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domenica 23 febbraio 2014

Come è nata una passione#6: Wataru Yoshizumi. Marmalade Boy ovvero "Piccoli problemi di cuore" e altro...

Ebbene sì, per la serie "a volte ritornano", eccomi con un altro appuntamento per la rubrica "Come è nata una passione", che avevo sospeso per un riscontro non troppo positivo con le lettrici del blog. Ma visto che, paradossalmente, si tratta anche dei post più cliccati e che mi piace tanto parlare di manga e di anime, ho deciso di riprenderla, con una delle scene più emozionanti nel panorama dei cartoni animati.
Credo che tantissimi di voi ricorderanno il momento in cui l'antipatico e mutevole Yuri bacia la dolce Miki, finta addormentata, sul letto dell'infermeria della scuola.

Ebbene, in questo post voglio parlarvi, appunto, di una tra le più brave mangaka che esistano, a mio parere, nel mondo degli shojo manga, Wataru Yoshizumi, e del suo manga più famoso, Marmalade Boy, ovvero Piccoli problemi di cuore. E sì, tesora mia, il post è dedicato a te!





Lo so che la state cantando... Dite la verità! E' anche tra le videosigle più belle, secondo me.




Purtroppo le notizie su questa fantastica autrice non sono tantissime.
Il suo vero nome è Mari Takai.
E' nata a Tokyo il 18 Giugno del 1963 e, dopo la laurea in economia, comincia a lavorare come segretaria.

La sua carriera come mangaka ha inizio con la pubblicazione di uno yomikiri (racconto breve) dal titolo Radical Romance, nel 1984, in cui narra dei problemi matrimoniali di Kosuke e Kimi, due studenti universitari.

La sua prima opera più lunga è Handsome na kanojo ma il successo in Giappone e all'estero arriva nel 1992 con la pubblicazione di Marmalade Boy, che proseguirà fino al 1995, da cui è stato tratto un anime che in Italia, COME SEMPRE, è stato pesantemente censurato, con stravolgimenti inconcepibili della trama (potete vedere qualche esempio QUIQUI e QUI)
Nonostante ciò non mi sono persa una puntata di questo cartone, anche perché all'epoca non avevo ben presente la portata di tali censure e non conoscevo il manga.

Piccoli problemi di cuore, dopo Sailor Moon, è stato l'anime che più mi è piaciuto in "età adulta". Mi piaceva tanto il fatto che Miki cambiasse sempre pettinatura (cosa MAI vista prima, almeno dalla sottoscritta), abiti, mi piacevano gli occhi dei protagonisti, dalle forme così diverse per ogni personaggio, e mi piaceva la storia, ovviamente.


Un'altra cosa molto importante è che prima di PPDC, ho sempre scritto Michy come diminutivo del mio nome e dopo l'ho cambiato definitivamente in Miki, che è molto più carino.
Insomma... Sono influenze determinanti, eh!

Ma veniamo alla trama:

Marmalade Boy narra delle vicende di Miki e Yuri, due adolescenti della stessa età che si ritrovano a condividere casa e famiglie per la bizzarra decisione dei genitori di scambiarsi i partners, di ritorno da una vacanza alle Hawaii. Mentre il ragazzo non mostra particolari segni di disappunto, Miki rimane alquanto sconvolta dalla notizia, ritrovandosi inoltre a convivere, all'improvviso, con un fratellastro seccante e alquanto enigmatico.
Inutile dire che le cose tra i due si complicano da subito e da estranei diventano amici e qualcosa di più.
A complicare la situazione, Ginta, da sempre innamorato di Miki, e Arimi, ex fidanzata di Yu, ancora innamorata di lui.

Mi rendo conto che recuperare i volumi sia molto difficile, ma se non vi scoccia leggere manga online, potete trovarlo QUI.

Marmalade Boy non è l'unico manga della Yoshizumi che ho letto:

- Solamente Tu, che mi è piaciuto forse anche di più di PPDC e che narra dell'amore di Atsumu nei confronti di Akane, sedicenne la cui vita è stata sconvolta dal prematuro matrimonio e dal divorzio con il suo medico, Kyo-chan.

- Random Walk, è una breve serie in 6 volumi incentrata sulla storia di Yuka, quindicenne alle prese con l'amore.


- Sarà perché mi piaci, in due volumi, è la storia di Moka, al primo anno di liceo e della sua cotta per Masato, suo coetaneo, attratto solamente dalle ragazze impegnate.


- Cherish, un unico delizioso volumetto che narra la storia di Chi, giovane universitaria figlia di una coppia omosessuale.


Conoscevate Piccoli Problemi di Cuore? E leggete manga?

A domenica prossima,


mercoledì 25 aprile 2012

Come è nata una passione#5: Fuyumi Soryo, ES, Sole Maledetto, Tamara, Doll

Buongiorno,
eccoci di nuovo all'attesissimo appuntamento con la "rubrica" Come è nata una passione. Sì, attesissima... Da me!
Scrivere questi post è un modo per ricordare storie che ho letto molto tempo fa, per ricordare un tempo in cui le cose erano molto diverse e, soprattutto, un tempo in cui credevo che le cose sarebbero andate diversamente.
Ma si sa, la vita non è MAI come ce l'eravamo programmata e, probabilmente, il mio errore è stato proprio quello: programmare, ogni cosa, nei minimi dettagli.
Ok...scusate l'attimo di digressione.

