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sabato 4 gennaio 2014

#timetocelebrate. La mia partecipazione al contest di De Ornatu Mulierum

So che il Natale è ormai passato, ma ci tenevo lo stesso a partecipare al contest di Hermosa, il #timetocelebrate.

Quindi, visto che il dono della sintesi non mi è stato dato, mettetevi comodi e buona lettura!

Per anni, all'euforia del Natale si è aggiunta l'euforia della partenza. Appena chiudevano le scuole, il tempo di organizzare un paio di valigie e chiudere casa e ci ritrovavamo stipati in cinque in macchina ad affrontare 400 km di chiacchiere, litigi (provate voi a sedere per quattro ore in mezzo a due fratelli maggiori), musica, soste al'autogrill - le mie preferite - da cui uscivo regolarmente con una busta di orsetti Haribo e la paternale su come ci dovevamo comportare, cosa potevamo fare e cosa non dovevamo fare a casa della nonna.
La meta era un paesino campano di qualche centinaio di anime, in cui mi sono sentita sempre straordinariamente a casa. La caserma dei Carabinieri all'ingresso, la salita fino alla piazza, i bar (ce n'erano e ce ne sono ancora, credo, solo due, quello di Modesto e quello di Felice, ma non mi ricordo mai quale sia dell'uno e quale dell'altro), la bottega di zia Edwige, la piazzetta del Municipio, con la fontana, che era la piscina per le Barbie e finalmente casa di nonna Michelina, la mamma di papà.
Ovviamente ero io la prima a scendere dalla macchina, ad infilarmi in quella strettoia e correre "abbascio a du Rosina", spalancare il portone e abbracciarla. Il grande camino con il fuoco scoppiettante, la "cucina economica", a legna, con sopra pentole e pentoloni che emanavano calore, vapore e sapore.

Un altro mondo rispetto al paese in cui vivo, in cui si percepisce il Natale solo nelle case.
Lì era ovunque, nell'odore dell'aria fredda o della neve, nelle luci per strada, negli abeti imponenti della piazza, nei gesti di ogni giorno, nei cibi, nei dolci al profumo di Strega e chiodi di garofano, nel presepe con lo sfondo arabeggiante di zia Marianna ed in quello movente "con l'acqua vera!" di zia Angelina.
Stare lì era una full immersion nello spirito natalizio, a prova di Grinch!
Certo, sembra tutto delizioso, suggestivo e romantico, e lo era, sicuramente, ma non mancavano di certo gli aspetti meno piacevoli della faccenda.
Il freddo... Parliamone! Quel freddo era talmente freddo che avresti preferito morire pur di non andare al bagno, scansare i pinguini e abbassarti le calze pesanti per fare pipì. E avresti preferito beccarti una chissà quale malattia pur di non mettere le mani sotto l'acqua gelida, che sembrava trafiggerti come lame affilate. La sera si faceva a gara a chi arrivava prima davanti al camino, ma puntualmente il posto era occupato dalla nonna, ovviamente, e dal primogenito. E allora non solo dovevi patire il freddo ma dovevi anche sorbirti tutte le telenovelas sudamericane possibili e immaginabili. Veronica Castro, ogni tanto, si affaccia ancora nei miei incubi.
Ma questo era nulla in confronto al momento in cui bisognava lasciare la cucina e andare a letto. Infilarsi tra le coperte era come giacere tra due lastre dure di ghiaccio e non ho mai capito se mi addormentassi o perdessi i sensi per il freddo. In compenso, al mattino, la scena era più o meno questa:


