giovedì 11 luglio 2013

L'Erbolario Tiaré, Ricca Fusione Profumata per Corpo e Capelli. Review.

Tutto di questo prodotto fa pensare all'estate...








Il bianco e blu della confezione, che richiama un po' i colori della magnifica Santorini, un delicato acquerello che raffigura la spiaggia, la cascata di fiori di Tiaré, che ci fanno sognare ghirlande profumate sotto il sole di Taihiti.


E per finire, il profumo... Perché, diciamocelo, monoi ed estate sono un binomio inscindibile.



"Secondo un’antica ricetta tramandata di generazione in generazione, 12 fiori di Tiaré vengono messi a macerare in un litro di olio di cocco per 12 giorni. Il prezioso unguento così ottenuto è il Monoi, naturale prodotto di bellezza che le donne tahitiane utilizzano ogni giorno per proteggere e idratare la propria pelle.

I cosmetologi dell’Erbolario hanno racchiuso le virtù del Monoi negli efficaci prodotti della linea profumata Tiaré: specialità dalle spiccate proprietà emollienti, che nutrono, idratano e difendono l’epidermide in profondità, risvegliando tutta la sua vitalità e ridonando ai capelli il loro naturale splendore. Un abbraccio sontuosamente profumato che rievoca ogni giorno l’incantevole emozione dell’estate."






E' stata proprio la voglia di mare e di estate che mia ha spinto, quel lontano 9 Dicembre, ad acquistare la Ricca Fusione Profumata per Corpo e Capelli della linea Tiaré de L'Erbolario.

Caratteristiche dal sito ufficiale:

Un ricco e innovativo unguento che diventerà una nuova e irrinunciabile abitudine per prendersi cura con una sola, specifica ricetta, della bellezza della pelle del corpo e della capigliatura. Una originale formulazione burrosa, resa unica dalla presenza del Monoi – il segreto di bellezza polinesiano - che contribuisce ad accrescere l’idratazione e la compattezza cutanea, lasciando anche l’epidermide più arida, morbidamente vellutata. Quando viene poi massaggiata sui capelli, questa Fusione sa rendere le chiome setose, lucidissime, facili da districare. Una specialità arricchita anche dall’Olio di Crusca di Riso, dall’Olio di Cocco e dalla antiossidante Vitamina E, che sanno rinnovare lo splendore e la vitalità di pelle e capelli. Il tutto coronato dalla fragranza degli incantevoli fiori di Tiaré, dolce come il piacere dell’estate.

Uso:

Una formula nutriente che aiuta a conservare l’idratazione della pelle quando applicata prima della doccia per preparare l’epidermide all’incontro con l’acqua e i detergenti ed è un perfetto emolliente da massaggiare sulla pelle a conclusione del bagno, o dopo una giornata di sole in estate. Applicare anche su tutta la lunghezza dei capelli per qualche ora o per l’intera notte, poi procedere con lo shampoo: il risultato è una meravigliosa, lucente morbidezza.

Ma veniamo alla mia opinione del prodotto.



Lo sto usando con sufficiente costanza da poco più di sei mesi e ho voluto provarlo sia come crema corpo che come idratante per i capelli e, in entrambi i casi, non mi ha affatto delusa.

Essendo una preparazione a base di Olio di Cocco è particolarmente sensibile alle temperature, tanto che per tutto l'inverno l'aspetto e la consistenza erano decisamente compatti e sodi, al punto da dovermi aiutare con una spatolina per prelevare il prodotto per poi scioglierlo tra i palmi e massaggiarlo.
Con l'aumentare delle temperature, l'Olio di Cocco si è sciolto ed ora la consistenza è più morbida ed oleosa, cosa che rende molto più agevole l'utilizzo.





Sul corpo: essendo un prodotto così corposo, ne consiglio l'utilizzo a chi ha una pelle decisamente secca, sulla quale si assorbe abbastanza velocemente, se utilizzato in quantità minime, lasciandola morbidissima e profumata. Quando spalmavo la fusione la sera, dopo la doccia, e mettevo il pigiama, il tessuto si impregnava così tanto del profumo di monoi, che lo sentivo per almeno tre o quattro sere consecutive, così come le lenzuola. Se amate la sensazione di pelle completamente asciutta, questo prodotto non fa per voi, in quanto anche se si assorbe completamente lo si continua a percepire per un po' di ore dopo l'applicazione (non parlo di unto vero e proprio però). Ottimo sulle mani secche e screpolate o come impacco per i piedi.
Con l'aumentare delle temperature ho moderato drasticamente l'utilizzo del prodotto sul corpo in quanto d'estate non sopporto nulla dopo la doccia e spalmare una crema del genere penso che mi farebbe rilavare dopo cinque minuti. La applico però sulle zone più ostiche come gomiti e ginocchia e la continuo ad utilizzare sui piedi e sulle mani.

Sui capelli: l'ho utilizzata esclusivamente come impacco pre-shampoo ed una volta sola come idratante prima dell'esposizione al sole (uno dei tre giorni in cui sono andata al mare e tutte e tre le volte il sole praticamente non c'era!). Inumidisco i capelli con uno spruzzino ed applico una noce di prodotto sulle lunghezze, avendo cura di raccogliere i capelli, Lascio in posa dalle due alle quattro ore e poi procedo con il lavaggio.
L'effetto non è eclatante, infatti preferisco l'emulsione come trattamento corpo, ma i capelli sono sicuramente più morbidi e soprattutto profumati di monoi, nonostante shampoo e balsamo.

In conclusione posso dire che è un prodotto che mi è piaciuto molto e che ricomprerò sicuramente, così come sicuramente voglio provare qualcos'altro della stessa linea (l'acqua di profumo mi chiama da tempo...).

Il prezzo è di 16,50€ per 200ml di prodotto con un PAO di 12 mesi.

Questo è l'INCI:


E questa è l'opinione di Lola:

"L'inci è perfetto. Sia chiaro che è un unguento anidro (senz'acqua, solo grassi) fatto da olio gelificato con cera bellina e olio di ricino idrogenato. Se il profumo è paradisiaco si può senza dubbio comprare; è un'eccellente ispirazione per unguenti fai da te."