Oggi voglio parlarvi di un'autrice che ho scoperto per caso, in una delle full immersions in fumetteria, che avevano il potere di sistemarmi la giornata, la settimana e, probabilmente, anche il mese!
La fumetteria dove sono sempre andata non è molto grande, anzi, ma dalla prima volta che ci ho messo piede GRAZIE  e PER COLPA del mio fidanzato, l'ho sentita subito mia!
Uno dei motivi per cui mi piaceva tanto quel posto è che il proprietario mi permetteva di fare un po' come se fossi a casa mia ed ero libera di sfogliare, leggere, guardare ed acquistare, ovviamente, ogni cosa. In questo modo venivo a conoscenza delle ultime uscite o delle serie che sarebbero uscite di lì a breve.
Così ho conosciuto ES - Eternal Sabbath e quindi la Soryo.

Le note biografiche che ho trovato sono davvero scarse. Questa mangaka è nata a Beppu nel 1959 e si è dedicata, oltre che alla realizzazione delle sue opere, allo studio delle statue greche.

La sua opera più famosa, che purtroppo non ho avuto modo di leggere, è Mars, il cui successo è dovuto alla caratterizzazione di personaggi complessi e alla presenza di tematiche quali la violenza e la criminalità giovanile.

I lavori della Soryo vengono definiti shojo (che, se avete letto le puntate precedenti, saprete perfettamente cosa vuol dire) ma tale definizione, a mio parere, è davvero ma davvero inappropriata.
Basti pensare che in Mars il mondo delle moto la fa da padrone, citando avvenimenti reali, come ad esempio il record di Biaggi in Giappone.

ES è un manga che si compone di 8 numeri, edito Star Comics, pubblicato in Italia nel 2004.

ES è l'acronimo di Eternal Sabbath, nome dato al gene dell'eterna giovinezza, che è il fulcro attorno al quale si sviluppa la storia.
Tale gene è stato creato in laboratorio da un gruppo di scienziati i cui studi si incentrano sull'immortalità e sul riuscire a dimostrare la possibilità di vivere in eterno. Il gene ES, infatti, garantisce 200 anni di vita, immuni da ogni virus.
 
Ciò che gli scienziati non hanno previsto è che la presenza di questo gene rende il soggetto in grado di leggere nel pensiero e, soprattutto, di manipolare la mente umana.

La dottoressa Mine Kujo, specializzata in neurologia, incontra Ryosuke Akiba e scopre che si tratta, in realtà, di un umano geneticamente modificato con il gene ES, che ha preso il posto del ragazzo, morto anni prima in un incidente stradale, manipolando la mente dei nonni.
 Akiba, il cui vero nome è ES00 o Shuro (nome delle foglie di palma che nella Bibbia indicano pentimento), non è in grado di leggere e manipolare la mente di tutti, esistono, infatti, alcuni soggetti, chiamati da lui freddi, che sono immuni al suo potere. Uno di questi freddi è proprio Mine, della quale si innamora inevitabilmente.
La vita di Akiba e Mine viene però stravolta da alcuni efferati delitti e dalla notizia che il clone di Shuro, Isak (da Isacco, il figlio che Abramo avrebbe sacrificato), un bambino creato dagli scienziati con l'unico scopo di studiarlo, è scappato dal laboratorio.
Isak è stato creato incapace di provare sentimenti e, dopo aver ucciso Tomo, ne prende il posto all'interno della sua famiglia.
Così come Shuro non può leggere e manipolare la mente di Mine, così Isak non può farlo con Yuri, una coetanea di Tomo.
Mine e Shuro si mettono sulle tracce di Isak, spingendo il ragazzino a compiere sempre più frequentemente delitti, uccidendo persone vicine a Mine, con lo scopo di dissuaderli dal cercarlo.
Dopo aver scoperto che, nonostante il gene ES, il corpo del ragazzino non è immune a germi e batteri e che per tale motivo la morte è imminente, Isak decide che ogni Giapponese morirà con lui.
Shuro è l'unico che può fermarlo...

Questo è stato uno dei manga che ho letto due volte a distanza di breve tempo, un po' per la complessità dell'argomento trattato, un po' perchè, talmente presa dalla storia, durante la prima lettura, non facevo troppo caso ai meravigliosi disegni della Soryo, che è uno dei motivi per cui adoro leggere i manga.

Sono particolarmente legata a questo manga, nonostante adesso il ricordo sia abbastanza doloroso. All'epoca, certa che le sarebbe piaciuto, lo prestai a quella che era la mia migliore amica, una persona che mai avrei pensato di non avere più nella mia vita, non dopo sette anni di simbiosi, non dopo aver riso e pianto insieme. In effetti avevo ragione, a G. questa storia piacque tantissimo.

Dopo aver amato ES, non ho potuto fare a meno di leggere altri lavori della Soryo: Doll, Tamara, Sole maledetto.


Doll è una storia autoconclusiva, in un unico volumetto, edita sempre Star Comics.
Trama (da www.animeclick.it): La bravissima coreografa Ira Graham sta mettendo in piedi un nuovo spettacolo dal titolo "Doll" (Bambola) nella spettacolare Broadway, avvalendosi dell'aiuto dei bravi ballerini Aleksei Romanov e Ginger Bennet. A causa dei litigi tra i due,però,la collaborazione salta e la giovane ballerina decide di lasciare la compagnia. Indaffarati per la ricerca di una degna sostituta, il protagonista incontra la timida Mariel Blair, una ragazza con la passione per la danza e un talento innato. Tra un passo e un altro inizia questa storia densa di romanticismo e forza di volontà, dove la passione per il ballo fa da collante a un grande amore.

Anche in questo caso si tratta di un unico volume, sempre Star Comics.
 Trama (da www.animeclick.it): Protagoniste del manga sono l’apatica e fredda modella Tamara Asabuki e la sua emotiva e vivace manager Tome Tennoji. Il colore di questo nuovissimo fumetto non è comunque il rosa, quanto piuttosto il giallo, dal momento che le due ragazze rimangono intrappolate in veri e propri thriller al limite del paranormale, tra i delitti e i segreti che sconvolgono il mondo delle passerelle.

