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giovedì 26 gennaio 2012

Quando si spegne una stella...

Sono stata indecisa fino all'ultimo se scrivere o meno questo post e, nel frattempo, sono passati 4 giorni dal 22 Gennaio, giorno in cui è scomparso un grande attore.

E sono passati precisamente 4 anni da quel giorno.

Il 22 Gennaio 2008, entrando in cucina, mia madre disse:"E' morto Casanova". Ed io sono stata male.

Non voglio aggiungere altro, solo ricordare con voi...

Patrick, bello e dannato in 10 cose che odio di te:


Il coraggioso William Tatcher , ne Il destino di un cavaliere

 

Il leale Harry Faversham ne Le quattro piume:




Il sognatore Jacob, ne I fratelli Grimm e l'incantevole strega:


Il sensibile Ennis, ne I segreti di Brokeback mountain:


Il passionale Giacomo, in Casanova, che è il primo film che ho visto con lui e che me l'ha fatto amare:




Lo sbandato Danny, in Paradiso+Inferno, uno dei film più angoscianti ed una delle interpretazioni più coinvolgenti che io abbia mai visto:



Il furfante Tony, in Parnassus:


E, ultimo, ma non per importanza, anzi...Joker, in Batman-The Dark Knight:

 










 R.I.P.

giovedì 3 novembre 2011

Film della serata#4: Il Mio Angolo Di Paradiso


Ho cominciato a vedere questo film due volte.

La prima volta, dopo esattamente 14 minuti, ho stoppato e chiuso tutto. Ero sbalordita!

Lo avevo scelto solo ed unicamente per il cast: mi piace tanto Kate Hudson e la presenza di Whoopi Goldberg e Katy Bates mi avevano convinta definitivamente.

Ma a volte il destino gioca proprio dei brutti scherzi!

L'incredulità e la paura di vedere ciò che non volevo vedere mi hanno portata a stoppare la riproduzione e cambiare totalmente genere.

Il giorno dopo c'ho ripensato e sono andata fino in fondo, senza timore. E sono contenta di averlo fatto.

La protagonista è Marley Corbett, giovane promessa di un'azienda pubblicitaria, una donna intelligente, ironica, decisa. Quella che molti definirebbero "una donna con le palle" (qui si potrebbe aprire un lunghissimo dibattito su quanto sia idiota e maschilista questa espressione ma vabbè...lasciamo perdere).
Marley è un'impiegata perfetta, un'amica perfetta, una perfetta baby-sitter all'occorrenza. Figlia perfetta di genitori assolutamente imperfetti, separati e sempre sul piede di guerra. E' convinta din non avere bisogno di amare e di essere amata e le sue relazioni sono fisiche e brevi; l'unico uomo a cui consente di dormire nel suo letto è il suo meraviglioso cagnone.
Tutta questa apparente e fragile perfezione va letteralmente in frantumi quando Marley realizza di non stare bene e dopo 14 minuti dall'inizio la ritroviamo in posizione fetale, ignara e pronta a sottoporsi ad una colonscopia.
Marley lo fa con il suo solito buon umore ed ottismo ma nulla può contro una dignosi impietosa: carcinoma del colon allo stadio terminale.
E' il dottor Julian Goldstein a darle la notizia, un giovane ma promettente medico la cui professione ha privato di ogni tipo di esternazione.
Julian informa Marley che nelle sue condizioni non è possibile tentare un approccio di tipo chirurgico ma solo di tipo farmacologico.
La chemioterapia a cui si sottopone sembra non sortire alcun effetto sulla maledetta malattia di Marley e l'unica speranza sembra risiedere in una terapia sperimentale dai devastanti effetti collaterali.

La scelta tra sottoporsi al trattamento o meno si trasformerà in una più difficile scelta tra cercare di non morire e scegliere di vivere.

Una fantastica Kate Hudson, meravigliosa e radiosa all'inizio del film e terribilmente consumata dalla malattia alla fine. Un'interpretazione toccante in un film che affronta in maniera diversa dal solito un tema così dannatamente reale: il cancro.

Scusate se questa "recensione" appare più delirante del solito ma, purtroppo, come avrete capito, l'argomento mi tocca da vicino...da molto vicino.

Nonostante l'epilogo abbastanza ovvio, il finale lascia lo spettatore con una forte sensazione di appagamento, di speranza. Alla fine, la vita trionfa comunque, come trionfa l'amore.
Spesso è proprio in queste situazioni tragiche che si riscopre il valore delle cose, che si sente il bisogno di riavvicinare un amico, un padre...un fratello.

