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lunedì 23 gennaio 2017

Urban Decay Full Spectrum Palette, swatches e prime impressioni


Quando compilo wishlist, lo faccio principalmente per il piacere di farlo. Mi dà una sottile soddisfazione mettere nero su bianco le cose che vorrei, consapevole del fatto che molte non sono assolutamente alla portata, o indispensabili, o effettivamente utili, ma, come vi ho scritto in questo post, sognare non costa nulla. E, a volte, i sogni si avverano.
Non avrei mai immaginato di poter spuntare ben due delle voci di quell'elenco, e invece, inaspettatamente, al mio compleanno, tra le altre cose, è arrivata lei, la palette Full Spectrum di Urban Decay.


I genitori del mio fidanzato hanno letto il suddetto post ed hanno deciso di regalarmi questa meraviglia,
"Ma, da profano eh, cos'ha di speciale, questa palette?" chiedeva mio suocero di fronte al mio entusiasmo.
Dal mio punto di vista, le palette Urban Decay sono uniche, per packaging, proposta di colori, finish e qualità, anche se su quest'ultimo punto ci sarebbero alcune precisazioni da fare. All'interno della stessa palette, infatti, possono esserci ombretti eccezionali ed ombretti mediocri, poco scriventi o con glitter grandi quanto dischi volanti che ti ritrovi sparsi per tutta la faccia. E nonostante ciò ne vale la pena? Se sei appassionata, se sei una sorta di collezionista, sì, ne vale la pena.




Guardandola, non si può non pensare alla Electric, altra palette del brand, adorata dalla sottoscritta, ma se vi aspettate di trovare la stessa pigmentazione e la stessa intensità di colori, beh, rimarrete delusi. La Electric infatti contiene pigmenti pressati, mentre quella che vi mostro oggi tradizionali ombretti dai colori vivaci e dalle prestazioni assolutamente non comparabili.
La Full Spectrum è un'esplosione di colori, le cui disposizioni e gradazioni colpiscono l'occhio e fanno venire grande voglia di sperimentare le numerosissime combinazioni possibili.
Dall'alto al basso abbiamo la fila dei rosa, gli arancio, i gialli, i verdi, i blu, i viola ed una fila che va dal nero shimmer al bianco opaco, passando per un argento.
I finish sono vari, dall'ultra mat di Bump e Calavera allo shimmer di Iced e Goldmine.
La polverosità delle cialde è notevole, ma con un po' di attenzione si può realizzare il make-up senza sporcarsi.
Vediamo nel dettaglio i colori:

Alchemy è un viola prugna con una forte componente rossa ed il finish shimmer.
Al tatto è molto vellutato, ha una scrivenza media ed un'alta sfumabilità.
Anche senza primer aderisce bene alla pelle, con un risultato mediamente intenso.

Gossip è un fucsia rossastro shimmer, con glitter argento ed una satinatura rosa. Anche in questo caso abbiamo una media scrivenza ed un'ottima sfumabilità. Purtroppo il colore perde un po' una volta applicato sull'occhio, risultando meno brillante di come appare in cialda.

Paranoia è un rosa malva freddo con glitter argento. Una volta applicato assume un aspetto madreperlaceo e piuttosto evanescente.

Warning è un rosso rame bellissimo, pieno ed intenso anche applicato sull'occhio. Non sarà la tonalità più originale della palette, ma è un ombretto valido, dalla consistenza vellutata ed un'ottima sfumabilità.

Seize è un corallo dal sottotono rosa. Ha un finish molto particolare, non è né mat né shimmer, presentando una luminosità discreta. Tra gli ombretti con glitter della palette, questo è quello in cui risultano più visibili nello swatch, ma - per fortuna - scompaiono una volta applicato.

Jones è un oro rosso davvero molto bello, è pigmentato ma si rivela più tendente al giallo che all'arancio di come appare in cialda. E' vellutato e si sfuma benissimo.