Come ho accennato prima, non era Natale senza il cibo e i dolci (sì, li menziono separatamente, perché ci sarebbero voluti ogni volta due stomaci per contenerli e digerirli).
Era un continuo cucinare... Si cucinava per il digiuno della vigilia (!), per il cenone della vigilia, per il pranzo di Natale, per il pranzo di Santo Stefano, pensando poi a cosa cucinare per il cenone di Capodanno e per il pranzo. Parola d'ordine: friggere! Litri e litri d'olio bollente, padelle che sfrigolavano e odori che si diffondevano per tutta la casa, che impregnavano i vestiti, i capelli, la pelle.
Il pranzo della vigilia aveva come ospite d'onore il baccalà. In tutti i modi. Fritto, al sugo, in umido, con il laccio e per contorno la scarola ripiena. Insomma, meno male che mia madre preparava anche le pittule, fritte ovviamente, se non io il digiuno lo avrei fatto veramente
La sera del 24 ci riunivamo tutti da nonna e ci abbottavamo di pesce. Spaghetti e vongole, gamberoni arrostiti, calamari fritti, salmone al forno e, spesso, c'era anche qualche secondo di carne, giusto per non farci mancare nulla.
Ma il momento più atteso, per me, era quello dei dolci. Io sono una pandoromane, o meglio, lo ero, con il tempo mi sono moderata parecchio, e fremevo letteralmente quando arrivava il momento di mangiare la mia fetta. Ma non disdegnavo ovviamente tutto il resto: vivisezionare il panettone, rigorosamente Motta, per togliere tutti i canditi e l'uvetta, i mustacciuoli, i roccocò, le zeppole, gli struffoli... Oddio, sto ingrassando solo al ricordo.
Alle 23:30, rotolavamo verso la Chiesa per assistere alla messa (sorry, ma è l'unica cosa che non rimpiango!), saturi di carboidrati e trigliceridi ed emananti odore di pesce fritto.
Ed il 31, il copione si ripeteva, con la differenza che andavamo a casa di mio zio, che organizzava grandi ricevimenti con il quadruplo del cibo.
La mattina di Natale, come quella di Capodanno, ha sempre avuto un fascino particolare per me, e ce l'ha ancora oggi.
Non mi svegliavo con l'idea dei regali ma con l'impazienza di indossare i vestiti e le scarpe nuove e, nonostante siano passati tanti anni, questo è un piccolo piacere che ancora mi concedo. Infilare l'abitino nuovo, le calze bianche e le scarpe di vernice con un po' di tacco mi faceva sentire al settimo cielo.
Quando entravo in cucina la nonna mi sorrideva e aveva sempre una parola dolce per me, un complimento. Mi accarezzava i capelli, mi lisciava le pieghe della gonna. Se chiudo gli occhi posso sentire ancora distintamente il suo odore. Odore di nonna...
Che ve lo dico a fare? Il pranzo era una maratona culinaria che cominciava dagli antipasti e terminava con una valanga di dolci passando per lasagne, ravioli, tagliatelle, agnello, carne arrosto e.. sì, ok basta così.
Solitamente si rimaneva a tavola fino alla sera, sparecchiando giusto per fare un po' di spazio per qualche gioco e per dare un po' di tregua alla mandibola!
Il Natale era, ed è, per me, anche giocare a tombola. Mi piaceva fare il tombolone e mettere al centro del gioco il mio compleanno. Così, invece di chiamare i numeri, avevo un modo tutto mio che faceva impazzire i partecipanti:
19 = il giorno del mio compleanno (o anche "il giorno in cui sono nata io")
12 = sette giorni al mio compleanno
 4 = quindici giorni al mio compleanno
... e così via dall'1 al 90!

Ricordo con piacere e con un po' di tristezza quei tempi.
Inevitabilmente tutto cambia e, da quando la nonna non c'è più, trascorriamo le feste al mio paese, cercando di mantenere inalterate almeno le tradizioni culinarie.
La cosa bella, quando ne ha la possibilità, è che adesso c'è Tony e passare le feste con lui è meraviglioso, sempre, anche se tutto il resto è deprimente.
Nel mio paese non si sente l'aria di Natale, il freddo è umido e sfiancante e, spesso, piove.
Ma in casa la situazione cambia: tovaglie rosse, soprammobili a tema, candele, pigne dorate e il mio amatissimo albero, che adoro decorare, nonostante mia madre e mio padre rendano l'operazione spesso difficoltosa.