Ed è DAVVERO così.


E ciò che mi dà speranza è poter dire che non sempre le cose vanno a questo modo. Non sempre non c'è soluzione. La chirurgia è possibile e la bravura dei medici ti rimette la vita tra le mani, una vita che guarderai con occhi diversi e che potrai vivere con la consapevolezza di averla avuta in dono per la seconda volta.


USCITA CINEMA: 18/11/2011
REGIA: Nicole Kassell
SCENEGGIATURA: Gren Wells
ATTORI: Kate Hudson, Gael García Bernal, Kathy Bates, Whoopi Goldberg, Peter Dinklage, Rosemarie DeWitt, Lucy Punch, Romany Malco, Treat Williams

FOTOGRAFIA: Carleton Carpenter
MONTAGGIO: Stephen A. Rotter
MUSICHE: Heitor Pereira
PRODUZIONE: The Film Department
DISTRIBUZIONE: Moviemax
PAESE: USA 2010
GENERE: Commedia
FORMATO: Colore

Ed eccovi il trailer:



Alla prossima,
Miki

martedì 13 settembre 2011

Film della serata#3: Jane Eyre

Chi mi conosce sa quale sia il mio legame con il famoso romanzo di Charlotte Bronte.
Letto e riletto probabilmente più di un centinaio di volte, Jane Eyre mi è entrato dentro sin dalla prima volta. E pensare che non si trattava nemmeno della versione integrale, ma di una sorta di edizione ridotta, che mi era stata prestata dalla mia amica Alessandra.



Comprare la versione integrale era d'obbligo e solo allora potei apprezzare appieno la bellezza di questo romanzo, la delicatezza di un amore proibito, la forza dell'animo umano, la bellezza delle citazioni e la potenza dei sentimenti.




La mia copia la dice lunga sul numero di volte che ho aperto questo romanzo.

Ci sono state molte trasposizioni cinematografiche, tra le quali la mia preferita è senza ombra di dubbio quella del 1996, diretta da Franco Zeffirelli, con Charlotte Gainsbourg e Anna Paquin nei panni di Jane e William Hurt nei panni di Edward Rochester, nonostante abbia, forse, più difetti che pregi. Diciamo che è una libera interpretazione del romanzo. Ciò che rende speciale questo film è di certo l'interpretazione magnifica degli attori, ineguagliabili a mio avviso, ed una colonna sonora coinvolgente ed emozionante.

Alla notizia di un altro, l'ennesimo, film, non nego di aver storto un po' il naso, ripromettendomi che non lo avrei visto, così come non vidi quella ridicola fiction che trasmisero su rete 4.
Poi, però, sono incappata nel trailer e ne sono rimasta stregata!
Alla fine, ieri sera, l'ho visto.


Se dovessi dare un giudizio complessivo, non potrei fare altro che dire che il film mi è piaciuto, tanto. E' sicuramente un film da vedere, soprattutto per chi ha amato il romanzo e per chi ha storto il naso davanti alle "modifiche" della versione "zeffirelliana".

(Per chi non conosce la storia: potrebbe contenere spoiler!)

Guardandolo si ha come l'impressione di rileggere il libro. La sceneggiatura è fedelissima nello svolgimento dei fatti ed i dialoghi riprendono quasi fedelmente quelli del romanzo. Sono stata contenta di rivedere Haddon Hall, non c'è altro posto che potrebbe rendere così splendidamente Thornfield.
Il cast è notevole. Ho letteralmente adorato Michael Fassbender nei panni di Rochester, un Rochester tormentato, passionale, affascinante. Molto convincente, diverso, ma ugualmente "riuscito", da quello di William Hurt.
Mia Wasikowska nei panni di Jane mi ha convinta un po' meno, sarà che il confronto con la Gainsbourg è spietato e non c'è, a mio parere, un'altra Jane simile. L'interpretazione è buona, credibile, ma è come se manchi qualcosa, c'è poco della potenza di Jane, della sua determinazione e passionalità. Notevole però, nella scena dell'abbandono, quando invoca Dio per avere la forza di lasciare Edward.

