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lunedì 28 novembre 2016

#15: I'm Feeling... like an Underground Creature

"I'm Feeling" è il nome che abbiamo scelto per la nostra collaborazione, che origina dalla voglia di confrontarci ed esprimere noi stesse.

Questo gioco nasce dall'unione di quattro diverse personalità: Miki di MikiInThePinkLand, Patty di LA is My DreamSelly di A Cosmetic Pie e Jessica di Cherry Diamonds Lips MakeUp.

I'm Feeling vedrà l'alternarsi di ispirazioni, interpretazioni e stati d'animo, che avranno come protagonisti epoche, personaggi, moda, festività e qualsiasi cosa faccia nascere in noi la voglia di sperimentare e divertirci.

Speriamo che il nostro progetto vi piaccia, che ci farete compagnia in questo percorso e che possa essere per noi un modo di imparare l'una dall'altra.


Dopo 14 episodi dedicati ad altrettanti argomenti, stavolta abbiamo deciso di puntare su qualcosa di semplice, un rossetto in possesso di tutte e quattro, ovvero Underground di Nabla Cosmetics:


 Underground è uno di quei colori che catturano immediatamente la mia attenzione, tanto che non appena è stato lanciato dalla famosa casa cosmetica italiana io ho deciso di acquistarlo senza pensarci due volte. Per una che esce tranquillamente indossando Dr. M di Colourpop, potete immaginare come un viola blu con una punta di melanzana sia per me portabile al pari di un nude, anzi, si tratta di un colore con cui mi sento molto più a mio agio, nonostante le occhiatacce di tante persone.
Essendo una tonalità decisamente importante, personalmente trovo che sia più appropriato abbinarla ad un trucco occhi sofisticato ed intenso, in modo da esaltarne gli splendidi riflessi.
Per questo appuntamento ho deciso quindi di mostrarvi come indosso Underground ed i colori che mi piace accostargli per un look portabile a modo mio!
Molti dei prodotti usati sono prodotti che amo, tra i miei preferiti in assoluto, soprattutto per quanto riguarda gli ombretti.

 Dopo aver realizzato la base, sistemato le sopracciglia e fatto un leggero contouring, ho uniformato la palpebra con un ombretto in crema color carne, che ho poi tamponato con un ombretto panna opaco. Ho iniziato pazientemente a lavorare sulla palpebra, sovrapponendo piccole quantità di colore per intensificare la piega, prima un color malva chiarissimo e dopo il mio vinaccia del cuore, intensificandolo in corrispondenza dell'angolo esterno. 


 Come ulteriore base sulla palpebra mobile ho utilizzato un Color Tattoo di Maybelline, all'epoca preso su eBay in quanto introvabile in Italia. Si tratta di Light In Purple, uno splendido azzurro con riflessi viola e rosa su cui ho applicato due dei miei ombretti preferiti, uno in polvere libera, Purity Seal di una vecchia collezione di Pupa, ed il Dazzleshadow Get Physical di MAC.


 Nell'angolo interno e sotto l'arcata quel gran figo di Zoe di Nabla.




 Adoro questo tipo di trucco, mi piace moltissimo realizzarlo, magari cambiando qualche dettaglio, ma mantenendo invariati i colori predominanti, perché trovo che armonizzino tantissimo il risultato finale ed ingentiliscano un rossetto dal colore abbastanza aggressive.



 I prodotti utilizzati nel dettaglio sono:

BASE VISO, OCCHI, SOPRACCIGLIA E CONTOURING

- Fondotinta Essence Pure Nude n°10, pure beige
- Correttore LA Girl PRO.conceal HD in Natural
- Correttore MAC Select Moisturecover NW35
- RickyCare Backstage cialda latte
- Cipria Neve Cosmetics Surreale
- Nabla Crème Shadow in Underpainting
- Anastasia Beverly Hills Dipbrow Pomade in Dark Brown
- Essence Eyebrow Gel Mascara Make Me Brow n°02

TRUCCO OCCHI

- Tarte Palette Tartelette Tease: wink
- Nabla Mimesis e Zoe
- Maybelline Color Tattoo 24H n°85, Light in Purple
- Pupa Iridescent Pigment n°01, Purity Seal
- MAC Dazzleshadow in Get Physical
- Nabla Velvetline in Bombay Black
- Essence Liquid Ink Eyeliner
- Essence The False Lashes Mascara Dramatic Volume Unlimited

GUANCE E LABBRA

- Kiko Soft Touch Blush n°110

- Essence Longlasting Lipliner n°11, Be a Game Changer

- Nabla Diva Crime in Underground

Ed ora passo la parola ed il trucco alle mie favolose colleghe:

LA is My Dream
A Cosmetic Pie
Cherry Diamond Lips

Spero che il post ed il trucco vi siano piaciuti. Vi ricordo che potete trovare le altre puntate della rubrica attraverso l'hashtag #ImFeeling sui vari social e potete utilizzarlo anche voi qualora voleste farvi ispirare dall'argomento del mese.