Ma, anche con un tocco di magia, alla fine il risultato è sempre bello e in casa si comincia a respirare aria di Natale.

Da tre anni a questa parte, all'albero "ufficiale" si è aggiunto anche l'Albero del Lovvore, mio personale, che troneggia nella mia stanza e sotto il quale metto i pacchetti dei mie amici:



Poi ci sono i dolci, che amiamo fare e mangiare, ovviamente. E la casa è invasa dal profumo di Strega, vaniglia, limone e ammoniaca.


Zeppole 


Rosette (ricetta QUI)


Chinuliddhre ripiene alla Nutella

Il 25 Dicembre, rotolando, andiamo a Lecce per una passeggiata, deliziandoci con il barocco illuminato dalle luci natalizie in un'atmosfera sempre magica:

 Piazza Duomo
 Piazza Sant'Oronzo


Il presepe nell'anfiteatro.

La giornata si conclude a casa, col pigiamone, lo stomaco ancora pieno, un film e Tony che mi massaggia i piedi stanchi dopo tante ore sui tacchi.

Non è un Natale perfetto, ma questo che ho voluto condividere con voi è l'espetto bello, le cose che amo, che mi fanno sorridere nonostante tutto.

Miki.

martedì 6 settembre 2011

IT'S REAL!!! Ho vinto il "They're Real"

Buon pomeriggio a tutti,
ma anche voi vi state sciogliendo? Io non ce la faccio più! Il caldo e l'umidità mi stanno mettendo KO.
Ma veniamo alle cose "serie"...giorni fa, girovagando per i blog che seguo, mi sono imbattuta in un contest carinissimo indetto da Maurizia, di Passione X il MakeUp, in collaborazione con Benefit.
In palio, proprio lui, il nuovissimo, agognatissimo e costosissimo, aggiungerei io, THEY'RE REAL di Benefit.



Il gioco consisteva nello scovare tra due immagini apparentemente identiche le 15 differenze. Un po' perchè non avevo voglia di fare nulla, un po' perchè mi sono sempre piaciuti questi giochini (assieme ai puzzle sono le cose che preferisco nelle riviste di enigmistica), ho passato piacevolmente quei cinque minuti a scovare tutti i dettagli che differenziavano le figure. Non avrei MAI immaginato non solo di essere la prima a commentare ma anche di vincere!!!

E quindi, oggi, è arrivato il pacchettino inviatomi da Maury:



Con mia grande sorpresa, il mascara era contenuto in una pochette semplicemente splendida, rosa con un decoro floreale nero. All'interno, anche una graziosissima penna a scatto con il logo del brand.




Non vedo l'ora di provare questo prodotto.
Sono davvero contenta, soprattutto per essermelo accaparatto senza spendere un euro...eheh...anche la tasca vuole la sua parte!!!
GRAZIE  ancora a Maury per questa opportunità.
Un bacione ed a presto per gli acquistini che ho fatto in quest'ultimo periodo.
Alla prossima,
Miki.

domenica 29 maggio 2011

Contest OPI#7: ProWide Brush vs all the rest

Vorrei porre particolare attenzione al "famoso" pennellino degli smalti OPI: il ProWide Brush, che concorre a fare di questi prodotti qualcosa di davvero funzionale.
Ovviamente questa è una mia personalissima opinione, mi rendo anche conto che le caratteristiche che contraddistinguono questo pennello non possono piacere a tutte, soprattutto a coloro che hanno unghie molto piccole.
Per quanto mi riguarda l'ho trovato davvero perfetto per grandezza, flessibilità e densità, consente di stendere facilmente il prodotto e di ricoprire l'intera unghia con solo due pennellate.
Non so voi, ma io faccio molto caso a questa peculiarità, non avendo chissà quanto tempo da dedicare alla manicure, un pennello che mi consente velocemente di portare a termine "l'operazione" mi fa molto comodo.