Qual è il prodotto che vi fa pensare all'estate?

Alla prossima,


mercoledì 10 luglio 2013

Le letture del mese#6: Giugno

In ritardissimo, eccomi oggi a parlarvi delle letture che hanno deliziato il mese di Giugno, un mese arricchito da libri piacevoli, che ho apprezzato per diversi motivi e che, quale più quale meno, mi hanno lasciato qualcosa (a differenza di questo mese, in cui mi sono già imbattuta in due cagate pazzesche pessimi libri).

Come al solito, mettetevi comodi e cominciamo!

- Insurgent di Veronica Roth


TRAMA (da Amazon):

Una scelta può cambiare il destino di una persona... o annientarlo del tutto. Ma qualsiasi essa sia, le conseguenze vanno affrontate. Mentre il mondo attorno a lei sta crollando, Tris cerca disperatamente di salvare tutti quelli che ama e se stessa, e di venire a patti con il dolore per la perdita dei suoi genitori e con l'orrore per quello che è stata costretta a fare. La sua iniziazione avrebbe dovuto concludersi con una cerimonia per celebrare il proprio ingresso nella fazione degli Intrepidi, ma invece di festeggiare la ragazza si è ritrovata coinvolta in un conflitto più grande di lei... Ora che la guerra tra le fazioni incombe e segreti inconfessabili riemergono dal passato, Tris deve decidere da che parte stare e abbracciare completamente il suo lato divergente, anche se questo potrebbe costarle più di quanto sia pronta a sacrificare.

Non voglio svelarvi troppi dettagli della trama, considerato che questo libro è il seguito di Divergent, che ho divorato letto l'anno scorso, spinta dal parere positivo di tutti i miei amici, tanto da spingermi a cominciare la lettura di questo secondo capitolo in inglese, con ancora l'entusiasmo della lettura precedente. La traduzione in italiano, ha, a mio parere, appiattito molto la narrazione, rendendola quasi noiosa in alcuni punti, ma tutto sommato è un libro che mi è piaciuto molto, ricco di colpi di scena, con una trama intricata e assolutamente non scontata, con un buon approfondimento dei personaggi, dei quali mette in luce le zone d'ombra che in Divergent vengono solo sfiorate. Come tutti i secondi libri che fanno parte di una trilogia, si tratta di un capitolo di transizione, che spero porti ad una conclusione degna dell'inizio.

VOTO: 4/5 (ma più tra un 3,5-4).

- Sogni sull'acqua di Lisa Kleypas


TRAMA (da Amazon):

Alex Nolan vive a Friday Harbor. Cinico e disilluso, combatte i demoni che affollano la sua mente grazie all'aiuto di una bottiglia di whisky. Vive in un inferno privato che ogni giorno rende più arido e solitario attorno a sé. Fino al giorno in cui una creatura vi accede, ma dev'essere un fantasma perché solo Alex riesce a vederla. Forse ha davvero attraversato in maniera definitiva la sottile linea che separa la sanità dalla follia. Zoe Hoffman è un'inguaribile romantica e quando incontra Alex, che le mostra il proprio lato più intrigante, il suo istinto le urla: scappa! Persino Alex la invita a fuggire da lui. Ma nella mente di Alex si fa strada un'idea, bizzarra e sempre più insistente: che forse un antico fantasma possa ridare nuova speranza a un cuore spezzato. E che l'amore possa superare ogni barriera di tempo, spazio, e perfino buon senso...

Con questo volume, la Kleypas conclude la trilogia di Friday Harbor, narrando le vicissitudini dell'ultimo dei fratelli Nolan, Alex.
Dopo Come finiscono le favole, che mi era piaciuto molto, e Una piccola magia, che mi era piaciuto un po' meno, non ero ansiosa di leggere questo libro, probabilmente perché Alex, da subito, si è presentato come il "peggiore" dei Nolan, per il quale ho nutrito immediatamente una forte antipatia. La curiosità di conoscere la conclusione della saga era dovuta più a Zoe, personaggio che si intravede nel secondo libro, per la quale invece non si può non provare una forte simpatia.
Che dire? Dei tre, questo è senza ombra di dubbio quello che mi ha colpita, che mi ha emozionata e che alla fine mi è piaciuto di più.
La Kleypas riesce magnificamente a far entrare il lettore in sintonia con Alex, facendogli comprendere l'origine della sua malinconia, del suo malessere, della sua irascibilità, che sfocia in una forte dipendenza dall'alcol, riportandogli alla mente l'incubo che aveva vissuto da ragazzino, la cui infanzia e quella dei suoi fratelli era stata profondamente segnata dall'alcolismo dei genitori. Alex è convinto che tenendosi alla larga da tutti, può evitare di far soffrire le persone, di condannarle a convivere con i suoi tormenti, ma non ha messo in conto l'incotro con Zoe, una donna la cui prorompenza fisica è controbilanciata da un'ingenuità ed una dolcezza che lo lasciano senza fiato, portandolo ad avvicinarsi attratto come le api dal miele ed allontanarsi come chi, giocando col fuoco, si scotta immancabilmente le dita.

VOTO: 4/5

- Per l'@more basta un click di Rainbow Rowell


TRAMA (da Amazon):

Ci sono confidenze che non possono proprio aspettare la pausa caffè. Lo sanno bene Beth e Jeniffer, colleghe e amiche alla redazione del "Courier". Meno male che c'è la posta elettronica dell'ufficio per discutere di fidanzati artisti che si fanno mantenere, allarmi gravidanza, imbarazzanti abiti da damigella per matrimoni in cui non sei mai tu la sposa. Peccato, però, che la direzione del quotidiano abbia deciso di installare un sistema che monitora i computer dei dipendenti per evitare che si facciano i fatti propri nelle ore di lavoro. Ogni volta che un messaggio presenta una parola sospetta, finisce dritto dritto nella casella di posta di un temutissimo, quanto sconosciuto, controllore. La spia che si muove nell'ombra si chiama Lincoln: nerd dall'animo romantico, plurilaureato dal cuore infranto, non s'immaginava certo di dover ficcare il naso nelle e-mail dei colleghi quando ha risposto a un annuncio per un impiego da "addetto alla sicurezza informatica". Per fortuna, la corrispondenza tra Beth e Jennifer, che infrange regolarmente le direttive del giornale, gli tiene compagnia nei monotoni turni di notte. E lui, venendo meno ai suoi obblighi, nel loro caso non manda mai note di rimprovero. Perché le due ragazze sono inoffensive e simpatiche e le loro storie lo divertono. E perché ben presto si accorge di essere innamorato di Beth, senza averla mai vista. Ormai troppo preso per tirarsi indietro, non gli resterà che e uscire allo scoperto: ma come si fa a dichiarare un amore virtuale?