Alla prossima,



lunedì 31 ottobre 2016

#14: I'm Feeling... like Jane Eyre feat. Book Cover Inspiration by CherryDiamondLips

"I'm Feeling" è il nome che abbiamo scelto per la nostra collaborazione, che origina dalla voglia di confrontarci ed esprimere noi stesse.

Questo gioco nasce dall'unione di quattro diverse personalità: Miki di MikiInThePinkLand, Patty di LA is My DreamSelly di A Cosmetic Pie e Jessica di Cherry Diamonds Lips MakeUp.

I'm Feeling vedrà l'alternarsi di ispirazioni, interpretazioni e stati d'animo, che avranno come protagonisti epoche, personaggi, moda, festività e qualsiasi cosa faccia nascere in noi la voglia di sperimentare e divertirci.

Speriamo che il nostro progetto vi piaccia, che ci farete compagnia in questo percorso e che possa essere per noi un modo di imparare l'una dall'altra.


Quando abbiamo deciso il tema di questo appuntamento ero davvero elettrizzata. Insomma, i libri sono la mia passione da sempre, da prima di imparare a leggere, quando davanti alla libreria di casa guardavo i volumi e desideravo tantissimo poter capire cosa fossero tutti quei segni. Poi ho iniziato a leggere e non mi sono più fermata.
Come per il post dedicato alla musica, anche questo vede l'affiancarsi di due rubriche: Book Cover Inspiration è una splendida idea scaturita dalla meravigliosa mente di Jess, che ha pensato di lasciarsi ispirare dalle cover dei libri, realizzando trucchi meravigliosi, come sempre.
Ho iniziato immediatamente a pensare a quale libro avrei potuto ispirarmi, sono passati i giorni e non mi è venuto in mente nulla, per due motivi: non ho nessun libro dalla copertina particolarmente bella o tale da ispirare un trucco e, soprattutto, riuscivo a pensare solamente ad un romanzo.
Se dovessi scegliere un libro che mi rappresenta, un libro che racchiude un po' la mia vita, per tanti motivi, un libro che amo, che leggo e rileggo, che mi emoziona ed a cui sono indissolubilmente legata, beh è senza dubbio Jane Eyre di Charlotte Bronte.


Come potete immaginare, a meno che io non avessi indossato un abito dell'epoca, c'era poco da farsi ispirare da questa copertina, così ho girovagato un po' in rete per trovare qualcosa di più adatto, ma devo dire che negli anni, le cover sono state più o meno sempre le stesse. Finché non mi sono imbattuta in questa:

Fonte
Questa immagine mi ha fatto venire in mente un passaggio del libro ed è a quello che mi sono ispirata:

“Ascolta dunque, Jane Eyre, la tua condanna: domani mettiti davanti allo specchio e disegna il tuo ritratto col gesso, senza abbellimenti; senza addolcire un solo difetto: non trascurare alcuna asprezza di lineamenti, alcuna sgradevole irregolarità […] 
Poi, prendi una tavoletta di morbido avorio, prendi la tavolozza, mescola le tinte più fresche, belle luminose; scegli il pennello più sottile; traccia con cura il viso più bello che tu possa immaginare; dipingilo nei toni e nelle sfumature più dolci, seguendo la descrizione di Blanche Ingram che hai avuto dalla signora Fairfax: ricorda i capelli corvini, gli occhi orientali. Ritrai i lineamenti maestosi eppure armoniosi […] 
Quando in futuro dovessi credere che il signor Rochester pensa bene di te, prendi questi due ritratti e confrontali”

Ed il risultato è questo:


Inutile dire che io mi sento molto Jane e davvero poco Blanche, ma ho cercato, seppur nella semplicità dei due make-up, di rappresentare lo stato d'animo della protagonista e quella grande sofferenza che le attanaglia il cuore per la consapevolezza di non poter competere con una donna così bella.