Midnight Blaze è una di quelle tonalità per le quali ho un debole da sempre. E' un color tortora dal sottotono verde oliva ed una satinatura dorata. Purtroppo è anche la delusione più grande della palette. Ha una consistenza più ruvida rispetto agli altri ed una scrivenza non pervenuta.

Calavera è un giallo spettacolare, ultra mat e scrivente, con glitter dorati finissimi. E' polveroso, decisamente, ma si sfuma benissimo e risulta intenso anche applicato sull'occhio.

Goldmine è un oro caldo shimmer, dalla texture grossolana che tende a rompersi durante l'applicazione. Ha una media intensità e va costruito magari utilizzando una base.


Hundred è un verde bosco scuro shimmer con finissimi glitter dorati. Una volta applicato emerge la base nera, soprattutto se sfumato. E' vellutato e sufficientemente intenso.

Hatter è un verde intenso comparabile a Calavera per scrivenza, finish e intensità. E' mat ma presenta un leggerissimo scintillio conferitogli da micro glitter verde smeraldo. E' estremamente polveroso, molto pigmentato e ben sfumabile.

Mean è un verde pisello tendente al verde acido con una bellissima satinatura dorata. Non è affatto polveroso, risulta vellutato, pieno e sfumabile. Molto bello se applicato con il polpastrello a mo' di top coat.


Minx è un blu scuro con perlescenze azzurre e multicolor. Somiglia ad Hundred come tipologia. La sua base scura, quasi nera, emerge molto durante l'applicazione, soprattutto se sfumato.

Blindsided è compagno di Hatter e Calavera, con questo finish mat con perlescenze dorate e verdi. E' un bellissimo azzurro, intenso e pigmentato. Come i suoi compari è anche molto polveroso.

- Metamorphosis è un blu pervinca freddo, mat ma con una perlescenza tono su tono. E' vellutato, lievemente polveroso e non molto pigmentato. Ottimo per le sfumature ma da utilizzare su una base per un risultato pieno.


Delirious è un color prugna scuro, mat ma con perlescenze rosa e viola. E' tra i più polverosi della palette, ma risulta comunque un colore pieno e sfumabile.

Sketch è un viola satinato di media intensità con perlescenze rosa. Ha una consistenza vellutata ed una media scrivenza.

Faded è uno dei miei colori preferiti della palette. E' un violetto freddo, mat ma con una evidente perlescenza dorata e rosa. Il colore non risulta molto pigmentato ma anzi piuttosto sheer, purtroppo. I glitter invece sembrano evidenti e non troppo grossi. Penso che sarà uno dei prossimi ombretti che userò, per vedere come si comporta.


Platonic è un grigio scuro shimmer, con perlescenze argentate e rosa. E' un colore abbastanza sheer, che perde molto una volta applicato. Ha una texture più dura e ruvida ed è mediamente polveroso.

Iced è l'ombretto che assieme a Midnight Blaze mi ha deluso di più. In cialda è un bellissimo argento glitterato, ma swatchato risulta piuttosto biancasto, satinato e poco pigmentato. E' carino come illuminante nell'angolo interno, ma va costruito con pazienza.

Bump è uno dei bianchi mat più bianchi e scriventi che io abbia mai visto. Ha una texture vellutata ed una media polverosità.



Non ho voluto intensificare molto gli swatches, proprio per farvi vedere la reale scrivenza delle cialde. Tutti gli ombretti sono swatchati con il polpastrello, senza base e alla luce naturale.




All'interno del cofanetto è presente anche un pennellino a punta doppia, tonda per le sfumature e piatta per l'applicazione:



Infine, eccovi una panoramica dei colori alla luce solare diretta:


Se state pensando di acquistare la Full Spectrum, vi consiglio di swatcharla dal vivo o di cercare swatches alla luce naturale. Ho guardato tanti tutorial o video swatches i cui colori risultavano assolutamente falsati dalle luci artificiali. Sono splendidi ombretti ma molto meno intensi e sfaccettati di come potrebbe sembrare. Insomma, la Urban Decay ha proposto sicuramente palette migliori, ma questa rimane a mio parere un buon prodotto, versatile ed adatto a tutti.

