mercoledì 5 agosto 2015

Trucco Del Giorno #109: Glitter Rock by Urban Decay (swatches&review)

Sta per terminare il conto alla rovescia. Da domani FERIE! Quasi non ci credo...
In realtà, non andremo da nessuna parte, se non in alcune località sperdute del centro Italia, per seguire la nostra band preferita ed approfittare dell'occasione per conoscere un po' del nostro meraviglioso Paese. Ormai sono due anni che lo facciamo ed abbiamo scoperto tante deliziose piccole località, che altrimenti non avremmo mai visitato.
E poi c'è il mare... il mio paese ha la fortuna - l'unica - di trovarsi a metà tra Ionio ed Adriatico, quindi abbiamo l'imbarazzo della scelta: se è scirocco si va di qua, se è tramontana si va di là. 
Non vedo l'ora di sponzarmi comu 'na friseddhra.

Dopo avervi dato queste importantissime info, passiamo all'argomento di oggi, uno dei tre meravigliosi Moondust Eyeshadow di Urban Decay, che ho preso ormai un mese e mezzo fa.

Glitter Rock non rientrava nella mia wishlist, avrei preferito di gran lunga Ether, che però era sold out... ovviamente.

Alla fine sono rimasta molto contenta della mia scelta. Questo ombretto si è rivelato carico di riflessi, luminosissimo ed affatto banale, come invece sembrava dalle foto e dagli swatches che avevo visto in rete. 

In effetti, immortalare tali riflessi è più complicato del previsto. 

In nessuna foto sono riuscita a cogliere le sfaccettature di Glitter Rock e per questo ho deciso di mostrarvelo in azione.



La consistenza della cialda è dura e ruvida e questo è abbastanza normale considerando che non si
tratta di veri e propri ombretti ma più precisamente di glitter pressati, con una base sheer di colore.

Tra quelli in mio possesso, Glitter Rock è proprio il più trasparente, soprattutto se applicato asciutto. Questo porterebbe a dire che la scrivenza è molto bassa. 
In realtà, da bagnato - che è l'utilizzo consigliato - rilascia una scia scintillante di colore, semplicemente deliziosa.

A sx asciutto a dx bagnato
Il colore è una sorta di rosa, con riflessi melanzana e glitter argento. Applicato sulla palpebra risulta decisamente più scuro di come appare negli swatches.

L'applicazione non è delle più semplici, in quanto il colore va costruito e necessita di una buona base su cui aderire (per me che ho la palpebra secca, tale bisogno è amplificato). I glitter tendono a cadere sul viso, quindi bisogna arginare tale fenomeno o con una buona dose di cipria, da spennellare via dopo aver finito con il trucco occhi o utilizzando un kleenex con cui coprire la guancia durante l'applicazione, metodo che personalmente preferisco.
Non ho ancora trovato il pennello più adatto per questo ombretto e, come mostrato in questo video, il modo migliore, per adesso, rimane il dito bagnato. Non umido, bagnato.

Una volta terminato il trucco, la durata è fantastica: non va nelle pieghette, non  vi ritroverete glitter in ogni dove e non perde di luminosità.

Lo ricomprerei? Assolutamente sì.


La reperibilità è ottima, in quanto potete trovare i Moondust Eyeshadow sia sul sito UrbanDecay.it, sia su Sephora.it ed in ogni punto vendita fisico Sephora che tratta il brand.

Nel frattempo ho anche acquistato una palette vuota per alloggiare i miei ombretti:



Per il trucco che ho realizzato ho usato:

- Fondotinta MAC StudioFixFluid NW20
- Correttore Fit Me di Maybelline n°10
- Cipria Natural Compact Powder di Benecos in Porcelain
- Terra Bourjois
Per le sopracciglia:
- Faint dalla palette Naked Basics di Urba Decay
- MAC Brow Set in Show-Off

- Longlasting Stick Eyeshadow di Kiko n°15 su tutta la palpebra mobile, sfumato con le dita
- Pastello Occhi Neve Cosmetics in Piuma/White sull'arcata sopraccigliare e nell'angolo interno
- Naked 2 dalla palette Naked Basics di Urban Decay nella piega
- W.O.S dalla Naked Basics di Urban Decay nell'angolo interno e sull'arcata sopraccigliare
- Mimesis di Nabla Cosmetics nell'angolo esterno
- Glitter Rock di Urban Decay picchiettato sulla palpebra mobile, prima asciutto e poi bagnato
- Industrial di MAC lungo la rima inferiore
- Bombay Black di Nabla nella rima interna
- Liquid Ink Eyeliner di Essence
- Mascara Lash Princess di Essence

Sulle guance

- Mineralize Blush di MAC in Gentle

Sulle labbra

- Smokin' Hot Pink di Wet'n Wild











E questo è il risultato:





Allora? Che ve ne pare?