 Questo volumetto racchiude quattro racconti autoconclusivi: "Sole Maledetto", "A Strange Gene", "Uomini a Scadenza" e "Il Pesce Arcobaleno".

E dopo avervi tediati molto a lungo, vi lascio.

Alla prossima,

sabato 21 aprile 2012

Come è nata una passione#4: Masakazu Katsura. Video Girl Ai & I's.

Buongiorno a tutti,
non sapete che piacere mi fa leggere i vostri commenti su questa serie di post, scoprendo che molti manga e molti anime sono più conosciuti di quanto pensassi.
Per le puntate precedenti, Come è nata una passione, Il grande sogno di Maya e La leggenda di Hikari, trovate tutti i link nella barra delle pagine sotto l'header del blog, alla voce Come è nata una passione: i manga.

Colui di cui vorrei parlarvi oggi è, a mio parere, tra i più meritevoli artisti nel panorama dei manga giapponesi: Masakazu Katsura, autore prolifico di numerosissime opere, tra cui Video Girl Ai e I's, probabilmente le più conosciute in Italia e, sicuramente quelle a cui sono più legata.

Katsura nasce a Fukui, capoluogo della prefettura omonima, nel 1962 e comincia a dilettarsi nel disegno molto giovane, arrivando secondo al prestigioso concorso Tezuka, che gli varrà la pubblicazione dell'opera Tenkousei wa Hensousei sul settimanale Shonen Jump. Ebbene sì, diversamente dalla maggior parte di autori ed autrici che amo, Katsura non fa parte del mondo degli Shojo Manga bensì degli Shonen.

Vi riporto due brevi definizioni da Wikipedia per capire a cosa mi stia riferendo:

Gli shōnen (少年,traduzione letterale: ragazzo) sono una categoria di manga ed anime indirizzati ad un pubblico maschile, generalmente dall'età scolare alla maggiore età.

Con il termine giapponese shōjo (少女 letteralmente, ragazza) ci si riferisce ad anime e manga destinati ad un pubblico femminile che va dagli ultimi anni dell'infanzia (dieci anni) sino alla fine dell'adolescenza (intorno alla maggiore età).

Tralasciando le fasce di età (io di anni ne ho ben 30 -_-" e non credo di essere un'eccezione per quanto riguarda gli appassionati di "fumetti"), in maniera elementare la differenza tra Shojo e Shonen è che il primo genere è prettamente femminile ed il secondo maschile.

Tuttavia questa definizione è abbastanza superficiale, a mio parere, considerando che ci sono molti shojo apprezzati dai ragazzi e viceversa.

Un esempio sono proprio le opere di Katsura, che attirano di certo un pubblico maschile, per il modo in cui il tratto si sofferma sulla figura femminile, sulle sue forme, per i suoi protagonisti maschili in piena crisi ormonale, ma che conquista il pubblico femminile per la delicatezza degli argomenti trattati, per il modo in cui esalta la bellezza delle sue protagoniste e per le sensazioni forti che le sue storie riescono a suscitare.

Fino al 1989, Katsura pubblica numerose storie brevi, ma è proprio in quell'anno che inizia la pubblicazione di quello che è definito il suo lavoro più famoso e riuscito, riconosciuto in tutto il mondo come un capolavoro.

Ho riportato questa frase così come l'ho letta su Wikipedia, che consulto soprattutto per le note biografiche degli autori, perchè sono perfettamente d'accordo con questa definizione. Potete cliccare sopra la frase per aprire separatamente la pagina e leggere qualcosa in più di questo autore.

La prima volta che ho visto un volumetto di Video Girl Ai, avevo più o meno 16 anni e lo avevo trafugato dal cassetto di mio fratello, al quale lo aveva prestato un amico. Non era il primo numero della serie ma ricordo che le emozioni che avevo provato erano state talmente forti da volere a tutti i costi conoscere l'intera storia. Talmente presa da quello stralcio, portai il volumetto a scuola per condividerlo con la mia amica Alessandra ed anche lei ne rimase affascinata.
Ma fu solo nel 2002 che potei stringere, finalmente, tra le mani, l'intera collana, tutti i meravigliosi volumi che la componevano. Credo che sia stato uno dei più bei regali di Natale che il mio fidanzato, che chiunque, mi abbia mai fatto. Passai la notte successiva a leggere, tra i sorrisi, tra le lacrime e le imprecazioni e, la mattina successiva, il pallido sole di Dicembre mi trovò assonnata ma felice, soddisfatta.

« Io … voglio disegnare cose che lascino nel cuore di chi legge un sentimento di felicità. Sarei immensamente contento sapendo che qualcuno che non conosco si sente felice per merito dei miei libri … mi piacerebbe »

E' Yota a pronunciare questa frase ma credo che sia lo stesso Katsura a parlare attraverso il suo protagonista ed io credo che sia perfettamente riuscito nel suo intento.