Ad un certo punto avrei voluto abbandonare questa lettura. Probabilmente mi aspettavo qualcosa di diverso, credevo che la storia tra i due si sarebbe "evoluta" da subito e invece leggi e leggi e non succedeva nulla.
Per fortuna non l'ho fatto e ho portato a termine la storia che, seppur diversa da ciò che titolo e trama promettevano, mi è piaciuta molto.

"Attachments", il titolo in inglese, non è propriamente una storia d'amore, forse sarebbe più corretto definirla "storia di un innamoramento", ma fondamentalmente è la storia di Lincoln, un giovane uomo che vede sgretolarsi davanti agli occhi tutti i sogni che aveva fatto sul suo futuro e che aveva condiviso con l'unica donna che aveva avuto e che avrebbe voluto al suo fianco. Dopo la grande ed insopportabile delusione d'amore, Lincoln si butta a capofitto nello studio, torna a vivere a casa di una madre iperprotettiva e sfornatrice compulsiva di manicaretti, riduce ai minimi termini i contatti con il mondo esterno e, soprattutto, formatta completamente il suo cuore, precludendosi la possibilità che possa esistere un'altra donna in grado di amarlo.
Quando incontra la spumeggiante Beth, o meglio quando si imbatte nelle sue mails, capisce subito di essere di fronte ad una persona speciale e non riesce a fare a meno di violare la privacy della sua corrispondenza (per fortuna non viene mai sorpassato il confine, Lincoln non è uno stalker e, all'inizio, è costretto a leggere la posta elettronica della ragazza, per lavoro) per conoscerla meglio e per sentirsi un po' parte della sua vita.
Le parole di Beth lo spingono a risvegliarsi da un torpore che lo aveva appesantito per anni, lo spingono a compiere alcune scelte che mai si sarebbe sognato di fare, conquistando un'indipendenza ed una sicurezza di sé, che lo fanno emergere e diventare protagonista della sua vita, una vita che fino a quel momento aveva semplicemente guardato scorrere, di fronte allo schermo di un pc. E alla fine di un cammino difficile, c'è il passo decisivo, quello che non vorrebbe mai compiere: dire a Beth la verità, nella speranza che la ragazza comprenda i suoi sentimenti.
Un libro davvero piacevole, scorrevole e delicato, che affronta tanti argomenti diversi, dall'amicizia, al tradimento, dalla paura della gravidanza al dolore per la perdita, dall'infatuazione all'amore.

VOTO: 4/5

- Il libro del domani di Cecelia Ahern


TRAMA (da Amazon):

Tamara Goodwin non ha mai dovuto preoccuparsi del futuro. La vita, finora, è stata molto generosa con lei: tanti soldi, una lussuosa villa sul mare, pomeriggi di shopping sfrenato con le amiche, un fidanzato diverso ogni settimana... Ma adesso suo padre se n'è andato per sempre, lasciando dietro di sé solo dolore, incredulità e una lunga lista di debiti. Tanto che lei e la madre sono costrette a trasferirsi da Dublino a casa degli zii di campagna, Rosaleen e Arthur, che Tamara ha sempre trovato ridicoli e imbarazzanti. Nella verde e sonnacchiosa contea di Meath sembra che non ci sia proprio nulla da fare, e Tamara per la prima volta ha il tempo di stare un po' sola con se stessa, e fare i conti con il vuoto che la sua vita di prima le ha lasciato dentro. Finché, durante una delle sue passeggiate al misterioso castello di Kilsaney, si imbatte in una bizzarra biblioteca ambulante. Affascinata dalle pile di vecchi libri, e da Marcus, il ragazzo molto carino che se ne occupa, Tamara scopre un piccolo tesoro: un libro diverso da tutti gli altri, senza autore né titolo, chiuso da un fermaglio dorato. Un libro capace di raccontare ciò che ancora non è stato scritto. Complice una magia che metterà a dura prova le certezze cui Tamara si è sempre affidata, quel libro cambierà la sua vita. E la ragazza che non aveva mai dovuto desiderare nulla troverà finalmente il coraggio di inventare i propri sogni.

Il mio amore per Cecelia Ahern affonda le sue radici nel passato. Ho letto il suo primo romanzo, P.S. I Love You, credo sette o otto anni fa, e a quella lettura ne sono seguite altre dei suoi romanzi. Ad oggi quello che mi è piaciuto decisamente di più è "Scrivimi ancora", a cui è ispirato il film "Love, Rosie" prossimamente nelle sale, interpretato da Lily Collins e Sam Clafin.

"Il libro del domani" è il racconto di come Tamara si ritrova catapultata da una vita perfetta in cui per ottenere qualcosa le basta schioccare le dita, ad un'altra in cui si ritrova completamente sola, dopo la morte del padre e la profonda depressione della madre. Tamara ha come unica arma l'aggressività verbale, che non risparmia a nessuno, soprattutto quando la persona che le è davanti comincia a fare breccia nel suo cuore e sembra davvero interessata a lei. Nel piccolo cottage degli zii, Tamara non riesce a provare attaccamento per nulla e per nessuno e l'unica cosa che le importa e far stare meglio sua madre che sembra sprofondare sempre di più in un intorpidimento fisico e mentale per il quale comincia a credere ci sia lo zampino di Rosaleen.
E' grazie ad uno strano ed incredibile libro, in grado di rivelarle un domani raccontato dalle sue stesse parole, che Tamara comincia a fare chiarezza, ad unire le tessere di un puzzle che sono state separate molti anni prima, fino a scoprire una verità difficile da accettare.