Voi avete qualcuno dei Moondust di UD? Che colore mi consigliate per completare la palette?

Alla prossima,


martedì 4 agosto 2015

Prodotti Bye Bye #20

Pochi ma buoni, i finiti del mese di Luglio. Vecchie conoscenze di cui era già pronto il sostituto e prodotti che mi è dispiaciuto terminare e che potrebbero ricomparire presto nel mio beauty.




Due boccioni in un mese dovrebbero darvi l'idea del caldo che si è abbattuto nel sud della Puglia. L'acqua termale per me è indispensabile per sopravvivere durante la giornata e, soprattutto, durante la nottata, quando ti giri e ti rigiri e vorresti strapparti la pelle di dosso. La spruzzo su viso, braccia e gambe... in continuazione, finché non svengo mi addormento. Inutile dire che ne ho iniziata e anche quasi finita un'altra confezione.



Un ottimo detergente viso, che mi è piaciuto tantissimo e che non escludo di ricomprare in futuro.
Trovate la mia review completa QUI.



Gli shampoo de La Saponaria sono tra i migliori che io abbia mai provato. Posso dire che è in buona misura grazie a loro che ho perseverato nella svolta ecobio per quanto riguarda la cura dei capelli.
Ha un buonissimo profumo di arancio, delicatissimo e che rimane un po' sui capelli (dipende anche dall'intensità dell'odore del balsamo che uso), la consistenza è mediamente corposa ed una volta applicato fa un'abbondante schiuma che si risciacqua facilmente.
Questo in particolare ha un ottimo potere idratante ed una buona azione districante e disciplinante. Non appesantisce i capelli, a condizione che io lo alterni di tanto in tanto con un altro prodotto.
Infatti, l'unico aspetto negativo di questo shampoo è che se utilizzato per un lungo periodo tende a provocarmi un po' di forfora ed i capelli rimangono puliti meno a lungo.
Ho trovato altri shampoo che su di me funzionano meglio, ma non escludo di ricomprarlo in futuro.



Ho vinto questo balsamo labbra un bel po' di tempo fa, grazie ad Hermosa. Inizialmente mi ha conquistata il suo delizioso profumo di amarena, ma con un uso prolungato ho potuto apprezzare anche le sue proprietà idratanti. Non è tra i miei balsami labbra preferiti, ma è stato molto piacevole utilizzarlo.
Non credo lo ricomprerò in futuro, ma ci sono altri prodotti del marchio che mi incuriosiscono e le confezioni deliziose li rendono anche un bel pensiero da regalare.



Se non ricordo male questa cipria mi è durata un anno esatto, ho potuto utilizzarla quindi sia con il freddo sia con il caldo e posso affermare senza ombra di dubbio che mi è piaciuta tantissimo.
La tonalità che ho scelto è la più chiara, Porcelain, che si fonde bene con il mio incarnato, anche in estate, utilizzandone poca. Mi piace come uniforma la grana della pelle, come la opacizza in maniera discreta e come regge durante la giornata.
In estate, con le temperature che fanno un baffo al Monte Fato, ha ovviamente una durata inferiore e dopo tre o quattro ore bisogna ritoccare mento e fronte. In inverno, autunno e primavera, regge tutta la giornata. Ho notato che se ne applico troppa, col passare del tempo tende a segnare troppo le zone in cui sono presenti le rughette, i lati del naso, della bocca, la fronte, ma basta trovare la giusta quantità per ovviare al problema.
Ha un costo molto basso ed una buona qualità, penso proprio che in futuro potrei ricomprarla.