Trama (da Wikipedia):

Yota Moteuchi è uno studente liceale di 16 anni che a causa di una enorme timidezza e di una gran dose di sfortuna, ha difficoltà a rapportarsi con l'altro sesso, venendo così soprannominato da tutti "Motenai Yoda", ossia "senza donne" (un gioco di parole ottenuto leggendo diversamente gli ideogrammi del suo nome). Il nostro impacciato protagonista è follemente innamorato della sua bella compagna di classe Moemi Hayakawa, ma non riesce mai a cogliere il momento opportuno per confidarle il suo amore. Dopo essere riuscito a diventare suo amico, Yota decide di confidare i suoi sentimenti alla ragazza, ma prima di riuscirvi, scopre che Moemi in realtà prova una grande attrazione per Takashi Niimai, il suo migliore amico. Allora Yota, dimostrando un incredibile altruismo, decide di non dichiararsi e, addirittura, di aiutare Moemi a conquistare Takashi. Quest'ultimo però è a conoscenza dei sentimenti che prova Yota per Moemi e per questo sceglie di respingere la ragazza, pensando di fare così un favore al suo amico.
Rincasando a casa, Yota si imbatte in uno strano video noleggio, il Gokuraku Club (letteralmente il "Club Paradiso"). Incuriosito vi entra e qui viene subito colpito da un video dal titolo "Io ti consolerò - Ai Amano". Convinto che la cassetta sia in realtà un video hard, il giovane decide di portarselo a casa. Ma una grande sorpresa lo aspetta! Infatti, mentre cerca di riprodurre la cassetta con il suo videoregistratore, che è danneggiato perché Yota quella stessa mattina lo aveva fatto cadere per terra, il giovane viene investito da un enorme bagliore e scopre con sommo stupore che Ai è comparsa in carne ed ossa al suo fianco. Aver riprodotto la cassetta nel videoregistratore rotto, tuttavia, ha causato qualche "piccolo" inconveniente: il carattere e le "curve" di Ai risultano cambiati, e non si rivelerà affatto tenera e servizievole come previsto, ma un vero e proprio tornado.
Nascono così numerosi intrecci romantici e cocenti delusioni: Ai, cerca in ogni modo di far diventare Yota una persona sicura di sé, sperando così che Moemi possa innamorarsi di lui. Allo stesso tempo però, la bella Ai si innamora della semplicità e della gentilezza del ragazzo, vivendo così dei sentimenti mai provati in precedenza. Ai però, decide di non dichiararsi, perché sa che la sua permanenza nel mondo "reale" è legata alla durata del nastro della videocassetta (tre mesi). A complicare la vicenda, interverrà il proprietario del Gokuraku (nonché creatore delle Video Girl), infastidito dal "malfunzionamento" di Ai, e deciso a ritirare il suo nastro dalla circolazione.

Yota è un adolescente come tanti, carino ma non il più bello della scuola, timido e impacciato tanto da essere perfetto come amico ma assolutamente inadatto come ragazzo. Ma Yota è anche quel tipo di persona che si scopre piena di una grandissima forza di volontà, di coraggio, di altruismo. E' un ragazzo in grado di amare con tutto se stesso e di sacrificarsi per la persona che ama, un ragazzo dal cuore puro, espressione che comparirà spesso durante la lettura.

Ai dovrebbe essere una ragazza dolce ed arrendevole, in grado di prendersi cura delle ferite dei ragazzi che hanno avuto una delusione amorosa, grazie anche al suo corpo prosperoso ed invitante.
Ai, in realtà, si rivela un perfetto ragazzaccio dal fisico asciutto ed il petto sgonfiato a causa della riproduzione della videocassetta nel registratore danneggiato. Il suo linguaggio è colorito e le sue maniere sono tutt'altro che aggraziate. E' manesca, impulsiva e spesso mette il povero Yota in situazioni talmente imbarazzanti da essere esilaranti per il lettore. Ai, però, è una creatura in grado di amare, è questo il difetto più grande che la riproduzione le ha causato, e, mentre aiuta il ragazzo a conquistare la bellissima e dolce Moemi, comincia a sentire una sorta di batticuore che non riesce a spiegare. Non si riesce a spiegare, Ai, perchè il solo pensiero di Moemi e Yota insieme le fa provare una tale rabbia e perchè si ritrova a farsi carina per lui, che non ha occhi che per lei, l'altra.

Probabilmente qualcuno penserà: il solito triangolo! Beh, vi assicuro che non è così. Inoltre dobbiamo considerare che si tratta di un manga di 23 anni fa e che la storia è stata un successo anche per la sua originalità.
Da non sottovalutare la componente grafica. Ogni vignetta è realizzata con cura, dai personaggi agli sfondi. Katsura cura ogni dettaglio quasi come un miniaturista, se posso utilizzare questa definizione, ed ha la grandissima capacità di far focalizzare lo sguardo esattamente dove lui vuole che si posi.

Se siete incuriositi da questo manga vi consiglio anche la verisone anime chi si trova facilmente in OAV e in versione torrent


Conclude questa storia, con gli ultimi 2 volumi, Video Girl Len:

L'inizio della storia è ambientato 9 anni dopoVideo Girl Ai, Il ragazzo protagonista si chiama Hiromu Taguchi e frequenta un corso di disegno. Nella classe, che ha per insegnante Yota Moteuchi, protagonista di Video Girl Ai, incontra una ragazza chiamata Ayumi Shirakawa e immediatamente si innamora di lei. Viene però a conoscenza di alcune voci sul conto di Ayumi, voci che la disegnano come una ragazza facile, e per smentirle Hiromu le chiede un appuntamento. Alla fine di questo appuntamento i due si trovano da soli nella classe dove di solito si tiene il corso di disegno, e Hiromu accenna un discorso a proposito delle voci che girano su Ayumi. La ragazza si convince che lui sia uscito con lei solo perché spera che le voci sul suo conto siano vere, quindi, delusa, si comincia a togliere le mutandine, ma lui se ne va sdegnato, confermando le voci. Hiromu, sconvolto, scappa e viene trovato dal suo migliore amico Toshiki. Insieme scoprono un nuovo videonoleggio, chiamato Neo Gokuraku, ci entrano e subito credono che si tratti di un negozio di video hard. Toshiki riesce a noleggiare una cassetta anche se il vecchietto proprietario del club cerca di proibirglielo. Appena sono a casa Toshiki inserisce la videocassetta nel registratore, e accade l'incredibile: una ragazza, dallo schermo, comincia a discutere animatamente con Toshiki, e ad un certo punto salta addirittura fuori dallo schermo. Dice di chiamarsi Len Momono, e decide di aiutare Hiromu a smentire le voci su Ayumi, ed a conquistarla


Stregata da questo autore non ho potuto fare a meno di cominciare, seguire e terminare un altro suo famosissimo manga: I's, composto da 15 volumi e pubblicato in Giappone nel 1997.