VOTO: 4/5

- Le bambine che cercavano conchiglie di Hannah Richell


TRAMA (da Amazon):

Il mare si infrange furioso sulle frastagliate coste del Dorset. In alto, su una scogliera impervia, si erge una casa colonica con le mura imbiancate che brillano come un faro sotto la luce del sole. Clifftops. Il posto che una volta Dora chiamava casa. Da dietro le ampie finestre le sembra ancora di sentire risuonare le risa di sua sorella Cassie, il rumore delle loro corse di bambine gioiose. Adesso la natura ha ripreso il sopravvento e l'edera avvolge le antiche mura della magione dei Tide, in un viluppo di silenzio, polvere e segreti. Dora è fuggita da tutto questo, schiacciata dal peso della colpa. Una colpa inafferrabile come il vento, ma che si è insinuata nelle fibre del suo essere in profondità. E non le fa dimenticare quella lunga e calda giornata d'estate di tanti anni prima. I giochi alla ricerca di conchiglie, i nascondigli tra le rocce e quella piccola, fatale distrazione che ha distrutto un'intera famiglia. Da allora Cassie non le vuole più parlare e le due sorelle si sono allontanate irrimediabilmente. La sabbia e il vento non sono riusciti a disperdere il dolore, che è rimasto sepolto, come un cuore pulsante. Ma oggi Dora non può più fuggire, il soffio di una nuova vita respira dentro di lei e per amore del suo bambino deve ritrovare i pezzi perduti della sua vita.

Un libro drammatico, in cui il senso di colpa è il filo conduttore ed intreccia le vite di Dora e Cassie, ma anche dei loro genitori, una famiglia devastata dalla più terribile delle tragedie, per la quale ognuno si sente responsabile e vive tormentato dai rimorsi.
La speranza di una nuova vita, la possibilità di una nuova famiglia, riporta a galla gli incubi di Dora, che si decide ad affrontare i mostri del passato, tornando nel luogo in cui tutto ha avuto inizio: le coste del Dorset.
Un intreccio di passato e presente che accenna senza svelare ciò che ha diviso la famiglia Tide, fino a scoprirlo con orrore verso la fine di quella che è una storia intensa, triste, narrata egregiamente dall'autrice. Un fiume di parole che tengono il lettore incollato alle pagine per scoprire cosa è successo, per scoprire cosa succederà, nella speranza che un giorno si potrà mettere da parte il dolore, i rimorsi ed i rancori e vedersi per ciò che si è: membri della stessa famiglia.

VOTO: 4,5/5

E con questo e tutto.

Quali sono state le vostre letture? Che state leggendo adesso?

Alla prossima,


lunedì 8 luglio 2013

Film della serata#5: Any Day Now

Era tanto tempo che non vedevo un bel film, uno di quelli che ti tengono incollata allo schermo, che ti emozionano e che ti lasciano dentro un misto di amarezza e speranza.
 E' questo il caso di "Any Day Now", cominciato a vedere distrattamente e assolutamente per caso, ieri pomeriggio, mentre mi preparavo per uscire. Quando ho compreso, dopo pochi minuti, la serietà dell'argomento trattato, ho preferito interrompere la visione per poi riprenderla ieri sera, letteralmente incantata dalla storia narrata, dall'interpretazione dei protagonisti e dalla colonna sonora.

 Il film in questione è uscito solo negli Stati Uniti, in occasione di festival di minor risalto, ed in Italia è stato proiettato durante il 28° GLBT Torino Film Festival.

 Ispirato ad una storia vera e ambientato negli anni '70, Any Day Now è la storia di Rudy, drag queen che si esibisce in un locale per omosessuali, e di Paul, vice procuratore distrettuale, divorziato dalla moglie, che si ritrova quasi per caso nel locale in cui Rudy lavora.

 Mentre il primo, sin da ragazzo, è consapevole del proprio orientamento sessuale, il secondo sta cominciando a muovere i primi passi in un mondo del tutto sconosciuto, in cui la fase più difficile è ammettere a se stessi quella che, soprattutto in quel periodo, è una grossa diversità.

 Tra Rudy è Paul scatta una sorta di colpo di fulmine, che si concretizza in un frettoloso rapporto sessuale consumato in macchina e nello scambio titubante di un biglietto da visita, ma mentre Rudy, torna a casa con l'aria sognante e la speranza di rivedere Paul, quest'ultimo non ha nessuna intenzione di farlo entrare di nuovo nella sua vita perfetta. Eppure le loro strade sono destinate ad incrociarsi di nuovo, a scontrarsi, e tutto grazie a Marco, un ragazzino affetto da Sindrome di Down, che si ritrova solo dopo che la madre, Marianna, vicina di casa di Rudy, viene arrestata per possesso, abuso e spaccio di sostanze stupefacenti.
 Quando Rudy chiede il suo aiuto, per evitare che Marco si ritrovi intrappolato in un sistema indifferente ai suoi problemi ed alle sue esigenze, Paul non solo mette a disposizione dei due le sue competenze legali, ma apre loro le porte della sua casa e soprattutto del suo cuore.

 I tre intraprendono un cammino che li porta da subito ad essere una famiglia, Rudy e Paul si occupano di Marco come un figlio, occupandosi dei suoi bisogni e interessandosi alla sua instruzione. Seguito dai suoi due papà, il ragazzino fa passi da gigante e trova una serenità che gli era stata negata da una mamma problematica e assente.

"Non mi interessa che rapporto abbiate. Ma la gente parla, i genitori, gli altri insegnanti parlano. Cioè... Basta che una persona dica qualcosa alla persona sbagliata e vi ritrovereste con una bella gatta da pelare"

 Le parole dell'insegnante di Marco, si rivelano profetiche, e quel qualcosa non tarda ad arrivare e butta giù in un soffio quel bellissimo ma fragile castello di sabbia che Rudy, Paul ed il ragazzo hanno costruito.