Per questo motivo ho voluto fare un paragone "visivo" con altri brands più o meno famosi o economici.

Cominciamo:






OPI vs Layla

OPI vs Kiko


OPI vs Essence


OPI vs Mavala


OPI vs Debby


OPI vs Chanel


OPI vs Rimmel


OPI vs Collistar


OPI vs Deborah


Tra questi, trovo che il più somigliante sia quello di Layla, che infatti è un'altra delle mie marche preferite di smalti.

Alla prossima.
Miki






Contest OPI#6. My second entry: A rose at dawn...broke by noon

Buongiorno a tutti e buona domenica,
nell'ultimo giorno utile per esprimere il proprio parere sui prodotti inviatici da Faby Line per il PRIMO OPI CONTEST, voglio parlarvi del secondo dei due smalti che mi sono stati inviati:

A ROSE AT DAWN...BROKE BY NOON



Il prodotto fa parte di una collezione primavera/estate uscita nel 2003: LAS VEGAS COLLECTION, che comprendeva 12 colorazioni:















Parliamo un po' delle caratteristiche di questo smalto:

COLORE: si tratta di un bellissimo rosa ciliegia, che è stata la prima cosa che mi ha colpita del prodotto, adorando questo colore, non poteva essere altrimenti.

CONSISTENZA: anche in questo caso, come per la base, si può parlare di una consistenza molto fluida.

STESURA: semplice, veloce, agevolata dalla consistenza fluida del prodotto.

TEMPI DI ASCIUGATURA: assolutamente sorprendenti! In pochi minuti il prodotto è completamente asciutto. 




COPRENZA: medio alta. E' sufficiente un'unica passata, con due il colore è leggermente più intenso. Nelle foto sopra, infatti, vi è un unico strato di smalto.

FINISH: è l'unica caratteristica che proprio non mi è piaciuta. Il prodotto ha un finish FROST, caratterizzato dal fatto che sull'unghia si intravedono i segni delle pennellate. Un effetto del genere trovo che non stia bene sulle mie unghie, mettendone in risalto solo i difetti. Durante l'utilizzo, però, ho notato che potevo minimizzare questa caratteristica utilizzando un matte top coat oppure un glitter top coat, ottenendo un risultato alquanto soddisfacente, considerando che il colore è davvero particolare.

 Effetto con un top coat matificante.

DURATA: nella mia prima applicazione, il 25 Aprile, ho steso lo smalto sulla base OPI e non ho utilizzato Top Coat, questo è lo stato delle mie unghie dopo SETTE GIORNI:



Sette giorni, durante i quali di certo non ho risparmiato le mie mani. Con questo non voglio dire che mi sono sottoposta ai lavori forzati ma alle normali operazioni di chi sta in casa.

Nella seconda applicazione ho utilizzato il matte top coat. In questo caso la durata si è ridotta a quattro giorni.
Nelle successive applicazioni ho utilizzato un normale top coat e non ho notato differenze: la durata rimane comunque alta.

Altre caratteristiche:

PACKAGING: la boccetta, in vetro trasparente, è a forma di tronco di cono a base minore inferiore, bombata e decisamente ergonomica. Stesso dicasi per l'impugnatura del pennellino, nera, in plastica satinata.

QUANTITA': 15ml
PAO: 24 mesi
INCI: isultano assenti Toluene, Formaldeide e DBP, è presente resina di formaldeide:



Il prodotto non è presente sul sito ma credo che il prezzo si aggiri sempre sui 15€.

COMPREREI QUESTO PRODOTTO? No, ma solo perchè non mi piace il tipo di finish.

COMPREREI UN PRODOTTO OPI? Sì, se ci fosse un colore talmente accattivante e unico da essere introvabile in altri brand.

CONSIGLI ALL'AZIENDA? Produrre mini sizes ad un prezzo inferiore in modo da consentire a tutti l'acquisto del prodotto.

Spero che la review vi sia piaciuta.
Un "in bocca al lupo a tutte".
Alla prossima.
Miki.