E' la seconda che termino e ne ho già iniziata una terza. In passato la utilizzavo con maggiore frequenza, ma da quando sistemo le sopracciglia con le polveri ammetto di averla un po' accantonata.
E' una buona matita, con una mina né troppo morbida da farla risultare pesante né troppo dura da renderne difficile l'uso. Il pettinino all'estremità è inutile per me, troppo piatto e rigido. Nella confezione è presente anche un temperamatite, considerando che il diametro è più piccolo di quello delle matite normali.
Non so se la ricomprerò in futuro, sono molto curiosa di provare alcuni prodotti in crema.



A me questo profumo piace tantissimo, ma non mi sono ancora decisa a comprarne una boccetta. Approfitto dei campioncini e lo tengo in borsa nel beauty.
E' un profumo fiorito ma decisamente caldo ed importante, ben equilibrato. A differenza di altri profumi che contengono Legno di Sandalo nelle note di fondo, che non amo particolarmente, questo rimane piuttosto dolce anche col passare del tempo.

E con questo è tutto. Voi avete finito qualcosa degno di nota?
Come sopravvivete all'estate? AIUTATEMI!!!

Alla prossima,


domenica 2 agosto 2015

Il Trio Lovvore (s)Consiglia #4: Luglio

"L'amicizia nasce dalle occasioni della vita, spesso dal destino, ma per diventare sentimento irrinunciabile necessita poi di grandi emozioni condivise"


E sono ormai anni che io, Monica e Paola condividiamo emozioni, all'insegna di un lovvore che cresce ogni giorno, tra chiacchierate folli, risate incontenibili, ma spesso anche lacrime, ansie e paure. Un'amicizia nata grazie ad un libro, che si rinnova tra pagine e parole.

In questi brevi appuntamenti mensili, vogliamo condividere con voi letture che ci sono piaciute molto, che sono state significative, che ci hanno emozionato o che, al contrario, avremmo evitato volentieri

Due giorni fa, il termometro che ho in cortile segnava 50°C. 
Direi che questo basta come giustificazione per la mia assenza dal blog, no? 
Stare davanti al pc è più difficile del previsto, per non dire impossibile.
Stamattina, però, ho aperto gli occhi ed ho realizzato di aver completamente dimenticato la pubblicazione di questo post e sono corsa a rimediare.

Tre consigli prima di una breve pausa estiva, tre libri da leggere sotto l'ombrellone.

IL CONSIGLIO DI MONICA

- Pink Lady di Benedetta Bonfiglioli

TRAMA: Anna ha i capelli rosa, il volto coperto dai piercing e un dolore grande che solo l'amore potrà cancellare. Anna ha diciassette anni e, di fronte all'apatia e alla depressione in cui sono sprofondati i suoi genitori alla morte della sorella maggiore, reagisce solo con la rabbia. Verso di sé, verso i suoi, verso la sorella morta: ne sente la mancanza, vorrebbe non dimenticarla mai, nutrire il ricordo di lei con il suo dolore e nello stesso tempo vorrebbe ricominciare a vivere. Riuscirà a farlo tra i palazzi antichi di Belmonte, cittadina della Pianura Padana, dove deve ricominciare tutto da capo. Qui conosce l'amore: quello tra Ete e Paolo, quello gratuito di Silvia, quello di Marco e riscopre quello dei suoi genitori. Qui impara che il passato non si cambia e che non è una colpa lasciare che il dolore si plachi per tentare di essere felici.


Nella calura estiva della pianura padana, che tanto mi ricorda casa mia - purtroppo - questo libro si è conquistato un posto speciale nel mio cuore. Letto con trasporto qualche anno fa, ora mi sento di consigliarlo a tutte quelle persone che amano le storie d'amore estive, a quelli che credono nell'amore a prima vista e nell'amicizia che dura per sempre.
Consigliatissimo per una lettura piacevole, sotto l'ombrellone o sdraiati su un bel prato in montagna.

IL CONSIGLIO DI PAOLA

- La Terra delle Storie - L'Incantesimo del Desiderio di Chris Colfer

TRAMA: Per il loro dodicesimo compleanno, Alex e Conner ricevono in dono dalla nonna un libro di fiabe tutto speciale. Perché non è un libro e basta, ma la porta che si apre su un altro mondo, in cui fratello e sorella precipitano come Alice, lei per errore, lui per non lasciarla sola. Dall’altra parte c’è la Terra delle Storie, e il primo incontro in quella landa magica è con il Principe Ranocchio. L’avventura chiama. E nelle fiabe, anche nelle più note, niente è come appare...