  Combattere contro un sistema per il quale essere gay equivale ad essere deviati, pervertiti, sbagliati, è come fermare il vento con le mani. Non bastano le prove della serenità di Marco, dei suoi miglioramenti, la sua stessa volontà di vivere con i suoi genitori, perché è questo che Paul e Rudy sono, e lo sono nel profondo, nulla basterebbe, perché è sufficiente un bacio scambiato di fronte ai suoi occhi, un costume di Halloween, l'attaccamento ad una bambola, l'accusa di avere rapporti sessuali sotto lo stesso tetto del minore, poco importa se durante la notte e nell'intimità riservata della loro stanza, ognuna di queste cose è prova dell'inadeguatezza dei due a svolgere il ruolo di genitori, gli unici che Marco abbia mai avuto, gli unici che Marco potrebbe mai avere.

 Any Day Now è una storia d'amore, di coraggio, che tocca nel profondo ed affronta, affondando le radici in un passato che sembra così lontano, un'argomento attualissimo, sottolineando quanto poco sia cambiato in QUARANT'ANNI.

 Ma oltre all'amarezza c'è di sicuro la speranza che un giorno non ci sia nemmeno bisogno di parlare di tutto questo, la speranza che nessuno si senta in diritto di relegare l'amore omosessuale ad un amore di serie b, guardandolo costantemente con gli occhi del sospetto e dell'indignazione, e, soprattutto, spero che un giorno si possa dare la possibilità a tutti coloro ne sono in grado di essere genitori.



Da Wikipedia:

Titolo originale Any Day Now
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 2012
Durata 97 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere drammatico
Regia Travis Fine
Sceneggiatura George Arthur Bloom, Travis Fine
Produttore Travis Fine, Kristine Hostetter Fine, Chip Hourihan, Liam Finn
Produttore esecutivo Maxine Makover, Anne O'Shea, Wayne LaRue Smith, Dan Skahen
Casa di produzione PFM Pictures
Fotografia Rachel Morrison
Montaggio Tom Cross
Musiche Joey Newman
Scenografia Elizabeth Garner
Interpreti e personaggi



Avete visto questo film? Lo vedreste? Cosa pensate di questo argomento?

Vi auguro una buona settimana, alla prossima

venerdì 5 luglio 2013

Ecco Verde. Haul Lavera, Biofficina Toscana, EveryDay Minerals e prime impressioni prodotti.

Era da tempo che bazzicavo su Ecco Verde, riempiendo e svuotando carrelli, senza mai decidermi di inoltrare l'ordine, principalmente perché in realtà non c'era nulla che mi servisse davvero, e mentre in altri tempi ciò non mi avrebbe fermata, adesso, per fortuna sì.

Ultimamente però la mia pelle ha subito diversi cambiamenti, determinati dal cambio di stagione (?), stress, farmaci vari ed eventuali ed altre robine graziose, che, uniti al fatto che la mia crema viso preferita, la Bionova, stesse finendo e che mi servisse comunque qualcosa di diverso per l'estate, hanno reso necessaria la scelta di una nuova crema, più leggera e magari seboregolatrice. Non potendo andare al NaturaSì, ho optato per un ordine on line proprio su EccoVerde, che ho inoltrato il 7 Giugno e ho ricevuto il 13, e questo è ciò che ho scelto:




Considerato che ho iniziato a provare tutto da subito, voglio presentarvi i prodotti con le prime impressioni che ho avuto.

- Lavera Shampoo alla Calendula

Questo è il mio secondo approccio ad una hair care totalmente bio, di cui non sono una particolare estimatrice, soprattutto dopo la prima disastrosa esperienza (avere capelli tutto sommato normali e ritrovarsi con la stoppa in testa non è la cosa più piacevole del mondo!).

Ho scelto questo shampoo, sia per il prezzo contenuto che per le sue caratteristiche, dovendo essere nutriente (le mie lunghezze tendenti al secco hanno bisogno di idratazione), delicato (ho il cuoio capelluto particolarmente sensibile) e lucidante, che è una caratteristica che apprezzo, in quanto odio i capelli opachi.

Prima di parlarvi del prodotto credo che sia doveroso illustrarvi un po' le caratteristiche della mia testa.
Io ho tanti capelli... TANTISSIMI CAPELLI, e sono spessi, mossi, tendenti al crespo e lunghi, attualmente. Insomma, 'na tragggedia!
Ovviamente, oltre ai contro, ci sono anche moltissimi pro: sono resistenti, mantengono perfettamente la messa in piega, non necessitano di lavaggi frequenti (spesso li lavo solo una volta a settimana).

Questo prodotto non mi ha fatto esclamare "wow" quando l'ho utilizzato la prima volta e nemmeno le successive, ma, per adesso, mi sta dando sufficienti soddisfazioni: lava molto bene e l'ho trovato abbastanza lenitivo sulla cute (che avevo notevolmente arrossata a seguito di due tinte fatte a breve distanza di tempo, una per rimediare il disastro dell'altra). Aspetti negativi, per me, sono che è poco schiumogeno, che ce ne vuole un bel po' per tutti i miei capelli e che la consistenza poco morbida e quasi gellosa tende ad intricarmeli troppo. Vedremo come si comporterà nel lungo periodo.

- Biofficina Toscana Balsamo Concentrato Attivo

Non avendo particolari esigenze di lavaggio, la mia attenzione si concentra da sempre soprattutto sul balsamo, il quale mi deve garantire districabilità, morbidezza e, soprattutto, deve agevolarmi in uno styling che è lungo e faticoso. Avendo i capelli naturalmente mossi, a volte tendo ad assecondare il loro movimento con spume o trattamenti anticrespo e procedere all'asciugatura con il diffusore o all'aria, ma solo d'estate; ma più spesso preferisco lisciarli, in quanto ottengo un risultato più duraturo e ordinato.
La piastra è sempre stata un passaggio imprescindibile.
Tutte le persone che hanno parlato o scritto di questo prodotto si sono sperticate in lodi e complimenti al limite dell'iperglicemia, tanto che la curiosità di provarlo era arrivata ai massimi storici.
Dopo averlo utilizzato tre volte, non posso che unirmi a questo coro di pareri positivi, per adesso.
L'unica cosa su cui non concordo è che "ce ne vuole pocchissimissimissimo!", per me non è così, soprattutto dopo lo shampoo di Lavera di cui sopra.
Si tratta di un balsamo molto denso, dal forte potere districante e, sui miei capelli, ha anche un potere disciplinante e lisciante notevole (posso evitare anche di passare la piastra). Non appesantisce il capello e non aumenta la tendenza ad ungersi. L'odore è delicato, leggermente erbaceo e piuttosto gradevole. Sui capelli rimane per parecchi giorni dopo il lavaggio. Per ora, insomma, lo sto adorando. Unica nota di demerito la TERRIBILE confezione, che non facilita la fuoriuscita di prodotto e che mi ha fatto imprecare in aramaico ogni volta che ho lavato i capelli, nonostante io tenga la bottiglia a testa in giù.