Intensa la sequenza della fuga, il suo errare disperato nella brughiera, completamente assente nella versione del '96.
Jamie Bell, il piccolo ormai grande Billy Elliot, ha interpretato molto bene il reverendo Saint John e tutta la parte della permanenza di Jane in casa Rivers è stata descritta in modo sufficientemente dettagliato.

Mi è mancata la signorina Temple, la buona e dolce insegnante di Jane a Lowood, così come mi è mancata la scena del taglio dei capelli, intensa nel film di Zeffirelli, con una Anna Paquin piccola, determinata e orgogliosa.

Mi è mancata la "Stanza Rossa", presente nel film ma molto meno inquietante di quello che avrebbe dovuto essere.
Ad Antoinette Bertha Mason è stato dato pochissimo spazio, ma quei pochi minuti sono davvero significativi. Dai suoi gesti traspare quel legame ossessivo che ha nei confronti del marito, assente nella versione precedente, in cui è presentata "solo" come una pazza. Sarà che dopo aver letto "Il Grande Mare Dei Sargassi", in cui si narra la sua storia, ho compreso quanto in più ci fosse dietro a questo personaggio.

Ed infine, le tre scene principali del libro: la dichiarazione, la scoperta della prima moglie di Rochester e il finale...beh, NON C'E' PARAGONE. In questo caso il film del '96 è inarrivabile.

Ovviamente tutto ciò è la mia modesta opinione, non sono un critico, non ne capisco di cinema, ma lo adoro e ne parlo da semplice spettatrice, forse troppo sensibile e facilmente impressionabile.

ALTRE INFORMAZIONI (da Wikipedia):


Titolo originale Jane Eyre
Lingua originale inglese
Paese Regno Unito
Anno 2011
Durata 121 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, sentimentale
Regia Cary Fukunaga
Soggetto Charlotte Brontë (romanzo)
Sceneggiatura Moira Buffini
Produttore Alison Owen, Paul Trijbits
Produttore esecutivo Christine Langan
Casa di produzione BBC Films, Focus Features, Ruby Films
Distribuzione (Italia) Videa-CDE
Fotografia Adriano Goldman
Montaggio Melanie Oliver
Musiche Dario Marianelli
Scenografia Will Hughes-Jones
Costumi Michael O'Connor
Trucco Kristyan Mallett, Daniel Phillips, Loulia Sheppard
Interpreti e personaggi
E questo è il trailer:



Buona visione a tutti.
Alla prossima,
Miki.

martedì 26 luglio 2011

Film della serata#2: Bordertown...riflessioni sulla collezione MAC Rodarte.

Buongiorno a tutti,
oggi voglio parlarvi di un film che ho guardato ieri sera insieme a mia mamma: Bordertown.


Lo avevo già visto anni fa, non appena era uscita la versione in dvd, ed ero rimasta colpita e abbastanza sconvolta dalla realtà che racconta, una realtà che non conoscevo,una realtà che si cerca di insabbiare e nascondere assieme ai corpi delle povere vittime.


Cerco di andare con ordine ma, vi assicuro, che non è affatto facile.

Il film tratta di avvenimenti realmenti accaduti e di fatti ancora attuali. E' ambientato a Juarez, città Messicana al confine con gli States, località diventata tristemente famosa dal 1993, a causa dell'altissimo numero di stupri, torture ed omicidi perpetrati ai danni di giovani donne, di estrazione sociale medio-bassa, impiegate nella maggior parte dei casi nelle maquiladoras, fabbriche gestite da multinazionali per la produzione a basso costo di beni destinati alla vendita negli USA.
Infatti, proprio dal 1993, vige il NAFTA, Trattato NordAmericano di Libero Scambio, grazie al quale imprese di tutto il mondo hanno potuto costruire fabbriche in Messico, lungo il confine con gli Stati Uniti, ottenendo anche una sensibile diminuzione dell'immigrazione clandestina ed un aumento dei posti di lavoro nel centro America.
In queste fabbriche, in cui si sostengono ritmi frenetici e l'avvicendarsi incessante dei turni di lavoro, sono impiegate per lo più donne, più economiche, più efficienti, più remissive.
Ed è proprio lungo il tragitto dalla maquila a casa che le povere vittime vengono prelevate, torturate ed uccise. I loro corpi non sono nemmeno degni di essere cercati e trovati dalle autorità del luogo, ma nella maggior parte dei casi vengono scoperti dalle stesse mamme, che al mattino si recano nel deserto con la speranza di NON trovare la propria figlia.
Solo nel 2009, ci sono stati più di 2500 omicidi. Le vittime hanno un'età compresa tra i 14 ed i 40 anni, ma spesso vengono ritrovati anche corpi di bambine di appena 10.
I responsabili non vengono mai puniti, a causa di un sistema statale e giudiziario corrotto e di un comportamento omertoso.