Trama (da wikipedia): La storia narra le disavventure di Seto Ichitaka, uno studente di sedici anni follemente innamorato della sua compagna di classe Iori Yoshizuki, a cui non riesce a fare una dichiarazione a causa di una delusione amorosa avuta in passato. A complicare le cose ci pensa il ritorno dall'America di un'amica d'infanzia di Ichitaka, Itsuki Akiba, che sembra provare ancora qualcosa per lui.

Anche per questo manga c'è stata la trasposizione in anime, facilmente reperibile con i titoli Un'altra storia estiva e I's Pure.



 Ci sarebbe da scrivere tantissimo su questo autore ma mi fermo qui, nella speranza di non avervi annoiato troppo.

Alla prossima,


 

martedì 17 aprile 2012

Come è nata una passione#3: La leggenda di Hikari di Izumi Aso

Dopo avervi parlato della prima serie che ho acquistato in fumetteria, Il grande sogno di Maya (QUI), continuo a parlarvi di questa passione e degli altri manga che ho amato senza un particolare ordine.


Stavolta, infatti, ho deciso di parlare de La leggenda di Hikari, dedicando questo post ad una persona speciale, che, proprio qualche giorno fa, mi ha chiesto se mi piacesse l'anime che è stato tratto dalla serie.

Quindi, zia mia, mettiti comoda...




Era la fine degli anni '80, precisamente il 1988, quando in Italia è stato trasmesso per la prima volta il cartone animato Hilary. Io avevo 6 anni e passavo quei minuti ipnotizzata dai movimenti del nastro, che, nella ginnastica ritmica, è il mio attrezzo preferito.
Nonostante l'anime approfondisca anche altri argomenti, come i primi batticuori, l'amicizia, la competitività, l'altruismo, la gelosia, io ero quasi ed esclusivamente interessata alla gara, alle esibizioni, alle musiche, cose che, ancora oggi, mi fanno trattenere il fiato quando guardo una gara vera.

Nonostante il successo dell'anime in paesi come l'Italia e la Germania, in Giappone non ha avuto lo stesso successo e furono mandate in onda solo 19 puntate delle 26 previste.

Il manga invece ha avuto un discreto apprezzamento tanto che la Star Comics lo ha pubblicato nel nostro paese dal 2003 al 2004.


Ovviamente, quando sono entrata in fumetteria ed ho visto il primo numero, non ho potuto non prenderlo e continuare a seguirlo fino alla fine.
Nel manga ho ritrovato tutte, se non di più, le caratteristiche che avevo amato nell'anime. Izumi Aso ha la grandissima dote di rendere "visibili" i movimenti, così la palla sembra rimbalzare davvero ed il nastro crea quelle meravigliose spirali ed onde, il cerchio vacilla e le clavette ruotano vorticosamente facendo percepire la stessa ansia che prova Hikari mentre le guarda, sperando che non cadano rovinosamente per terra.

Per chi non la conoscesse e per chi volesse sapere come va davvero a finire questa storia, lasciata incompleta dall'anime, vi riporto la trama, presa da Wikipedia, che contiene, ovviamente, moltissimi spoiler:

Il manga tratta la storia di Hikari Kamijo (Hilary Kamigi nel doppiaggio italiano), una ragazza di 15 anni che frequenta la scuola superiore e che ha un'enorme passione per la ginnastica ritmica, nata quando vide il suo idolo, Diliana Gueorguiva, vincere un concorso di ginnastica ritmica ad un'età giovanissima.
Quando incontra per la prima volta la Gueorguvia, questa si offre di addestrare Hikari in Bulgaria. Hikari accetta la sfida, preferendo però restare a vivere nel suo paese, e rapidamente comincia l'addestramento.
All'inizio, gli sforzi di Hikari (che in giapponese significa "Luce") non sembreranno portare a buoni risultati, ma tutto cambia quando Hikari conosce Takaaki Ooishi (Willy), un suo compagno di scuola che la aiuta a migliorare le sue abilità ginniche. Ooishi è il ragazzo più popolare a scuola ed il più promettente atleta del Giappone. Con l'aiuto ed il supporto di Takaaki Ooishi, il talento di Hikari nella ginnastica ritmica emerge in uno dei tornei locali fra scuole superiori. La bravura che Hikari mostra in questo torneo la rende popolare come migliore ginnasta della sua scuola in competizione con un'altra ginnasta, Hazuki Shina, con la quale stringe una forte amicizia, piena però della rivalità che la sfida tra le due ragazze comporta.
Hazuki (Debbie) è vista come l'atleta con più potenziale per le Olimpiadi, benché Hikari migliori giorno dopo giorno nelle sue prestazioni. Hikari ha conoscenza quasi naturale dello sport e grazie alla sua capacità di osservazione (viene soprannominata "occhio di falco" nella serie TV italiana) può imparare delle tecniche migliori di Hazuki e con il tempo può sorpassarla. Tuttavia, c'è qualcosa su cui Hikari deve lavorare: aggiungere eleganza alle sue prestazioni. Raggiungerà questo obiettivo anche grazie all'aiuto di Mao Natsukawa.
Natsukawa (Federico) nell'anime è un amico di infanzia di Hikari mentre nel manga frequenta semplicemente lo stesso istituto, e conosce Hikari vedendo una sua gara in tv. Cantante solista di band musicale chiamata "Mister D", Mao sogna di diventare un rinomato idolo mondiale del rock'n'roll. Nel manga invece, Mao è figlio di un famoso musicista classico, ma sfonda ugualmente come rocker. Nel frattempo aiuta Hikari a realizzare il suo sogno, scrivendo la musica che Hikari usa durante le sue gare e accompagnandola spesso dal vivo.
Nel corso degli anni, Mao capisce di amare Hikari molto profondamente, anche se è molto difficile per lui esprimerle i suoi sentimenti. Anche se hanno un rapporto molto stretto, Hikari è innamorata di Ooishi e questo causa dei momenti difficili nell'amicizia tra lei e Mao, che è a conoscenza del suo affetto per Ooishi, ma le resta comunque vicino contribuendo con la sua musica alla crescita di Hikari come atleta.
Questo triangolo amoroso presto si trasformerà in un quadrato quando Hikari scopre che Hazuki è innamorata di Ooishi. Ora sono non soltanto amiche, ma anche rivali nello sport e in amore. Hazuki ha però un grave problema: soffre infatti di anemia aplastica, grave malattia che spesso la tiene lontana dalle gare. Hikari nel frattempo comincia a perfezionare le sue abilità e presto inizia a competere a livello nazionale ed internazionale, dove viene a scontrarsi con nuove rivali, come la giovane bulgara Maria Lenova.
La serie tv finisce qui: tutti i protagonisti lottano per raggiungere il loro sogno, con impegno, coraggio e ottimismo.
Nel manga invece, dopo numerose competizioni internazionali, nuove rivali e soprattutto la vittoria di Hikari al campionato del mondo, è giunto finalmente il traguardo più sognato: Hikari, Mao, Hazuki, Ooishi ed il resto degli atleti che competono nelle Olimpiadi viaggiano verso Seoul. Là Hikari scopre che Ooishi e Hazuki sono fidanzati e che desiderano sposarsi. Mao continua a nascondere con molta sofferenza il suo amore per Hikari.
Disperata dalla scoperta, Hikari non si presenta alla cerimonia di apertura dei giochi e si rifugia nell'hotel di Mao, dove i due vengono scoperti il mattino dopo, dando adito a molti pettegolezzi. In realtà subito dopo Mao inizia a trattare duramente Hikari, consapevole di essere solo un ripiego per lei, e anche per spronarla a tirare fuori la grinta necessaria per affrontare le gare olimpiche.
Trattata duramente da Mao, Hikari comincia ad accorgersi di quanto sia importante per lei Mao e quanto le sia mancato durante i mesi che hanno passato lontani, mentre lui era in tournée col suo gruppo, rendendosi così conto di quanto gli sia legata. Durante le gare, la loro fusione è perfetta: la musica di lui e i movimenti di lei respirano insieme. Ooishi, che è in realtà da sempre innamorato anche di Hikari e che ha accettato di fidanzarsi con Hazuki mosso a compassione dalla malattia della ragazza, non può che ammettere che Mao e Hikari sono, nella vita come in gara, due anime gemelle nate per completarsi a vicenda. Insieme Hikari e Mao indicheranno al mondo che, con il loro reciproco e finalmente compreso amore, possono essere campioni nella vita.
Alla conclusione del manga, Hikari sta gareggiando alle Olimpiadi di Seoul. Mentre suona il violino durante la penultima prova, Mao si ferisce gravemente agli occhi, ma rifiuta di recarsi in ospedale per non lasciare sola Hikari all'ultima prova, e affermando che per lui la cosa più importante è Hikari. Lei, che nel frattempo è in testa alla classifica a pari merito con altre due atlete, gli chiede allora di accompagnarla durante l'ultimo esercizio scegliendo lo strumento che più gli è congegnale. Mentre sta volteggiando, Mao comincia a cantare un'aria d'amore italiana, "Un dì all'azzurro spazio", tratta dall'opera Andrea Chénier di Umberto Giordano, anche se è contro le regole usare la musica vocale durante i concorsi. I giudici probabilmente la squalificheranno dalla competizione, ma malgrado questo Hikari e Mao, finita la loro performance, sono applauditi dalla folla e dai loro amici, Ooishi e Shina. Ormai consapevoli di aver trovato l'amore e di essersi esibiti con onore, Mao e Hikari lasciano insieme la palestra.
Mentre stanno andando via Ooishi e Shiina li raggiungono, chiamandoli a gran voce. Sia Mao che Hikari si girano. Il manga si conclude con Hikari che sorride, lasciando aperta ogni possibilità di vittoria per la ragazza. Ma Hikari ora è soprattutto una donna innamorata e sicura di ciò che è.
In una conclusione presente nelle pagine finali dell'ultimo volume, l'autrice Izumi Aso, pur senza svelare altri particolari importanti, immagina il futuro dei 4 protagonisti: Hazuki Shina sarà un'insegnante di ritmica, Ooishi un poliziotto o comunque un funzionario statale, Mao una rockstar e Hikari, esuberante e allegra come sempre, una commentatrice sportiva.


Rileggere la trama mi ha fatto venire una grandissima voglia di riprendere in mano il manga e di rivedere le puntate dell'anime.