Lavera Basis Sensitiv Balsamo Labbra


Non mi dilungo molto, è il terzo che compro e trovate la mia recensione QUI











- Lavera Fluido Uniformante Viso

Dopo aver visionato le caratteristiche di, credo, tutte le creme viso presenti sul sito, alla fine ho optato per questa, che promette un'azione schiarente, uniformante e seboregolatrice.

E' troppo poco tempo che la uso per darvi anche solo una prima impressione. Posso dire però che mi piace la consistenza, leggerissima, l'odore fresco e lievemente mentolato, il fatto che si assorba davvero velocemente e che lasci la pelle fresca e asciutta.










- Everyday Minerals Foundation Semi-Matte Base

 Sinceramente non pensavo di prendere il fondotinta, ma quando ho realizzato che non avrei preso colore fino ad Agosto e che avrei dovuto utilizzare col caldo asfissiante (che PER FORTUNA non è ancora arrivato e spero che non arrivi mai!) il mio solito fondotinta fluido, be', non c'ho messo molto a decidermi.
A me piacciono tantissimo i fondi in polvere, meglio se minerali, però sono poco compatibili con il mio tipo di pelle: mi sottolineano le linee di espressione (RUGHE! Si chiamano rughe! -__-"), evidenziano le zone di secchezza ed i pori dilatati, insomma un disastro.
L'unico con cui io mi sia trovata meravigliosamente è quello di Buff'd ma la voglia di fare un ordine a rischio dogana non c'è proprio.

Sul sito di EccoVerde, per ogni prodotto, si possono leggere le opinioni di chi lo ha acquistato e trovo che sia una cosa davvero positiva. Il bello è che dopo un po' di tempo dall'acquisto il sito vi invia una mail in cui vi si chiede una breve opinione sui prodotti del vostro ordine. Ovviamente non sono paragonabili a review (quelle vere, quelle fatte bene), ma possono essere indicative ed aiutare nella scelta. O almeno così è stato per me, soprattutto per la scelta di questo prodotto, in particolare.

Il primo utilizzo di questo fondo mi ha fatto esclamare "ecco, ho toppato alla grande!", per fortuna però, col tempo, io e lui siamo arrivati ad un buon compromesso, non senza un piccolo grande, anzi grandissimo, aiuto.

Durante la prima applicazione, ho notato da subito che la polvere enfatizzava terribilmente i pori dilatati e l'effetto finale era, per me, inaccettabile, e più stratificavo il prodotto, più la cosa si faceva evidente. Per fortuna, da subito, mi è venuto in mente di provare con una base levigante, ovviamente non una di quelle basi siliconiche che renderebbe alquanto insensato l'utilizzo di un fondo minerale, ma una base con un buon INCI, e provvidenziale è stata la mia già tanto amata Primed&Poreless di Too Faced

Ho sempre utilizzato, con grande soddisfazione, questa polvere come cipria, su fondi fluidi, ma mai come base, non utilizzando, appunto, troppo spesso fondi in polvere.

Stesa prima del fondo Bare Minerals, la Primed&Poreless fa in modo che il prodotto non vada ad evidenziare quelle zone in cui i miei pori sono più evidenti, anzi, fa in modo che si stenda in maniera più facile ed uniforme, con un effetto levigato ed omogeneo. Ne passo un velo anche dopo, soprattutto sulla zona T e ciò mi assicura non solo un aspetto migliore dell'incarnato, ma anche una tenuta migliore del fondotinta stesso.

Le mie impressioni, quindi, non si possono riferire al solo fondotinta, ma alla combinazione dei due prodotti, in quanto non userei il primo senza il secondo.

La tonalità Light Neutral è semplicemente perfetta per il mio colorito attuale (NW20 secondo MAC, qualcosa di meno secondo me) e dopo averlo steso non si nota alcuno stacco con il collo.
La coprenza è medio-bassa (so che la versione Matte è più coprente) ma facilmente modulabile: con un solo strato di prodotto asciutto ottengo un colorito uniforme, con discromie e rossori attenuati. Il finish è luminoso, non totalmente opaco, cosa che apprezzo particolarmente, in quanto non mi piace l'effetto gesso che danno molti fondi in polvere, soprattutto se stratificati. La durata è ottima! Mi dura tranquillamente da mattina a sera, senza lucidità alcuna (ed in questo periodo la mia pelle tende a lucidarsi molto).
Ho provato ad utilizzare della semplice polvere di riso (io ho quella della Lepo) al posto della cipria Too Faced e anche se il risultato non è paragonabile, è un buon modo per attenuare lo spiacevole effetto del fondotinta (sto cercando metodi alternativi visto che la Primed&Poreless sta per abbandonarmi ç___ç).

E con questo è tutto.

Voi avete mai ordinato da EccoVerde? Cosa avete preso? E avete mai provato uno di questi prodotti?

Se c'è qualcosa che vi interessa più di altre, fatemelo sapere nei commenti, in modo da recensirla non appena è possibile!

Alla prossima,



lunedì 1 luglio 2013

Ritratto di Signora#22: Lidia Lazzero e le Donne della Resistenza

Buongiorno a tutti!

Un altro mese è volato e l'unico aspetto positivo (a parte il fatto che prima arriva Agosto e prima riabbraccerò il mio amore) è che noi siamo tornati con la nostra rubrica, Ritratto di Signora, dedicata alle figure femminili che più ci hanno interessato, che hanno un significato per noi e che riteniamo possano essere in qualche modo d'esempio per gli altri, soprattutto in un periodo in cui tale figura è troppo spesso bistrattata, per non dire altro.