Estate è tempo di letture leggere e divertenti, e non so voi, ma alla soglia ormai dei 35 anni, ancora non disdegno libri indirizzati ad un pubblico più giovane (per non dire bambini Emoticon tongue )
Uno di questi, che mi ha regalato veramente delle ore spensierate, è La Terra delle Storie - L'incantesimo dei desideri, di Chris Colfer (sì, proprio lui, l'attore di Glee Emoticon grin ).
Chi tra voi lettori non ha mai desiderato, almeno una volta nella vita, di cadere letteralmente nelle pagine di un libro e vivere le avventure che fino ad allora avevamo solo letto?
E' quello che accade ai gemelli Alex e Conner, dodici anni, due caratteri diversi ma che si completano a vicenda. Con loro veniamo catapultati nella Terra delle Storie ed incontriamo tutti i personaggi che hanno fatto parte della nostra infanzia: Biancaneve, la Matrigna cattiva, Cenerentola, Cappuccetto Rosso… e il mitico Ranocchietto! 
Un'unica grande fiaba che coinvolge tutti i protagonisti che ben conosciamo e che dà voce, per la prima volta, alla storia dei Cattivi…"un cattivo è una vittima la cui storia non è ancora stata raccontata."
Lo stile di Colfer è semplice, come lo deve essere un libro adatto ai bambini, ma allo stesso tempo le descrizioni dei luoghi e dei personaggi sono talmente dettagliate che chiunque può facilmente immergersi nella storia senza minimamente annoiarsi. Stupenda la copertina e stupendi sono i disegni che aprono ogni capitolo. 
L'incantesimo dei desideri è il primo della saga de La Terra delle Storie; a seguire Il ritorno dell'Incantatrice (anche meglio del primo) e L'avvertimento dei Grimm (tra le mie prossime letture).
Per chi ama le fiabe e vuole tornar bambino. 

IL MIO CONSIGLIO

- Dov'è Finita Audrey? di Sophie Kinsella

TRAMA: Audrey ha 14 anni ed è da tempo che non esce più di casa. Qualcosa di brutto è successo a scuola, un episodio di bullismo che l'ha profondamente segnata e ora lei è in terapia per rimettersi da gravi attacchi d'ansia e panico che non le permettono di avere contatti con il mondo esterno. Per questo indossa perennemente dei grandi occhiali scuri, il suo modo di proteggersi e sfuggire al rapporto con gli altri. Il fratello invece è un simpatico ragazzino ossessionato dai videogiochi che, con grande disperazione della madre nevrotica, non si stacca un attimo dal suo computer e dal suo amico Linus che condivide la sua stessa mania. Ma quando Audrey incontra Linus nasce in lei qualcosa di diverso... deve poter trovare un modo per comunicargli le sue emozioni e le sue paure. Sarà questa scintilla romantica ad aiutare non solo lei, ma la sua intera famiglia scombinata. Dov'è finita Audrey? è un romanzo caratterizzato da una grande empatia in cui si ride tanto e ci si commuove e in cui Sophie Kinsella riesce magistralmente a alternare momenti di puro humour a momenti più seri e teneri con grandissima sensibilità.

I libri della Kinsella sono sempre stati per me un ottimo modo di passare qualche ora in spensieratezza ed allegria. Ottime letture da spiaggia, insomma. Purtroppo ultimamente mi aveva puntualmente delusa con storie che vorrebbero aggrapparsi alle tendenze letterarie dell'ultimo periodo, fallendo miseramente.
Poi ho letto Dov'è Finita Audrey? e non solo ho ritrovato tanto della Kinsella che mi piaceva, ma ho apprezzato tantissimo il voler approfondire una tematica importante come quella della depressione e dell'esaurimento nervoso e farlo da un punto di vista adolescenziale. Che già scrivere di "adolescenti normali" non è semplice.
La lettura scorre piacevole, tra sorrisi e risate per un umorismo tagliente, a tratti eccessivo, ma senza mai essere esagerato.
Ma ci sono anche i momenti in cui il cuore ti si stringe nel petto e tu vorresti quasi entrare nelle pagine e stringere questa ragazzina così fragile e spaventata. Per fortuna c'è chi lo fa per te.


E voi cosa leggete sotto l'ombrellone? Ancora quattro giorni e poi iniziano le tanto agognate ferie...