Mi ha fatto ricordare di come riuscii, mettendo da parte anche 50 lire alla volta, ad acquistare questo:


Pomeriggi e pomeriggi passati a cercare di riprodurre le stesse figure che vedevo in tv, sognando di diventare una ginnasta, io, che non avevo né il fissico né la minima possibilità di farlo. Ma essere bambini significa anche poter sognare ed io, modestamente, lo facevo alla grande!

Vi lascio con alcune esibizioni di due grandi campionesse:

Evgenia Kanaeva:




E poi la GRANDE Anna Bessonova:

Nastro, sulle note di O Fortuna. Il delirio dell'auditorium!!! Fantastica.)


Clavette sulla colonna sonora de Il Gladiatore (assolutamente incredibile!!!)


Cerchio alle olimpiadi di Pechino


Fune, Torino 2008


Palla, Euskalgym 2009


Ok...meglio se la finisco.


Alla prossima,



venerdì 13 aprile 2012

Come è nata una passione#2: Suzue Miuchi e La Maschera di Vetro


Probabilmente "La Maschera di Vetro" non vi dirà niente, ma se dicessi "Il Grande Sogno di Maya"?

Sono certa che la maggior parte di voi sta già canticchiando la sigla di questo splendido cartone animato, ricordando il tempo in cui, piccoline, sognavamo le rose scarlatte e magari di fare le attrici.


Chi di voi, ancora oggi, si sta chiedendo chi, tra Maya e Ayumi, verrà scelta dalla signora Tsukikage per interpretare l'ambitissimo ruolo della Dea Scarlatta?

Beh, sappiate che anche io me lo sto ancora chiedendo...

Erano i primi di Novembre del 2001 quando strinsi tra le mani il primo volumetto di questo manga ed allora non avrei mai immaginato che dopo ben 11 anni la storia non sarebbe ancora arrivata ad una conclusione.
Poco male, in effetti, se pensate che in Giappone la pubblicazione de "La Maschera di Vetro" è cominciata nel lontanissimo 1976. Sì, avete letto benissimo! Sono 36 anni che i lettori giapponesi attendono la fine.

Suzue Miuchi è una mangaka giapponese nata nel 1951. Debutta, ancora liceale, nel 1967, con una storia breve pubblicata sulla rivista Bessatsu Margaret,  che accoglie shojo (storie per ragazze) di artisti emergenti e che, ancora oggi, è una delle più lette in Giappone dalle ragazze intorno ai 15 anni d'età.
Nove anni dopo, comincia a dedicarsi alla sua opera più importante, pubblicata sulla rivista Hana to yume, Glass no kamen, La maschera di vetro, nota in Italia come Il grande sogno di Maya, pubblicata dalla Star Comics.
Il titolo originale si riferisce alla alla maschera che gli attori indossano quando esprimono delle emozioni che non sono realmente loro ed al fatto che tale maschera è fragile come il vetro: se gli attori si distraggono la maschera può rompersi mostrando al pubblico i loro veri sentimenti.

Maya è una ragazzina di umili origini, che vive la sua semplice vita tra la scuola ed il ristorante di ramen in cui lavora, facendo consegne a domicilio. E' sbadata, pasticciona, dall'aspetto ordinario ed il fisico minuto, senza alcun particolare talento. Ciò che le riesce meglio è impegnarsi affinché sua madre, di salute cagionevole, stia bene e lavori il meno possibile.

Per questi motivi, il fatto che Chigusa Tsukikage abbia notato proprio lei, prendendola sotto la sua ala protettiva, sconvolge non poco il mondo del teatro.
Chigusa Tsukikage è l'ultima attrice che ha portato in scena il misterioso ed eblematico personaggio della Dea Scarlatta, della cui commedia detiene i diritti, dopo la morte dell'autore.
La signora Tsukikage, malata di cuore e spesso scossa da forti attacchi, vede in Maya una passione ed un talento talmente grandi da scorgere nella ragazza una possibile interprete nonché erede della sua fama e della sua esperienza, che comincia ad insegnarle con metodi spesso poco ortodossi.

Nonostante le fatiche, le delusioni, le sofferenze e gli sforzi, Maya si fa strada nel mondo del teatro, scontrandosi spesso con i suoi aspetti oscuri, con le macchinazioni delle case di produzione, i complotti dei registi, le invidie degli attori, affrontando tutto con umiltà e coraggio, confortata dal pensiero del suo più grande ammiratore, un uomo che le fa recapitare al termine di ogni spettacolo un meraviglioso mazzo di Rose Scarlatte, che sono per Maya uno sprone per andare avanti nonostante tutto.

Ma chi si cela dietro questi fiori?

E perchè troppo spesso la strada di Maya incrocia quella di Masumi Ayami, l'odioso giovane presidente della Daito Art Production?

Inoltre Maya non è l'unica che ambisce ad interpretare il ruolo dello spirito dell'albero di susino e dovrà spesso confrontarsi con Ayumi Himekawa, una splendida, ricca e promettente attrice che ha respirato l'aria del palcoscenico sin da quando era in fasce, figlia di un regista e della grande attrice Otaku Himekawa.

Leggere questo manga è un viaggio meraviglioso in un mondo, quello del teatro giapponese, affascinante ed emozionante. La forza e la caparbietà di Maya spesso faranno venire i brividi a chi legge, strappando sorrisi e lacrime.
Ho sofferto, quando il corpo della ragazza viene steccatto e quasi immobilizzato, affinché lei possa comprendere cosa vuol dire essere una bambola. Mi sono sentita spossata e stanca, quando, febbricitante, interpreta la morte di Beth March in Piccole Donne
Ho provato un intenso batticuore leggendo dell'amore semplice e candido di Maya per il suo coetaneo Yu Sakurakoji e non ho compreso per molto tempo l'ossessione ed il comportamento del signor Masumi.
Ho odiato Ayumi, così perfetta ed altezzosa, per poi comprenderla nelle sue incertezze e debolezze.
Ho detestato profondamente la signora Tsukikage, per il modo in cui tratta Maya, per i suoi modi violenti, per la sua indecisione, eppure non si può fare a meno di ammirare questa donna talentuosa che ha dato la vita per la recitazione e per il suo unico amore.