Non vedo l'ora di farvi vedere il primo trucco realizzato con lei. Rimanete sintonizzati.

Alla prossima,



sabato 14 marzo 2015

Dior Kingdom Of Colors: Diorshow Mono in Fairy Grey (swatches e prime impressioni)


La Kingdom Of Colors è la collezione primaverile targata Dior. Non sto qui a blaterare di cosa si compone ecc perché potete facilmente vederla in bella mostra in ogni profumeria e nel 90% dei beauty blog, soprattutto quelli stranieri.
Di solito mi avvicino agli espositori di brand high end solo per curiosare e swatchare qui e lì. Raramente mi convinco a comprare qualcosa. Non che non sia capitato, >Epatant< e >Mirifique< ne sono un esempio.
Stavolta ho ceduto. Sarà che tra le tante sfumature di grigio dell'ultimo periodo questa mi è sembrata la più particolare.


E' il mio primo ombretto Dior e, probabilmente, anche l'ultimo, visto il prezzo.


Mi fa sorridere il fatto che in molte definiscano raffinato ed elegante il packaging, con la sua graziosa pochettina di velluto, quando la stessa identica pochettina veniva messa anche da Kiko e per questo considerata inutile, uno spreco, un modo per gonfiare il prezzo. Ma vabbé. A me, personalmente, la confezione non piace. Sì, è essenziale e dalla linea elegante, ma davvero plasticosa ed ingombrante.


Quelli di Dior dovrebbero spiegarmi a cosa serva un ampio specchio dentro ad un ombretto. Capisco dentro ad un blush, una cipria, un fondo, anche dentro una palette. Ma un ombretto? Bah.
Però ci sono ben due applicatori in spugna. Ora si spiegano i 31,50€!


 Direte voi: e perché lo hai comprato?


No, dico... Guardatelo! E' bellissimo... E purtroppo la foto non rende minimamente la sua bellezza. Facendo un giro in rete, ho notato come nessuna, e dico proprio nessuna, foto che gli è stata fatta coglie la sua scintillante bellezza. Lui è come lo vedete in profumeria sotto alle luci: luminoso, prezioso, colorato, unico.

Sul sito ufficiale lo definiscono come un malva argentato olografico, e direi che è una descrizione abbastanza azzeccata.

Fairy Grey è uno di quegli ombretti che personalmente non userei mai a tutta palpebra da solo, ma è quel tipo di colore che mi piace sovrapporre a basi cremose per dare un effetto luminoso, bagnato e cangiante. E, a tale scopo, è semplicemente fantastico, soprattutto se la base è scura.

La cialda ha una consistenza setosa ed il prodotto non  è affatto polveroso. Ho notato - anche facendo gli swatches per questo post - che diventa più scrivente man mano che lo si usa. 
La sua formula lo rende adatto ad un utilizzo wet&dry. Usato asciutto, prevale la componente luminosa, i glitter, i cui colori variano dal blu al verde acqua e dal rosa al fucsia; bagnato mostra un colore decisamente più pieno e tale applicazione esalta la base malva/argento.

Nonostante la confezione ne renda scomodissimo l'utilizzo, il modo migliore per prelevare il prodotto sono proprio gli applicatori in spugna, con cui vado a picchiettare l'ombretto sulla palpebra. 
Per me che, come sapete, ho la palpebra secca, sarebbe impensabile far aderire un ombretto del genere sulla pelle nuda, non attacca per nulla. Aderisce molto bene invece su palpebre più oleose/grasse, come quella di mia madre sulla quale l'ho provato un paio di volte. Dopo ore, anche in condizioni particolarmente stressanti, lui era lì, intatto e luminoso come appena applicato. Nemmeno l'ombra di un glitter sulle guance.