Alla prossima,

M.P.M

lunedì 27 luglio 2015

Trucco Del Giorno #108: Like an Esotic Fruit feat. Nabla Cosmetics (Grenadine&Clementine Swatches+Comparazioni)

Il titolo di questo post è un omaggio/ringraziamento a Foffy, sempre deliziosa con i suoi commenti ai miei post ed ai miei make-up, per i quali utilizza spesso metafore e paragoni davvero azzeccati, come in questo caso. Ammetto che al frutto esotico non ci avevo proprio pensato quando ho realizzato il trucco di oggi, ma in effetti ci sta.

Per un'ombrettomane incallita come me, scovare un colore particolare, che non assomiglia a nulla in mio possesso, è praticamente impossibile.
Eppure è successo, con Clementine di Nabla.

Appena è arrivato il mio ultimo ordine (post QUI), lui ha catturato subito la mia attenzione e nella mia mente hanno cominciato ad affacciarsi decine di accostamenti che avrei potuto realizzare.

Clementine è un ombretto bright della seconda generazione di ombretti del brand, come mi piace definirli.

Dx: luce artificiale fredda
Sx: luce naturale diffusa

Sul sito ufficiale è descritto come un color mandarino brillante dai morbidi riflessi oro. Una tonalità vivida, dolce come un candito e solare come un pomeriggio estivo! Perfetto come punto luce per ravvivare smokey drammatici. 
Si possono creare gradienti sofisticati accostando Clementine ad Unrestricted, e gradienti pop accostandolo invece a Babylon. Per indossare un look estremamente glamour ma allo stesso tempo fresco e semplice è consigliato applicare Clementine su tutta la palpebra sfumandone i contorni con Peach Velvet, per definire poi lo sguardo con il mascara Le Film Noir e completare il look con Beverly sulle labbra.
Imperdibile per gli occhi azzurri, saprà mettere di buon umore chiunque lo indossi!


Nonostante i consigli di MrDaniel MakeUp siano stuzzicanti - e come potrebbero non esserlo? - io ho visto Clementine accostato a Grenadine, della collezione Genesis.

Luce artificiale fredda

Luce naturale diffusa
Le differenze sono evidenti. Il colore che più si avvicina è Cranberry di MAC che ha però una base più scura ed è molto meno satinato. E sulla mia palpebra queste piccole cose fanno la differenza.

Grenadine è un rosso melograno, intenso ricco e sensuale. Il sottotono corallo insieme ai suggestivi riflessi lampone ed amaranto ne fanno un ombretto incantato. Particolarmente sofisticato è adatto a realizzare look di carattere ed allo stesso tempo di tendenza. Benché sia un rosso non è difficile da indossare ed illumina ogni occhio. Truccarsi con Grenadine è una tentazione a cui non si dovrebbe resistere! 
Applicandolo con un pennello da sfumatura dà vita a gradazioni eleganti e multi-riflessate che permettono di ottenere in un attimo makeup ricercati e per tutti i giorni. 
Stupendo sulla palpebra mobile insieme a Madreperla come punto luce. 
Consigliata l'applicazione piena su tutta la palpebra contornando l'occhio con la matita Bombay Black e sfumando Tribeca o Mimesis nella parte esterna per ottenere smokey sexy e magnetici.
In ogni caso imperdibile per gli occhi verdi.


Ma adesso vediamo che ho combinato!

Per la base viso

- Fondotinta MAC StudioFix Fluid in NW20
- Correttore Fit Me Maybelline n°10
- Cipria PuroBio Indissolubile n°01

Per le sopracciglia:

- Faint dalla palette Naked di Urban Decay
- MAC Brow Set in Show-Off

- NYX Jumbo Eye Pencil in Yogurt su tutta la palpebra mobile
- Neve Cosmetics Pastello Occhi in Piuma/White sotto l'arcata sopraccigliare e nell'angolo interno

Di Nabla

- Petra nella piega
- Mimesis nell'angolo esterno
- Grenadine sulla palpebra mobile dal centro verso l'esterno
- Clementine nell'angolo interno verso il centro
- Citron lungo la rima cigliare inferiore
-Christine come illuminante sotto l'arcata e nell'angolo interno
- Kajal Bombay Black nella rima interna

- Liquid Ink Eyeliner di Essence
- Lash Princess Mascara di Essence

Sulle guance

- Kiko Soft Touch Blush n° 108
- Christine di Nabla come illuminante

Sulle labbra

- Diva Crime Nabla in Panta Rei






E questo è il risultato:






Vi piace? Concordate con Foffy?
Con cosa abbinate Grenadine? E Clementine?