Oggi sono particolarmente orgogliosa di presentarvi l'articolo, per diversi motivi, innanzitutto per l'argomento, che mi sta molto a cuore e poi per l'autore del ritratto. Questo mese, infatti, i blog coinvolti in questa bellissima iniziativa, ospitano un articolo scritto da Tony, il mio meraviglioso fidanzato. Non indugio oltre e vi lascio alla lettura.



Quando la mia fidanzata mi ha proposto di scrivere un articolo per la rubrica, sono quasi svenuto.
Superato lo shock iniziale, una figura, una sola, chiara ed inequivocabile, mi si è presentata davanti agli occhi, una figura di grandissimo valore storico, pari, e non credo di esagerare affermandolo, al suo corrispettivo maschile, ma di cui si è parlato troppo poco, a cui raramente sono stati riconosciuti meriti, innegabili dal mio punto di vista, per il contributo portato alla lotta per la liberazione del nostro Paese dalla piaga nazifascista. Le donne partigiane.
Queste donne, alcune giovanissime, altre meno, hanno vinto una guerra senza sparare un colpo di fucile, sempre presenti negli scontri, pur non affrontando direttamente il nemico. Silenziose, ma la cui azione fu rumorosa ed efficace quanto quella dei colpi che partivano dai fucili dei loro compagni e delle loro compagne (molte, in realtà, erano le donne combattenti), dei loro mariti, fratelli, figli. Fondamentali furono le infermiere, così come le staffette e le informatrici, che fornivano ai combattenti dettagli fondamentali circa le azioni nemiche, che portavano viveri, indumenti e munizioni, andando su per i colli, attraverso boschi, con il costante rischio di essere scoperte e fucilate.

Le staffette costituirono un ingranaggio importante della complessa macchina dell'esercito partigiano. Senza i collegamenti assicurati dalle staffette le direttive sarebbero rimaste lettera morta, gli aiuti, gli ordini, le informazioni non sarebbero arrivati nelle diverse zone. Delicato e duro, quasi sempre pericoloso era il loro lavoro; anche quando non attraversavano le linee durante il combattimento, sotto il fuoco del nemico, dovevano con materiale pericoloso, talvolta ingombrante, salire per le scoscese pendici dei monti, attraversare torrenti, percorrere centinaia di chilometri in bicicletta o in camion, spesso a piedi, non di rado sotto la pioggia e l'infuriare del vento. Pigiata in un treno, serrata tra le assi sconnesse di un carro bestiame, la staffetta trascorreva lunghe ore, costretta sovente a passare a notte ne e stazioni o in aperta campagna sfidando i pericoli dei bombardamenti e del tedesco in agguato.
Spesso dovevano precedere i fascisti che salivano, per avvertire in tempo i nostri, e talvolta restavano coinvolte nel rastrellamento. Dopo i combattimenti non sempre i partigiani in ritirata potevano trascinarsi dietro i colpiti gravemente. Se c'era un ferito da nascondere rimaneva la staffetta a vegliarlo, a prestargli le cure necessarie, a cercargli il medico, a organizzare il suo ricovero in clinica.
Non di rado, dopo la battaglia, la staffetta restava sul posto nel paese occupato, per conoscere le mosse del nemico e far pervenire le informazioni ai comandi partigiani. Durante le marce di trasferimento erano all'avanguardia: quando l'unità partigiana arrivava in prossimità di un centro abitato, la staffetta per prima entrava in paese per sincerarsi se vi fossero forze nemiche e quante, se fosse possibile o meno alla colonna partigiana proseguire.
Durante le soste di pernottamento e di riposo le staffette andavano nell'abitato in cerca di viveri, di medicinali e di quant'altro occorreva. Infaticabili, sempre in moto notte e giorno per stabilire un collegamento, ricercare informazioni, portare un ordine, trasmettere una direttiva; spesso nella piccola busta che la staffetta nascondeva in seno vi era la salvezza, la vita o la morte di centinaia di uomini. (“Il Monte Rosa è sceso a Milano, Secchia Moscatelli).

Queste donne, forti e coraggiose, sono state il vero motore della Resistenza, che non sarebbe stata possibile senza di loro e che il 25 Aprile del 1945 pose fine all’oppressione del regime fascista.

Una donna in particolare, di cui sono venuto a conoscenza per caso, leggendo la sua autobiografia, “Da Rivoli verso il mondo”, ha avuto un ruolo importantissimo nella lotta partigiana del torinese. 