E' in questo scenario che si svolge la storia.
Lauren Fredericks è una giornalista del Chicago Sentinel che accetta di recarsi in Messico ed occuparsi del caso solo per ottenere un posto di corrispondente all'estero. A Juarez ritrova Alfonso Diaz, ex collega, ed ora direttore del giornale "Sol De Juarez", l'unica testata che si occupa, non senza difficoltà, delle vicende atroci altrimenti ignorate. Tra Lauren ed Alfonso c'è l'ombra di un legame passato che non impedisce ai due giornalisti di collaborare per scoprire la verità. L'occasione per arrivare in fondo si presenta quando si diffonde la voce dell'esistenza di una superstite, Eva, una ragazza di 16 anni, creduta morta dai suoi assassini, che riesce a tirarsi fuori dalla sua tomba e chiedere aiuto proprio ad Alfonso.
Lauren prende a cuore la sorte della ragazza, mentre in lei si fanno largo, prepotenti, i ricordi che risvegliano il senso di appartenenza a quella terra dimenticata e rinnegata. La giornalista infatti è messicana, figlia di contadini brutalmente assassinati, e poi adottata da genitori statunitensi. Andare fino in fondo, scoprire la verità, far punire i colpevoli, diventano un modo per riappropriarsi di quelle origini e rendere giustizia alla sua terra.

Il film scorre via tra realtà cruenta e torbide visioni, rendendo sfocato il confine tra immaginazione, fanatismo, e fatti concreti.

Non ci può essere lieto fine per un film del genere, non c'è lieto fine per una vicenda che ancora oggi è avvolta da una nube densa e spessa di omertà e disinformazione.

Lo stesso film è stato lungamente ostacolato nella sua realizzazione e se non fosse per i nomi altisonanti di Jennifer Lopez ed Antonio Banderas, non avrebbe mai visto l'uscita nelle sale.

E' un film , questo, che non è necessario rivedere, ti segna talmente tanto, talmente nel profondo che basta sentire la parola "Messico", "Juarez", ecc, per far riaffiorare una ad una tutte le immagini, dall'inizio alla fine.

Questo è il trailer:


Altre informazioni (tratte dal sito comingsoon.it)

USCITA CINEMA: 23/03/2007
REGIA: Gregory Nava
SCENEGGIATURA: Gregory Nava
ATTORI: Jennifer Lopez, Antonio Banderas, Martin Sheen, Maya Zapata, John Norman (II), Sonia Braga, Rene Rivera, Randall Batinkoff, Teresa Ruiz, Jorge Urzua, Kate del Castillo, Juanes, Karolinah Villarreal, Irineo Alvarez, Amelia Zapata, Irene Estrada, Peter Gonzales Falcon, Paul Blott, J.D. Garfield, Eduardo Garza

FOTOGRAFIA: Reynaldo Villalobos
MONTAGGIO: Padraic McKinley
MUSICHE: Graeme Revell
PRODUZIONE: Mobius Entertainment, El Norte Productions, Nuyorican Productions, Mosaic Media Group
DISTRIBUZIONE: Medusa Film
PAESE: Gran Bretagna, USA 2007
GENERE: Drammatico, Thriller
DURATA: 115 Min
FORMATO: Colore



Il motivo per cui l'ho rivisto, oltre che per farlo vedere a mia madre, è stata la scoperta di una vicenda che mi ha alquanto scossa e che riguarda, guarda caso, il mondo del make-up.

Ebbene sì, potrà sembrare un accostamento stupido ma, purtroppo, non sono io ad averlo fatto.