Ho acquistato questo ombretto il 7 Marzo ed è decisamente troppo presto per farne una review, quindi vi suggerisco di prendere le mie parole con le pinze. Ma, trattandosi di un'edizione limitata, ed avendo visto io stessa che in profumeria era rimasto un unico pezzo, ho preferito parlarvene ugualmente, nel caso in cui aveste intenzione di prenderlo.

Ed eccovi gli swatches, in cui potete vedere Fairy Grey asciutto (sx) e bagnato (dx) in diverse condizioni di luce.

 (all'ombra)

 (al sole)

 (con il flash)



Queste ultime due, con una pessima messa a fuoco, le ho fatte per mostrarvi la componente in glitter.

Secondo me, il meglio di se' potete vederlo qui:


 (luce naturale)
 (luce solare diretta)
(con il flash)

Guardando tra le mie palette ed i miei ombretti, ho appurato che non vi è nulla di simile. L'unico confronto che posso fare è con il L'Oréal Color Infallible n°015, Flashback Silver.

L'ombretto L'Oréal è quello swatchato a sinistra. Come potete vedere, fa sicuramente parte della stessa famiglia, ma non ha assolutamente i riflessi di Fairy Grey, oltre ad essere un prodotto completamente diverso.

QUI potete vedere un trucco del giorno, realizzato utilizzando l'ombretto.

Se avete domande da farmi su questo prodotto, sarò felicissima di chiarire eventuali dubbi. Se invece lo avete preso o avete già deciso di prenderlo, non posso che essere d'accordo.

E voi che fate davanti agli espositori di lusso?




mercoledì 3 dicembre 2014

MAC Objects Of Affection (silver/blue version): swatches, impressioni e prova trucco.

Da quando conosco  MAC, sono rimasta sempre abbastanza affascinata dalle sue collezioni natalizie, un po' come una bimba di fronte alla vetrina di un negozio di giocattoli. Il packaging è sempre molto curato e prezioso ed il tutto riluce dei bagliori di glitter e brillantini.
Ne sono sempre uscita abbastanza indenne, un po' perché non ho uno store vicino, un po' perché, da quando è aperto lo store online, le collezioni in edizione limitata si esauriscono in 3, 2, 1...
Quest'anno però sono rimasta proprio fregata, perché ai glitter ed ai cofanetti preziosi si sono aggiunti i cammei, per i quali ho un debole da quando ero una bambina, precisamente dalla prima volta in cui ho visto Via Col Vento:



Inizialmente non volevo cedere. Troppo spesso ombretti e terre e blush contenuti nei cofanetti MAC hanno prestazioni mediocri e non avrei mai speso un patrimonio per un qualcosa che è bello ma non balla.

Poi però ho visto loro...


Ed ho ceduto...




Se avessi dovuto scegliere in base al packaging, mi sarebbe piaciuto molto di più il cofanetto nero o quello grigio, che contengono rispettivamente pigmenti sui toni dell'oro/beige e pigmenti rosa/borgogna.
In base alle mie abitudini però, e guardando un po' di swatches on line, alla fine ho deciso di prendere la versione grigio/blu.

Il cofanetto è carinissimo e sbrilluccicoso e, togliendo il supporto in plastica in cui sono alloggiate le jar, può essere riutilizzato come portagioie.

Ma il vero gioiello sono proprio i pigmenti, che mi hanno stupita, nonostante io ne possegga già alcuni del brand e conosca la loro qualità.

Vediamoli uno per uno (a sx alla luce naturale, a dx col flash):


White

Sembrerebbe un semplice bianco. 
In realtà è un bianco brillante, luminoso, satinato, dal lieve bagliore argenteo.
Usato come punto luce è pazzesco!



Blue Noir

Dopo il bianco, sembra il colore meno particolare di tutti e invece ha tantissimi riflessi. 
E' un grigio medio, con sfumature blu, argento e verde salvia.