 Si tratta di Lidia Lazzero, nata nella cittadina alle porte del capoluogo piemontese, il 22 Gennaio del 1925,
anno in cui il Fascismo subisce una svolta che porterà all'abolizione delle libertà democratiche e alla realizzazione di una dittatura autoritaria.
Lidia trascorre l’infanzia e la giovinezza segnate dalla profonda sofferenza di vedere l’amato fratello, Mario, continuamente e pesantemente punito per il rifiuto di partecipare alle esercitazioni e al corso premilitare voluti dal duce, che si svolgono il sabato pomeriggio, il cosiddetto “sabato fascista”. Questi episodi fanno nascere in lei, come racconta nel libro, “una coscienza e un senso di ribellione alle cose ingiuste”, sentimenti che si fanno sempre più forti con il passare degli anni, a causa delle insopportabili condizioni portate dal regime.
Il 10 Giugno del 1940, dopo la dichiarazione di guerra alla Francia pronunciata da Mussolini, Lidia viene umiliata e schiaffeggiata di fronte alla piazza perché si rifiuta di applaudire.
Nel ’43, a seguito dell’arresto del duce, assieme ad altri antifascisti, si reca alla Casa del Fascio, ancora occupata dai fedelissimi di Mussolini, con la ferma volontà di restituire l’edificio ai cittadini rivolesi. Sopravvive per miracolo all’enorme mole di fuoco proveniente dalle armi dei tedeschi asserragliati nella casa, che colpiscono a morte i suoi compagni prima di fuggire dal retro dell’abitazione. Viene anche arrestata con l’accusa di aver insultato due donne fasciste. È dopo il rilascio che comincia la sua vera e propria lotta contro il regime, entrando a far parte della 15° brigata delle Squadre di Azione Partigiana, a comando del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia.
I primi periodi di lotta si svolgono in clandestinità, nella fabbrica in cui è impiegata, in cui si producono accessori aeronautici. A seguito di una protesta degli operai, che lamentano turni ed orari proibitivi e scarso cibo, per via del razionamento dei generi alimentari, i nazisti, per calmarli e garantirsi la presenza di qualche operaio nelle fabbriche, decidono di consegnare alcune derrate alimentari, che Lidia, d’accordo con altri partigiani, anch’essi operai nella stessa fabbrica, decide di rubare e consegnare ai combattenti che patiscono il freddo e la fame, braccati dai nazisti sulle montagne. È così che ha inizio la sua attività di staffetta, che continua nonostante il licenziamento a seguito della denuncia di alcune spie presenti tra gli operai.
Solo per la città di Rivoli, la lotta partigiana è costata la vita di moltissime donne: 99 combattenti e 38 civili uccise dai nazisti, 185 deportate nei campi di sterminio.
A soli 18 anni, la partigiana Lidia ha il coraggio e la forza di affrontare il nemico nei campi, in città, sui monti. Attraverso i boschi avviene gran parte dei suoi rischiosi trasporti di viveri, munizioni ed indumenti per i compagni partigiani. E poi ancora, instancabile, in giro per ospedali a cercare, assistere e sostenere i combattenti feriti. È proprio lei a ritrovare la salma del fratello di una sua cara amica, morto a seguito di un rastrellamento nelle valli di Lanzo. E sempre a lei tocca il doloroso compito di riportarla a casa e dare la tragica notizia alla famiglia.
Il 2 Maggio del 1945, l’occupazione della Germania da parte delle truppe sovietiche restituisce la libertà, ponendo fine ad un incubo durato oltre vent’anni. Tra il 1943 e il 1945 il nostro Paese ha lottato contro la dittatura instaurata da Benito Mussolini e fondamentale è stato l’apporto delle donne italiane, al fianco dei loro padri, fratelli, mariti e figli, spesso fino alla morte.
Dopo la fine del conflitto, Lidia dedica la sua attività all’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, occupandosi della compilazione delle pratiche per il riconoscimento della partecipazione alla Lotta di Resistenza. Negli anni successivi le vengono riconosciuti particolari meriti tanto da essere insignita col Diploma d’Onore di Combattente per la Libertà, premio che le viene conferito dalla Presidenza della Repubblica.
Tante e importanti sono le mansioni che Lidia svolge dopo il conflitto: la Camera del lavoro di Torino, la militanza all’interno del Partito Comunista Italiano, con il quale è eletta dal ’51 al ’56 nel Consiglio Comunale di Rivoli. Più volte arrestata durante manifestazioni per i diritti dei lavoratori, viene poi trasferita alla segreteria generale della C.G.I.L. a Roma e successivamente a Sofia, in Bulgaria, alla Federazione Sindacale Mondiale.
Dopo ben sessant’anni di lavoro, in patria e all’estero, sempre al fianco dei lavoratori, Lidia torna a Rivoli, dove entra a far parte del direttivo del Sindacato Pensionati Italiani e dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, con cui organizza una serie di incontri rivolti ai ragazzi delle scuole medie di Torino e provincia, durante i quali affronta il tema della guerra e racconta come è nata la Resistenza e come ha dedicato la sua vita a ideali come la libertà, la giustizia e il lavoro.
Non nascondo che, mentre quest’articolo prendeva vita, mi era venuta  l’idea di intervistarla, ma purtroppo Lidia Lazzero ci ha lasciati il 19 Maggio del 2010, a 85 anni.



Per concludere vi lascio un pensiero tratto dal suo libro, in cui mi ritrovo moltissimo:

Ai giovani desidero ancora spiegare perché sono riuscita a fare tutto quanto ho vissuto durante i miei ottantatre anni. Io sono riuscita grazie alla mia forza di volontà e al mio forte ideale, perché – ricordate tutti sempre – giovani e meno giovani – che sia nel bene che nel male – e purtroppo può esserci più male che bene – io sono stata sorretta dai miei ideali di pace, libertà, giustizia, lavoro, studio, politica. E non tanto per me, ma rivolti a tutti e al bene dell’umanità. Ogni giorno mi ripetevo: nonostante tutto la vita è bella finché son viva, è bella in ogni suo momento, nella gioia e nel dolore. Basta saperla vivere e, soprattutto, mai cercare di voler l’impossibile.”

Tony.


Leggendo questo bellissimo ritratto, sono tornata con la mente ai tempi in cui, al liceo, ascoltavo affascinata la mia fantastica professoressa di Storia e Filosofia, una donna meravigliosa, che con entusiasmo ci raccontava le lotte partigiane e ci faceva capire l'importanza di queste persone, che hanno lottato per il proprio Paese, per il nostro Paese. E sapere che tra queste persone c'è stata una donna come Lidia, e come lei tante altre, mi inorgoglisce non poco, così come sono orgogliosa del lavoro fatto dal mio fidanzato, che ha saputo mettere tra le righe il suo personale entusiasmo, lo stesso entusiasmo che lo ha portato ormai dodici anni fa a "servire" con convinzione il suo Paese, tra mille difficoltà, una su tutte la lontananza dalla sua famiglia e dalla sua terra.

Come sempre vi ricordo che la rubrica è ospitata sui blog

- BooksLand

- Stasera cucino io

- The Pauper Fashionist

- Diario di una dipendenza

- Franci Lettrice Sognatrice

Da poco più di un mese potete trovarci anche su Facebook, all'indirizzo https://www.facebook.com/ritrattosignora 

 
Per informazioni, per proporvi come collaboratori, per proporre figure a voi particolarmente a cuore, o per proporre voi stessi come autori di un ritratto, potete contattare me all'indirizzo imaginary82@hotmail.it oppure Monica all'indirizzo moki418@hotmail.it

Ci ritroviamo a Settembre.

Buona giornata e buona estate,

Miki, Monica, Clara, Fede, Francesca, Michele, Tony e Micht.