La giornata non era ancora finita, si avvicinava il momento della cena e Tony era semplicemente elettrizzato.
Non mi capacitavo di tanta segretezza ed entusiasmo. Tutto per un ristorante? Nonostante lui sappia perfettamente che non amo provare posti nuovi, soprattutto per occasioni importanti. Non mi piace rimanere insoddisfatta e mi sarebbe piaciuto ancora meno il giorno del mio compleanno. 
Quindi, se il posto non era nuovo, cosa mi aspettava?
La sorpresa più bella ed emozionante che potesse farmi. 
Entrata da Terra, un bellissimo posto nel centro di Lecce, la prima persona che ho visto è stata Antonio, il batterista. Mi è bastato lui per scoppiare a piangere.
Erano tutti lì, attorno ad una grande tavolata, tutti insieme. Per me.
Davvero non ci sono parole per dirvi la grandezza di questo regalo. La gioia che ho provato. La bellezza della serata, della cena in loro compagnia, il momento della torta, la passeggiata in una Lecce notturna, deserta e splendida, tra risate e discorsi di spessore, salutandoci con la promessa di passare presto un'altra serata insieme.


Io non credo di aver meritato tutto questo, non credo di meritare una persona splendida come Tony al mio fianco ed un topo travestito da cane che mi riempie da due settimane il cuore. Ma non posso che esserne felice e grata, facendo del mio meglio per esserne all'altezza.

La settimana infine è trascorsa piacevolmente e con l'arrivo di altri regali fino a domenica, giornata di saluti e partenza, nella speranza che i giorni che ci separano dalla prossima licenza passino in fretta. 
Sono sicura che sarà così, tra Amy ed i preparativi per il viaggio di Maggio.

Spero di non avervi annoiati finora. Abbiamo quasi finito, manca solo la carrellata dei regali!


No no, i miei amici non mi conoscono affatto...


Questo è stato il primo regalo che mi è arrivato, da parte della mia lovvofamiglia. E' l'unico pavè presente nel mio bracciale e per la sua brillantezza si fa decisamente notare.


Per me sarebbe bastata la loro presenza martedì sera a cena, ma hanno voluto farmi anche uno splendido regalo, che non poteva che essere a tema musicale, perché con la loro musica ci hanno cambiato la vita.


Sabato sera, prima di partire, Tony ha voluto regalarmi l'ultimo charm per il mio bracciale e non poteva che celebrare la nostra piccola Amy.
E adesso sono pronta ad iniziarne un altro!


Sempre la sera del mio compleanno, a cena, io e Tony abbiamo ricevuto le bacchette usate da Antonio per la registrazione dell'album "A un passo da te" e del video di "Un'estate così"


Un cimelio da conservare gelosamente.


I miei suoceri e la nonna del mio fidanzato hanno colpito nel segno con questa borsa capiente e comodissima e con un beauty compatto e pratico.

Soldi ed altri regali intimi e personali sono arrivati da genitori e parenti.

E tutto ciò che segue è da parte di Tony:




Il cofanetto con le travel size della linea Effetto Reale è il regalo de L'Erbolario.


L'haul da Sephora mentre aspettavo che Tony organizzasse la serata del 19.


L'omaggio di Sephora per il compleanno.


Il vestito che ho indossato.


Il mio primo paio di UGG originali,


Un porta planner - che devo ancora ricevere - realizzato dalle splendide manine de Lo Stile di Giò.

E con questo è tutto.

Alla prossima,


Miki&Amy

lunedì 1 febbraio 2016

Ritratto di Signora #53: Il Tatuaggio e la Donna


Buongiorno, buon 1 Febbraio e buon primo lunedì del mese.
Quest'oggi prende la parola la sottoscritta, con un ritratto che non è stato per nulla facile scrivere.
Avevo in mente l'argomento da un bel po' di tempo ed ero indecisa su come svilupparlo e su come esprimere le mie idee. Alla fine, come sempre, l'ho fatto di getto. Spero che il risultato non sia troppo pesante e dispersivo, le cose da dire erano troppe e non volevo annoiarvi più del solito.
Detto ciò, BUONA LETTURA!

Ho fatto il mio primo tatuaggio il 14 Gennaio del 2006, dopo un orrendo periodo della mia vita. E' piccolo, relativamente nascosto, ma racchiude un forte significato.
Il secondo, fatto il 17 Ottobre del 2012, è legato ad un altro brutto episodio, ma, ogni volta che lo guardo, non posso trattenere un sorriso.
L'ultimo, il 17 Ottobre del 2015, è il più grande ed è legato a tantissimi momenti di gioia. Non è quello realizzato meglio, purtroppo, ma lo amo infinitamente.