Mi rendo conto che "recuperare" questo manga è praticamente impossibile, ma volevo condividere con voi un po' della bellezza di questa storia, sperando di non avervi annoiati troppo.

Attualmente l'opera si compone di 47 volumi, l'ultimo uscito nelle fumetterie italiane a Dicembre 2011. Non si conosce ancora quando potremo leggere il volumetto successivo.

La stesura delle tavole da parte della Miuchi ha subito non poche e non brevi pause e la stessa autrice ha dichiarato più volte di non sapere come far terminare la sua meravigliosa storia e che solo il pensiero di portarla a termine le crea un forte dolore.

Insomma, qui c'è il rischio di andare avanti all'infinito, sperando che Suzue Miuchi diventi una sorta di Highlander e noi con lei!

Della stessa autrice, la Star Comics ha pubblicato anche una raccolta di storie con il titolo Best Works, che racchiude tutto ciò che l'autrice ha pubblicato prima e durante La maschera di vetro.

Per chi non sapesse da cosa è nato tutto, invito a leggere QUESTO post.

Alla prossima,









Tutte le immagini presenti in questo post, tranne quella che raffigura la mia collezione, sono state prese dal web tramite Google Immagini.






lunedì 9 aprile 2012

Come è nata una passione#1: i manga!

Buongiorno a tutti e buona Pasquetta!
Spero davvero che per voi lo sia, considerando che qui, nel sud della Puglia, ci sono tuoni, fulmini e saette, un vento che ha sradicato le mattonelle del marciapiede con segnali annessi ed una pioggia allucinante.
Accantonata l'idea di uscire, ho vagliato varie opzioni: oziare, guardare un film, scrivere o disegnare.
Poi, mi è venuta la brillante idea di aprire le ante dello scomparto superiore del mio armadio e questo è lo spettacolo che mi si è presentato:


Come potete vedere, oltre ad essere amante e collezionista di prodotti di makeup, un'altra mia grandissima passione sono i manga.

Ad un certo punto della mattinata, dall'alto della sedia, mi sono guardata intorno e la situazione mi è sembrata irrecuperabile:



Per fortuna, in poco meno di tre ore, sono riuscita a sistemare tutto, non senza soffermarmi a sfogliare quei volumetti così carichi di meravigliosi disegni e di ricordi.


Guardando il mio piccolo tesoro, mi è venuta voglia di raccontarvi come è nata questa passione e di parlarvi delle serie che ho seguito e collezionato nel tempo. Una sorta di rubrica, insomma, in cui farò brevi presentazioni e recensioni dei manga che possiedo.

Da piccola ero una bimba innamorata dei cartoni animati, avevo i miei preferiti, certo, ma ce n'erano alcuni che erano una vera e propria fissa: Lovely Sarah, Hilary, Creamy e molti altri.

Finché è arrivato Sailor Moon, una serie anime prodotta dalla Toei Animation, divisa in 5 stagioni della durata annuale e che, in Giappone, è stata trasmessa dal 1992 al 1997 ed in Italia dal 1995, per un numero complessivo di 200 episodi. 200 episodi che io ho visto, rivisto, di cui mi sono innamorata, con cui ho riso, ho pianto, ho avuto il batticuore.

Sailor Moon, per me, non è stato un semplice cartone animato ma è stato molto di più. Sono cresciuta con questo anime, immedesimandomi con la mia guerriera preferita, Sailor Mercury, la dolce e studiosa Amy, organizzando la mia semplice vita da studentessa delle medie (e poi del liceo) attorno alla programmazione, arrivando anche ad abbandonare la tavola per fiondarmi in soggiorno alle 20:00 ed attendere trepidante l'inizio di Game Boat.
Chiedere alla mia amica Alessandra, "conosciuta" proprio GRAZIE  a questo "cartone" di suonarmi la melodia del carillon, di farmi vedere le ultime puntate delle serie, che lei registrava, con le quali piangevamo come due bambine.
Con Sailor Moon ho cominciato a tracciare le prime incerte linee, per poi diventare abbastanza abile nel riprodurre le protagoniste della storia.

Questi sono solo alcuni dei miei disegni:







Sono passati tanti ma tanti anni da quando mi mettevo davanti ad un foglio cercando di riprodurre immagini o creando dal nulla disegni che poi coloravo minuziosamente e riponevo nel mio raccoglitore... Di Sailor Moon ovviamente!

La domenica era diventata una tradizione: correre in edicola per vedere quali "novità" ci fossero, per comprare pacchetti su pacchetti di figurine e passare l'ora successiva a scartare, scambiare ed incollare.

Purtroppo, abitando in un piccolo paese, mi dovevo accontentare di quello che l'unica edicola offriva.
Ho cominciato a comprare i primi JM, i Japan Magazine, e, quando mi andava bene, il Kappa Magazine. Ed ovviamente qualsiasi cosa riguardasse Sailor Moon.





La "svolta" c'è stata con il trasferimento a Bari, per studio, e l'ingresso in quella che sarebbe diventata la mia fumetteria di fiducia.
Primo manga acquistato, nel Novembre del 2001, La maschera di vetro:


Alla prossima puntata con questo MERAVIGLIOSO manga,