Alla prossima,


venerdì 24 luglio 2015

Miki In The Big Apple #5: 4 Gennaio, Washington

Nelle puntate precedenti:

#1: Genesi di un viaggio, paure ed aspettative
#2: 1 Gennaio 2015. Il viaggio, l'aeroporto, la metro, Manhattan
#3: 2 Gennaio 2015. American Breakfast, 5th Avenue, Central Park, Upper East Side
#4: 3 Gennaio 2015. Bryant Park, NY Public Library, Grand Central Terminal, Hard Rock Cafè e Shopping


New York è una città che non dorme mai. Come la maggior parte delle metropoli probabilmente. Vi è una costante attività, in alcuni momenti frenetica, ma per la maggior parte della giornata la vita semplicemente scorre. 
Per questo, quando la mattina di domenica 4 Gennaio, alle 6:00 eravamo già per strada, non ho avvertito alcun timore, ma anzi la stessa sensazione di familiarità che ho provato nei giorni precedenti. 

Penn Station
FONTE

Direzione: Penn Station, a soli sette isolati dal nostro albergo. 

Dopo aver visto la Grand Central, la Penn Station non è nulla di che, ma ci ha subito colpito l'organizzazione e l'estrema facilità con cui ci si orienta. Avendo fatto i biglietti on line, la prima cosa è stata chiedere al punto informazioni se fossimo in regola o dovessimo fare altro prima di prendere il treno. Anche in questo caso la disponibilità e la cortesia si sono sprecate. 
Le stazioni, sia a New York che a Washington, sono molto simili ad un aeroporto, con i gates e l'impossibilità di avvicinarsi al binario finché non viene chiamato l'imbarco, con il controllo individuale del biglietto.
Il nostro treno sarebbe partito alle 6:45 ed in tre ore e mezza ci avrebbe portati nella capitale. Avevamo tutto il tempo per la colazione, che abbiamo fatto da Dunkin' Donuts.


Inutile dire che la donut era deliziosa, così come il caffè, che ci ho messo tre ore e mezza a terminare per quanto era bollente.

Il treno non era nulla di impressionante, anzi, dall'esterno non prometteva nulla di buono, una volta saliti, invece, era super pulito, c'era un bar fornitissimo, la possibilità di refillarsi l'acqua all'infinito ed il Wi-Fi funzionante (non parliamo dei bagni... li avrei fotografati!).

Il viaggio è stato tranquillo ed io e Tony siamo stati tutto il tempo con la faccia appiccicata al finestrino a guardare il paesaggio che scorreva. Centri abitati separati da chilometri di foresta, dall'atmosfera davvero suggestiva.
Ogni tanto ci guardavamo ed esclamavamo "questi sono gli Stati Uniti, l'America, quella vera...".

Se ne avete la possibilità, durante un viaggio negli States, a New York, andate a Washington. Vi assicuro che ne vale assolutamente la pena.

Se i giorni precedenti, Manhattan ci aveva abituati a stare con il naso all'insù, quasi sopraffatti dall'altezza dei suoi grattacieli, abbagliati dalle superfici specchiate, dalla modernità e dalle luci, Washington ci ha fatti sentire piccoli, infondendoci una sorta di timore reverenziale. Calpestare le sue strade sembrava quasi un'oltraggio, ad una città in cui si è scritta e si continua a scrivere, nel bene e nel male, la storia del mondo.
Se NY è altezza, leggerezza, WDC è solennità, maestosità, imponenza. Lo sguardo si perde all'orizzonte, sorvolando su edifici storici e strade ampie.
La stessa Union Station è un capolavoro e quasi ha dato un assaggio di ciò che avremmo trovato all'esterno.

Union Station
Appena usciti dalla stazione ci siamo ritrovati davanti alla Liberty Bell, una copia ovviamente, considerando che l'originale si trova a Philadelphia. 
Potete immaginare noi, che abbiamo amato alla follia Il Mistero dei Templari, come ci siamo sentiti di fronte a cotanta bellezza.