"E se poi te ne penti?"
"Ma sai che brutto quando sarai vecchia?"

Le reazioni di molte persone davanti ai miei tatuaggi sono alquanto discutibili. 
Non ho mai pensato al tatuaggio come una moda o un ornamento e sicuramente si tratta di una decisione con cui farò i conti per tutta la vita. 
Ma non è così per ogni decisione presa?
Le conseguenze saranno davanti ai nostri occhi sempre, che si vedano o meno.
E quando sarò vecchia, il mio corpo potrà non essere gradevole alla vista di qualcuno, ma non sarà un tatuaggio a renderlo peggiore. E comunque ci si può sempre girare dall'altra parte.

Commenti del genere non mi danno più fastidio, ormai ci ho fatto l'abitudine, ma ci sono alcune obiezioni che puntualmente mi fanno contare fino a dieci prima di rispondere:

"Sì, i tatuaggi sono belli... Su un uomo però, non su una donna"
"Eh, ma tu sei femmina, perchè  ti stai rovinando così?"

Perché nel 2016, troppe molte persone - e tante sono donne - apprezzano questo


ma disprezzano questo

Mh, forse Kat Von D non è un esempio efficace.
Come si può disprezzare?

Il tatuaggio è uomo? Non direi proprio...

Le prime tracce di tatuaggi sono state ritrovate su corpi di donne


Amunet, vissuta a Tebe nel 2200 a.C., era una sacerdotessa della dea Hathor. 
La sua mummia presenta tatuaggi sul ventre a cui sono stati attribuiti significati legati alla fertilità.

Altre mummie di donne risalenti allo stesso periodo riportano tatuaggi, assenti invece sui corpi degli uomini.

Il corpo della principessa Ukok è stato ritrovato in Siberia nel 1993. Risale a 2500 anni fa e presenta tatuaggi dall'aspetto sorprendentemente moderno: una sorta di animale mitologico - una renna con il becco di grifone e le corna di un capricorno - le ricopre la spalla sinistra e altri simboli sono presenti sulle mani. Probabilmente stavano ad indicare un ruolo superiore a quello degli altri appartenenti alla comunità.


E' profondamente in errore chi pensa che il tatuaggio sia un fenomeno nuovo.

In un remoto passato era comune anche per le donne mostrare questi segni indelebili sul corpo. Le motivazioni potevano essere diverse e potevano essere legate alla fertilità, alla guerra, alla posizione, al tramandarsi visivo del sapere, e già all'epoca era considerato un modo per abbellire il corpo.
Non ho trovato molte informazioni sul come e sul perché sia cambiata la concezione che si ha di questa pratica.
L'Imperatore Costantino la proibì con un decreto che si appellava al Levitico (19,28: "Non vi farete incisioni nella carne per un morto, né vi stamperete segni addosso"), in cui si condannavano i marchi sulla pelle, e risalgono al XVII secolo le prime testimonianze secondo le quali il tatuaggio era identificato con il mondo delle prostitute e dei criminali. In questo periodo, infatti, le cortigiane cominciarono a farsi tatuare.
Dalla seconda metà dell'800 fino agli anni '40, sfoggiare un tatuaggio per una donna era un atto coraggioso, che sfidava i rigidi tabù dell'epoca.
Ballerine di Night, ragazze dei Freak Show, modelle alternative, antenate del moderno burlesque, andavano in giro con i corpi completamente tatuati.



Una delle prime Circus Ladies di cui si ha testimonianza è Nora Hildebrandt, che nel 1882, all'età di ventidue anni, con i suoi 365 tatuaggi realizzati dal padre (uno al giorno per un anno), venne fatta esibire al Brunell's Museum di New York. 

Qualche settimana dopo toccò ad Irene Woodward, Bella Irene, autoproclamatasi "The Original Tattooed Woman".

Betty Broadbent fu ribattezzata "la più giovane donna tatuata al mondo".
Aveva 17 anni quando, stufa di fare la babysitter, andò a New York e si fece tatuare Pancho Villa sulla gamba sinistra, Charles Lindbergh sulla destra ed una Madonna con Bambino sulla schiena. Tanto per iniziare.
Betty fu la prima ad esporre i suoi tatuaggi per quello che erano. Non raccontava, come le altre cisrcus ladies, storie di rapimenti e sevizie da parte di indiani, per attrirare l'attenzione della gente.
Betty era diversa. Era giovane, sicura di sé ed anticonformista.

