domenica 8 marzo 2015

Ritratto di Signora #42: Special Edition 8 Marzo


Per celebrare queste giornata importantissima, ognuno dei blog che partecipano a questo progetto condividerà con voi una citazione letteraria che riguarda un carattere femminile che ci sta particolarmente a cuore, un esempio di forza, determinazione, passione...

Io, ovviamente, non ci ho dovuto pensare nemmeno per un attimo.


"Soffro a lasciare Thornfield: amo Thornfield: la amo, perché qui ho vissuto una vita piena e gioiosa... almeno per qualche tempo. Non sono stata calpestata. Non sono stata avvilita e paralizzata. Non sono stata seppellita insieme a menti inferiori, esclusa anche dal più piccolo bagliore di comunione con l'intelligenza, l'energia, la nobiltà. Ho discusso, da pari a pari, con una realtà che mi ispira profondo rispetto; la cui presenza è una gioia per me: con una mente originale, vigorosa, vasta. Ho conosciuto voi, signor Rochester; e mi sento vincere dal terrore e dall'angoscia al pensiero che devo venire strappata per sempre dalla vostra presenza. Vedo bene che la partenza è necessaria, ed è come guardassi la necessità della morte."
"Perché vedete la necessità?" chiese improvvisamente.
"Perché? Siete stato voi, signore, a mostrarmela."
"Con quale aspetto?"
"Con quello della signorina Ingram, una donna nobile e bella: la vostra sposa."
"La mia sposa? Quale sposa? Io non ho una sposa!"
"Ma l'avrete."
"Si... l'avrò... l'avrò!" e strinse i denti.
"E dunque io devo andare: lo avete detto voi stesso."
"No: dovete rimanere! Lo giuro, e non verrò meno al giuramento."
"Vi dico che devo andare!" ribattei quasi con furia. "Credete che potrei rimanere e non essere più nulla per voi? Credete che io sia un automa, un meccanismo insensibile? Che possa sopportare di vedermi strappato di bocca il mio pezzo di pane, di veder gettato via dalla coppa il sorso d'acqua che mi è necessario per vivere? Credete, perchè sono povera, oscura, brutta e piccola, che io sia senza anima e senza cuore? Vi sbagliate! Ho un'anima come voi, e un cuore forse più grande del vostro! Se Dio mi avesse donato un po' di bellezza e molta ricchezza, vi avrei reso difficile lasciarmi, come lo è ora per me lasciare voi. Non vi parlo attraverso le usanze e le convenzioni, neppure attraverso la mia spoglia mortale: è il mio spirito che si rivolge al vostro spirito; come se entrambi avessimo conosciuto la morte e fossimo ai piedi di Dio, noi due, uguali... come siamo!"
"Come siamo!" ripeté il signor Rochester. "Così" aggiunse prendendomi tra le braccia, stringendomi al petto, posando le sue labbra sulle mie "così, Jane."
"Si, così, signore" annuii "eppure non così; perché voi siete sposato, o è come se lo foste, sposato a una donna che vi è inferiore, con cui non avete alcuna affinità, che io non credo amiate veramente; vi ho visto e sentito burlarvi di lei. Io proverei disprezzo per un'unione simile; quindi sono migliore di voi, lasciatemi andare!"
"Dove, Jane? In Irlanda?"
"Si, in Irlanda. Ho detto quello che pensavo, e ora posso andare ovunque."
"State ferma, Jane; non dibattetevi come un povero uccello terrorizzato che, nella sua disperazione, non fa che strapparsi le piume."
"Non sono un uccello; e non c'è rete che possa intrappolarmi: sono una creatura umana libera, con una libera volontà, che ora esercito lasciandovi."
Un altro sforzo mi liberò, e rimasi fieramente davanti a lui.


(Jane Eyre, Charlotte Bronte. tratto dal cap. XXIII)

Quando rileggo questo romanzo, quando penso al periodo in cui è stato scritto, quando rifletto sull'anticonformismo di Jane, non posso che essere affascinata da questa donna, così risoluta, così debole e umana che fa di questa debolezza la sua forza più grande.
Jane, giovane ed inesperta, riesce a tenere testa ad un uomo adulto, affascinante e carismatico, lo sfida e lo provoca, fiera, lo ama ma non cede ad un amore che le farebbe perdere la cosa più importante: il rispetto per se stessa.

Ed è questo il mio augurio: rispettatevi, stimatevi, apprezzate il vostro valore, camminate a testa alta. Sempre.





Miki, Fede, Monica, Daniela e Francesca.

14 commenti:

  1. Ho adorato questo libro e jane (il resto della sua famiglia adottiva l'avrei strozzato volentieri!) è un bellissimo personaggio! Buona festa della Donna a tutte! Auguri!

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    1. A chi lo dici, fortuna che il cugino ci pensa da solo!

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  2. Splendido passaggio, ti prometto che questo libro sarà nel mio prossimo #Project10books.. DEVO LEGGERLO! Auguri mia piccola donna coraggiosa, ti voglio bene!

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  3. Condivido il tuo pensiero. Dobbiamo volerci più bene.

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  4. Splendida citazione e importante l'incoraggiamento finale <3

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  5. Ok, facciamo che ci fidanziamo? Io amo le sorelle Brontë e Jane Eyre più che Cime Tempestose (che comunque adoro) rimane uno dei miei libri preferiti da sempre. Una bellissima e perfetta scelta per questo giorno. Un bacio

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    1. Anche io amo Jane Eyre molto più di Cime Tempestose, è il mio libro preferito di sempre.
      Ok, fatta, fidanzate! XD
      Un bacio anche a te.

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  6. Ciao :) volevo dirti che ti ho taggata in questo post:
    http://kaosammonite.blogspot.it/2015/03/tag-my-beauty-routine.html
    Baci

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    1. Grazie Ludovica, rispondo appena ho un attimo.

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  7. Quanto amo questo libro. L'ho letto per la prima volta a 16 anni e l'ho riletto dopo aver chiuso una storia lunga e sofferta.
    Jane Eyre, così come Elizabeth Bennet di Orgoglio e Pregiudizio, sono dei personaggi unici. Sono donne che non hanno paura di 'sentire' loro stesse, di conoscersi e di dire quello che vogliono.
    Questa frase è meravigliosa. Ora vado a scrivermela!
    "Non sono un uccello; e non c'è rete che possa intrappolarmi: sono una creatura umana libera, con una libera volontà, che ora esercito lasciandovi."

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    1. Mi vengono i libri ogni volta che la rileggo... Amo Jane.

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