Liberty Bell
Davanti alla Liberty Bell, il monumento che commemora Cristoforo Colombo: 

Monumento a Cristoforo Colombo
Non avremmo avuto molto tempo per girare la città, saremmo ripartiti infatti nel pomeriggio e per questo motivo abbiamo voluto circoscrivere la visita ai monumenti principali, attraverso una piacevole passeggiata che li avrebbe sfiorati tutti, anche se velocemente.
Non avevamo però fatto i conti con il caldo asfissiante (c'erano persone con le maniche corte nel primo pomeriggio), con il Giardino Botanico e con il mio fidanzato in modalità bambino di tre anni all'Air and Space Museum.
Per quanto mi riguarda invece, è stata la giornata più brutta in assoluto. Ero in quei giorni in cui le donne fanno la ruota e il bungee jumping, ed io invece avrei solo voluto spararmi. Un dolore che non vi sto a dire... Ma vabbè.

Con la Union Station alle spalle, si può subito godere della vista del Campidoglio:

Capitol
Peccato per l'impalcatura. Quando si dice la fortuna... Ma una volta lì vicino, lo spettacolo rimane comunque grandioso:



Forse perché era domenica? Non lo so, ma c'era pochissima gente, un silenzio solenne, un'atmosfera particolare, dovuta anche alle condizioni meteorologiche. Era quasi magico.


Purtroppo del Campidoglio siamo riusciti a vedere solo il retro, per i motivi di cui sopra, ma la prossima volta riusciremo ad entrarci (la domenica è chiuso) ed a vedere il National Mall.

Continuando a camminare, ci siamo imbattuti in diversi edifici: la Biblioteca del Congresso, la Corte Suprema, il Senato.

Corte Suprema
Il Giardino Botanico è stata una sorpresa, non ne avevo letto da nessuna parte ed è stata una pausa piacevolissima. L'ingresso è gratuito e si può godere di uno spettacolo meraviglioso, con la riproduzione di diversi ecosistemi.

Giardino Botanico










E' stata un'ora davvero rilassante e ci voleva visto che dopo poco saremmo entrati allo Smithsonian's National Air and Space Museum, tappa attesissima in particolar modo dal mio fidanzato, in cui abbiamo trascorso la maggior parte del tempo.


Padiglione dedicato ad Amelia Earhart, di cui oggi ricorre la nascita

Anche in questo caso l'ingresso era libero e chi voleva poteva lasciare un contributo, cosa che noi abbiamo fatto considerata l'esperienza piacevole ed i servizi offerti.

All'uscita dal museo, mancavano tre ore alla partenza ed abbiamo alzato un po' il passo, depennando il Lincoln Memorial ed il Jefferson Memorial, che vedremo la prossima volta.

Washington Monument
Dopo aver visto l'imponente obelisco, ci siamo diretti velocemente alla Casa Bianca.
Siete stati a Roma? O al Louvre? Avete presente la sensazione che si prova a ritrovarsi di fronte alla Fontana di Trevi o a La Gioconda?
Ecco, per la Casa Bianca ho provato una sensazione simile. Dalle foto che avevo sempre visto in rete ed in tv, mi sembrava grandissima ed imponente, con tutto quel verde attorno.
Poi giri l'angolo e ti ritrovi davanti quella che ti chiedi se sia la dépendance della Casa Bianca!
Soprattutto dopo essere stata davanti ad edifici mastodontici, lei sembra davvero piccola, ma non per questo meno bella. Ed è davvero... bianca! Non oso immaginare quanto risplenda al sole!



E poi è stata una lunga passeggiata verso la stazione, senza seguire mappe o indicazioni e fidandoci del nostro orientamento. Ci siamo addentrati nella città, scoprendo degli angoli davvero deliziosi e quartieri, come quello cinese, molto pittoreschi.




Ammetto che ad un certo punto ho pensato che non saremmo arrivati in tempo o comunque che sarei morta prima!
Alla fine ce l'abbiamo fatta e siamo riusciti anche a mangiare qualcosa in stazione da Pret à Manger:

Sarò esagerata ma a me queste cose entusiasmano da morire!
Così come quello di andata, anche il viaggio di ritorno è stato tranquillo e piacevole, nonostante fosse buio e non potessimo godere della vista.

Il tempo di ritornare in albergo, fare una mega doccia, e collassare sul letto.

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Alla prossima,