Queste ed altre figure contribuirono, in maniera diversa, alla nascita delle prime associazioni di donne tatuate per scelta (negli anni venti, in America, gli uomini facevano tatuare le mogli, anche contro la loro volontà, in segno di possesso), che, dall'epoca vittoriana in poi, si identificavano anche con le più indipendenti economicamente e con coloro che avevano avuto la possibilità di viaggiare senza sottostare a mariti e famiglie oppressive. 

Donne che esibivano la loro pelle illustrata con un coraggio paragonabile alla stessa irriverenza rivoluzionaria delle prime suffragette e delle protofemministe, che fecero propria una pratica vietata per secoli in Occidente, da papi, teologi, sovrani, e ne fecero espressione di bellezza ed autonomia, trasgredendo gli ideali di purezza e decoro femminile.

Risale agli inizi del '900 anche la prima tatuatrice donna, Maud Wagner, nata nel 1877 in Kansas.
Maud era una trapezista e contorsionista, che lavorava in numerosi circhi itineranti. Iniziò ad esercitare la reietta professione, dopo aver incontrato Gus Wagner, un tatuatore, che sposò qualche anno dopo il loro incontro e da cui ebbe una figlia, Lotteva, che iniziò a tatuare all'età di nove anni e che diventò lei stessa un'artista.
Maud faceva a pugni con i perdigiorno che entravano nella sua bottega per allungare le mani e incideva cuoricini con il nome dell'amato sulla pelle di giovani fidanzate, quali sigilli d'amore indelebili. I Wagner, nonostante l'invenzione del tatuaggio a macchina, rimasero fedeli alla tradizionale tecnica "hand-poked", che portarono in giro per tutti gli Stati Uniti.

Un articolo a parte dovrebbe essere scritto per parlare della tradizione orientale, e giapponese in particolare, del tatuaggio.

Nella seconda metà del '900, i tattoo sono stati una forma di ribellione contro il governo. A quell'epoca infatti, le donne della classe media non potevano indossare i kimono, riservati solo alle nobildonne, e si facevano tatuare sul corpo disegni simili a quelli delle sete preziose con cui venivano realizzati.
Con il passare degli anni, il tatuaggio fu associato sempre di più al corpo maschile, diventando prerogativa di militari e marines e, successivamente di alcune categorie di individui che vivevano ai margini della società, come marinai e carcerati.
Ciò portò ad una vera e propria stigmatizzazione delle donne tatuate, che continuarono però ad utilizzare questa forma d'arte per esprimere una protesta ed il distacco dalla modernità, come negli anni '60-'70 con il fenomeno hippie.
Solo a partire dagli anni '80/'90 il tatuaggio comincia a ripulirsi di tutte i pregiudizi che gli hanno affiancato nel tempo, ma continua a rimanere critico il fenomeno sul corpo femminile.
Ad oggi possiamo assistere a fenomeni diversi. da una parte ci sono modelle e donne dello spettacolo che sfoggiano un corpo tatuato con disegni delicati, piccoli e che seguono le linee di un corpo senza difetti, che segue i canoni di una bellezza conforme agli stereotipi, dall'altra ci sono donne che praticano il tatuaggio come nell'antichità e lo vedono come uno strumento di comunicazione visiva di un messaggio.

Svariate sono le motivazioni che portano le donne a tatuarsi e ciò è stato anche oggetto di "studio" da parte di alcuni ricercatori francesi, che sono approdati a risultati alquanto discutibili: "Le donne tatuate sono considerate dagli uomini della Bretagna più attraenti e più disponibili".
Lampante esempio di una visione limitante e stereotipata.

Tatuaggio come body art ma anche come terapia, per camuffare menomazioni chirurgiche, traumi del corpo e dell'animo. 

Ed è proprio con questo che voglio concludere.

P.Ink è un'associazione che si propone di mettere in contatto donne sopravvissute ad un cancro al seno e sottoposte a mastectomia con tatuatori disposti a donare loro una forma di guarigione che nessun altro può dare.

Perché il cancro al seno non deve lasciare l'ultimo segno





Miki


 FONTI:

Vi ricordo, come sempre, che potete trovare la rubrica anche sui blog

- BooksLand
- Stasera Cucino Io
- Un Libro per Amico
- Franci Lettrice Sognatrice
- BTS of my Soul

Al mese prossimo,