Deep Blue Green

E' un blu/nero scuro con riflessi teal e violacei


Grey

Glitter(ozzi) grigio/viola, qui applicati sulla vecchia base per pigmenti di Essence.


Dark Soul

Nero semi opaco con tantissimi glitter argento.

Le mie prime impressioni su questi pigmenti sono positivissime. Ad eccezione dei glitter, che non ho ancora avuto occasione di usare, tutti e quattro i colori sono altamente pigmentati, la polvere è morbidissima e corposa, aderisce senza sforzo alla palpebra, già da asciutta, e durante l'utilizzo si ha pochissimo fallout.
La durata è fantastica anche senza primer. Dopo ore non si nota nemmeno un leggero sbiadimento del colore,


Questo è un trucco velocissimo che ho fatto per provarli. Dall'angolo interno verso l'esterno potete vedere White, Blue Noir e Deep Blue Green, applicati al volo, sfumati approssimativamente e, purtroppo, resi troppo meno intensi dal flash.

Dopo aver provato questi pigmenti, vorrei avere anche il set rosa/borgogna, che però è costantemente sold out sul sito.

Voi avete preso qualcosa di questa collezione? Cosa?

Alla prossima,


martedì 4 novembre 2014

NABLA: review, swatches e comparazioni. Una voce fuori dal coro.

Che Nabla sia un marchio molto amato non è un mistero. Nonostante la mia esperienza continuo a provare una certa ammirazione per un brand emergente, innovativo, con una politica trasparente e lontana anni luce dalla logica dei profitti di altre marche simili e non.

Per chi non lo conoscesse, NABLA è un brand italiano che cerca di coniugare prestazioni professionali a formulazioni il più possibile naturali, mantenendo dei prezzi assolutamente accessibili. Vegan e Cruelty-Free sono due punti imprescindibili che, a mio parere, rendono il marchio ancora più apprezzabile.



Direttore artistico di Nabla è Daniele alias MrDanielmakeup, make-up artist e youtuber (mio conterraneo, permettetemelo...) che conosco e seguo da diverso tempo, di cui apprezzo il talento ed il modo di fare. Guardare i video di Daniele non solo mi trasmette tantissimo entusiasmo nei confronti di un settore, quello del make-up appunto, che mi affascina da tempo ma che spesso svela aspetti profondamente negativi, ma mi mette a disposizione nuove nozioni e tanti spunti da poter seguire.
I trucchi che realizza sono sempre eccezionali, pieni di pathos, fini ed eleganti, tanto da volerli riprodurre ogni volta.

Nonostante la curiosità e la voglia di provare un po' tutto, è passato del tempo prima che io mi decidessi a fare un ordine, leggendo avidamente ogni singola review che mi si parava davanti. E alla fine, con l'uscita della collezione Solaris, ancora disponibile sul sito, mi sono decisa.

Da un'ombrettomane incallita come me cosa potevate aspettarvi?

Colori vibranti, sfumature accattivanti e, a detta di tante colleghe blogger, prestazioni eccezionali mi hanno convinta a provare alcuni ombretti del brand, approfittando della promozione del momento.

Perché, sì, un altro punto decisamente a favore di Nabla è la frequente proposta di offerte e promozioni, come quella che ci sarà domani, 5 Novembre, in occasione del lancio del nuovo mascara Le Film Noir, di cui vi avevo mostrato il comunicato stampa sulla pagina FB.

E finalmente anche io ho ricevuto i riccioli...


Ogni articolo, immerso in questa nuvola celeste, era ben imballato:



Come potete vedere ho preso

- Liberty Six Palette Personalizzabile (6,00€), palette magnetica solida e compatta, in cui poter alloggiare sia i refill del brand sia cialdine di altri marchi;

- H2O Eyeshadow (8,90€)nelle colorazioni Christine e Futura (anche se avrei voluto Prerogative e Daphne, quasi costantemente Sold Out!)