A seguito del post sugli acquisti romani, che potete leggere QUI, ho scoperto, leggendo i commenti, come non fossi la sola ad essere abbastanza indignata dall'accoglienza nei punti vendita MAC. Grazie a SARA, del blog The flattering eye of the beholder, sono venuta a conoscenza (con quasi un anno di ritardo, lo so, ma non sminuisce la gravità della cosa) che la collezione Autunno-Inverno 2010/2011 era stata affidata alle sorelle Rodarte, note e spesso discusse stiliste, le quali hanno avuto la "brillante" idea di dedicare la collezione proprio alla città di Juarez, con una campagna pubblicitaria ai limiti della decenza (foto di ragazze dall'aspetto cadaverico) ed attribuendo ai prodotti nomi come: Ghost Town (città fantasma), Sleepwalker (sonnambula/prostituta), e poi ancora Juarez, Bordertown, Quinceanera, Factory...insomma un vero e proprio tripudio del cattivo gusto, se poi si pensa che stiamo parlando di trucchi e cioè di un qualcosa che dovrebbe omaggiare e mettere in risalto la donna, la cosa è ancora più scandalosa.
E' vero, l'azienda ha annullato la collezione, ha dichiarato di non conoscere le intenzioni delle stiliste (stendiamo un velo pietoso), si è fregiata del merito di aver dato risalto ad una faccenda altrimenti sconosciuta (no comment!) ed ha infine devoluto un po' di spiccioli per le donne di Juarez (tanto per tappare la bocca). Le stiliste invece hanno dichiarato che la collezione trae ispirazione da un viaggio e dai panorami e colori di quelle terre (e allora chiamate l'ombretto tramonto, sabbia, deserto e non sleepwalker o factory, idiote!).
Insomma, come al solito chi ha i soldi ne esce pulito.
A me rimane davvero tantissima indignazione ed irritazione nei confronti di un marchio così famoso ed illustre.

Scusate per il post lunghissimo, ma la cosa mi ha davvero sconvolta, soprattutto per il fatto che io la situazione di Juarez già la conoscevo!

Alla prossima, con argomenti più futili...
Miki.

domenica 19 giugno 2011

Film della serata#1: Rabbit Hole


Era un sacco di tempo che volevo vedere questo film, spinta anche dalla mia "quasi adorazione" per Nicole Kidman, che trovo un'attrice fantastica.
L'interpretazione di Rebecca Corbett è valsa alla Kidman la candidatura all'oscar come miglior attrice e solo adesso, dopo aver visto il film, posso dire che, a mio parere, se lo sarebbe meritato più di Natalie Portman, incredibilmente brava in Black Swan.

Rabbit Hole (la tana del coniglio) narra della vita di Becca e Howie ad otto mesi dalla tragica scomparsa del piccolo Danny.
Nonostante il tema del lutto sia sempre presente in tutto il film, così come è evidente il dolore di entrambi i genitori, esso non viene mai ostentato ma permea lo svolgersi ritmico delle loro giornate.
Marito e moglie hanno un modo diverso per affrontare la morte del proprio figlio: Howie è più propenso a condividerlo, vorrebbe farlo con sua moglie, ma Becca tende invece a chiuderlo dentro di sé, come qualcosa di incondivisibile. L'unica persona con cui riesce ad aprirsi è "l'assassino" di Danny, un ragazzo che cerca di andare avanti nella sua vita da adolescente con l'insopportabile peso di essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Il film mostra l'elaborazione del dolore di questa coppia, un dolore che sembra allontanarli irreversibilmente.

La colonna sonora, delicata e coinvolgente, trascina lo spettatore, che non è semplicemente tale, ma finisce per condividere ogni singola sensazione provata dai protagonisti, arrabbiandosi e piangendo con loro.

Per cominciare a superare il dolore, Becca e Howie non possono aggirarlo, ma devono immergervisi dentro, come un salto nella tana del coniglio.

USCITA CINEMA: 11/02/2011
REGIA: John Cameron Mitchell
SCENEGGIATURA: David Lindsay-Abaire
ATTORI: Nicole Kidman, Aaron Eckhart, Dianne Wiest, Sandra Oh, Miles Teller, Tammy Blanchard, Jon Tenney, Giancarlo Esposito, Patricia Kalember, Mike Doyle

FOTOGRAFIA: Frank G. DeMarco, Frank DeMarco
MONTAGGIO: Joe Klotz
PRODUZIONE: Blossom Films, Fox Searchlight Pictures, Olympus Pictures
DISTRIBUZIONE: Videa-CDE
PAESE: USA 2010
GENERE: Drammatico
DURATA: 90 Min
FORMATO: Colore
Soggetto:
Adattamento dell'omonima pièce teatrale di David Lindsay-Abaire, vincitrice del Premio Pulitzer nel 2007.
Note:
In concorso al Festival di Roma 2010
 
 


Buona visione.
Miki.