- Ombretto Mono Zoe (7,90€)

- Refill di Cattleya e Dreamer (6,50€)





Il primo aspetto negativo dell'ombretto mono che ho preso, Zoe, e degli H2O Eyeshadow è il packaging:


Come potete vedere, la chiusura non è completa e questo espone il prodotto all'aria, cosa che non mi piace particolarmente, soprattutto considerando la composizione degli ombretti.
Per questo motivo ho depottato, abbastanza facilmente le cialde, tranne che per Futura, che è stato più ostico, e le ho alloggiate nella palette:




Mentre Zoe e Christine sono risultati magnetici, Futura non si attacca alla base della palette e sono costretta a tenerlo incastrato tra altre due cialde.

A prima vista i colori mi sono piaciuti tutti. Sono particolari, luminosi e in base a come vengono colpiti dalla luce riflettono sfumature diverse.




Zoe è un duochrome verde acqua chiaro, iridescente. E' un colore fantastico che cambia radicalmente sia in base alla luce sia in base al colore su cui viene applicato, a cui dona sfumature sorprendenti.


Il finish è satinato e luminosissimo, ottima la scrivenza e la consistenza setosa.

I suoi riflessi mi hanno ricordato Polline della palette Duochrome di Neve Cosmetics, ma potete vedere che Polline è decisamente più caldo, con riflessi ramati e dorati.

Non presente nella foto è il confronto con il pigmento di Inglot n°84, che presenta la stessa sfumatura di verde ma ha una base decisamente più rossastra ed un colore più vibrante.


Tra gli ombretti acquistati, Zoe è quello che mi ha dato più soddisfazioni.

Riesco ad usarlo abbastanza facilmente, aderisce sufficientemente alla mia palpebra ed ha una durata discreta soprattutto se applicato su una base neutra (nel mio caso la Shadow Insurance di Too faced) o su una qualsiasi base colorata.

Nel mio caso ottengo la prestazione migliore, a livello di saturazione del colore, su una base appiccicosa quale possono essere i Jumbo Eye Pencil di Nyx, ma ciò va nettamente a scapito della durata.

Il colore è splendido come illuminante, ma dà il meglio di sé su una base scura.









Cattleya è stato il colore che mi ha convinta a fare l'ordine.
Prevedibile no?

Si tratta di un magenta caldo dai riflessi bluastri, che in base alla luce tira fuori anche sfumature violacee o rosa.

Anche in questo caso si tratta di un Satin, setosissimo e scrivente.

Ma ora arrivano le note dolenti...

La formulazione di tutti gli ombretti che ho provato non è adatta alla mia palpebra.
Chi legge il blog sa che ho una palpebra sottile, secca ed il mio problema più grande è l'adesione delle polveri per ottenere un colore pieno. Di contro c'è che raramente ho problemi di formazione di righe e accumulo di ombretto nelle pieghe, ma quando ti innamori di un colore e non lo puoi vedere lì, bello e pieno, la delusione è davvero amara.

Utilizzare gli ombretti Nabla mi richiede un impegno maggiore rispetto a qualsiasi altro ombretto provato, paragonabile a polveri completamente minerali come quelle di Neve. Per una resa soddisfacente, devo sovrapporre diversi strati di colore, che non risulta quasi mai omogeneo e pieno.

La mia passione per colori come Cattleya è evidente dagli swatches che potete vedere qui accanto (cliccare sull'immagine per ingrandirla).
Nonostante si tratti di ombretti molto simili tra loro, nessuno è perfettamente uguale ed in Cattleya è decisamente più evidente che negli altri la sfumatura bluastra.






Dreamer è definito come un argento chiaro con delicati riflessi dorati.

Per me di argento non c'è proprio nulla in questo ombretto. E' un semplice tortora, abbastanza luminoso, che tira fuori del marrone o del grigio in base a come viene colpito dalla luce.

E' sicuramente il colore che mi ha colpito di meno e quello che mi sta peggio. Ho decisamente toppato scegliendolo.

Il finish è definito Bright, ottima la scrivenza ma insufficiente la resa sulla mia palpebra, su cui perde tantissimo in luminosità, vira impietosamente verso il grigio topo e sbiadisce dopo pochissimo tempo.






Non so se esiste ancora, ma l'ombretto n°31 di Essence ha un colore molto simile, ma su di me risulta più luminoso e più duraturo.

Per il resto non ho nulla che si assomigli a questo colore.








E poi ci sono loro... Gli H2O sono stati la delusione più grande, pari a quella per l'Aqua Cream di MakeUp Forever, di cui vi ho parlato QUI.

Insomma un grandissimo EPIC FAIL.


Christine viene osannato dalla maggior parte delle persone che lo hanno provato... Uno splendido rosa chiaro champagne su base fredda, perfetto come illuminante e dall'effetto bagnato bellissimo sulla palpebra mobile.


Al primo swatch il colore è pieno e lumino, la consistenza è morbida e molto particolare, definita a metà tra crema e polvere.

Ma,  sempre al primo swatch, mi si era già formata quell'antipatica patina (che si intravede nella foto) che rende il prodotto quasi inutilizzabile a meno di non grattare la superficie per eliminarla. Un quarto di ombretto era andato dopo nemmeno dieci minuti dallo spacchettamento. Contrariata è dire poco.

Ma la voglia di provarlo ha avuto la meglio. L'applicazione consigliata è quella con le dita ed il prodotto si può utilizzare sia asciutto che bagnato.

Sulla mia palpebra, che io usi il polpastrello, un pennello piatto, un pennello da sfumatura, un applicatore in spugna, il risultato è sempre lo stesso: colore a chiazze e palpebra dall'aspetto rugoso e raggrinzito.
Dieci anni in più in... tre, due, uno...

Col tempo io e lui siamo arrivati ad una tregua: lo applico con il 227 di Zoeva, a piccolissime dosi, sovrapponendo più strati di colore, sopra Yogurt di NYX. E' l'unico modo perché io lo possa utilizzare. Di contro lui si stende abbastanza bene ma mi va nelle pieghette dopo due ore. Ad essere generosi.

Qui ho applicato Christine su tutta la palpebra mobile e Dreamer nella piega,
con il metodo di cui sopra.

Come potete vedere, di colori simili ne ho, anche se Christine sembra più luminoso degli altri, ma con gli altri mi trovo decisamente meglio.












Stesso identico discorso, anzi peggiore, per Futura, uno splendido grigio piombo dai riflessi azzurri.

Se con il suo compare di formula abbiamo raggiunto un accordo, con lui non c'è stato nulla da fare. 

L'aspetto a scaglie è in agguato ogni volta che provo ad applicarlo.

Una cosa che hanno in comune tutti i colori che ho provato è che mi danno lievemente fastidio se qualche granello di polvere mi entra accidentalmente nell'occhio, e, dovendo sovrapporre più strati di colore, questo capita praticamente sempre.
Nulla di insopportabile, ovviamente, che si risolve dopo pochi secondi, ma che non è comunque la cosa più piacevole del mondo.

Anche per lui nessun dupe perfetto tra i miei ombretti (no dico... quant'è bello OZ????)













Eccovi un trucco realizzato con tutti i colori in mio possesso:





Questo non è un addio, anzi... Non ho ancora esplorato il settore labbra e viso ed il nuovo mascara mi incuriosisce tantissimo, tanto che potrei anche approfittare della promozione di domani, qualora fosse conveniente.
Ma per quel che riguarda gli ombretti, mi dispiace tantissimo questa incompatibilità e spero in una futura riformulazione che renda il prodotto adatto a tutte. Utopia? Sicuramente!

QUI un altro post di prime impressioni sulla matita Bombay Black e sul mascara Le Film Noir

E voi avete provato qualcosa del marchio? Che ne pensate?

Alla prossima,