Per Blanche ho realizzato una base il più possibile luminosa ed omogenea, un lieve contouring, un blush rosato ed un po' di illuminante sugli zigomi. Per il trucco occhi ho scelto colori tenui e caldi, scurendo le sopracciglia, tracciando una sottile linea di eyeliner per dare agli occhi una forma un po' più allungata. Ho abbondato con il mascara e sulle labbra ho applicato un gloss rosa.
L'acconciatura e lo scialle hanno fatto il resto.


Per Jane ho eliminato quasi completamente la base, lasciato le sopracciglia più scure, schiarito le labbra con un rossetto color carne e realizzato un leggero smokey con un marrone opaco, accentuando anche le occhiaie. L'acconciatura è più semplice ed il vestito castigato.

Mi rendo conto che non si tratta di trucchi spettacolari, elaborati o che possano dare qualche spunto, ma è così che mi sentivo ed ho voluto assecondare questa sensazione.

Jane Eyre è il mio porto sicuro, le pagine tra cui mi rifugio ogni volta che ne ho bisogno, l'abbraccio in cui trovo sempre il calore desiderato, ma non voglio ripetermi, ve ne ho già parlato tanto QUI.

E adesso il momento umiliante, perché anche questo mese le mie colleghe si sono superate ed hanno realizzato grandi capolavori, ispirati a tre fantastici libri e a me non resta che andare a nascondermi:

Jess - Pride and Prejudice
Selli - La Storia Infinita
Patti - Memorie di una Geisha
E voi? C'è una cover che vi piace particolarmente o un libro che vi rappresenta?

Al mese prossimo,


lunedì 26 settembre 2016

#13: I'm Feeling... like a painting - A self-portrait by Frida Kahlo

"I'm Feeling" è il nome che abbiamo scelto per la nostra collaborazione, che origina dalla voglia di confrontarci ed esprimere noi stesse.

Questo gioco nasce dall'unione di quattro diverse personalità: Miki di MikiInThePinkLand, Patty di LA is My DreamSelly di A Cosmetic Pie e Jessica di Cherry Diamonds Lips MakeUp.

I'm Feeling vedrà l'alternarsi di ispirazioni, interpretazioni e stati d'animo, che avranno come protagonisti epoche, personaggi, moda, festività e qualsiasi cosa faccia nascere in noi la voglia di sperimentare e divertirci.

Speriamo che il nostro progetto vi piaccia, che ci farete compagnia in questo percorso e che possa essere per noi un modo di imparare l'una dall'altra.


Buon inizio di settimana a tutti. Oggi non solo torno a postare sul blog, ma torna anche una delle rubriche a cui tengo di più e che abbiamo deciso di dedicare, stavolta, ad alcuni pittori famosi ed alle loro opere.
Devo essere onesta: quando abbiamo scelto il tema, ero abbastanza timorosa. Io amo l'arte, la Storia dell'Arte ed i pittori in particolar modo. Ce ne sono tantissimi che mi piacciono e tante opere che mi fanno rimanere sempre a bocca aperta. Tuttavia trovo che per riprodurre o anche solo per ispirarsi a capolavori del genere ci voglia una tecnica notevole, oltre a strumenti specifici e professionali che io ovviamente non possiedo. Ma, come vi dico sempre, siamo qui per divertirci e per metterci in gioco.
Quando ho realizzato il trucco, era fresca la mia vera e propria fissa per Frida Kahlo. Chi segue il blog sa che, qualche mese fa, la rubrica Ritratto di Signora ha ospitato l'articolo di una talentuosa scrittrice italiana, Francesca Diotallevi, dedicato proprio alla nota pittrice messicana (se ve lo siete perso, cliccate QUI). Ho letto moltissimo su questa donna inarrestabile, anticonformista e talentuosa. Più leggevo della sua forza più rimanevo affascinata. Sono stata ore ad ammirare le sue opere, così cariche di emozioni e di significato.
La sua espressione accigliata, addolorata, la sua bellezza così lontana dai canoni odierni ed il suo fascino quasi ipnotico.
"Dipingo me stessa perché passo molto tempo da sola e sono il soggetto che conosco meglio" 
Non so se è successo anche a voi, ma di fronte ad alcuni suoi quadri mi sembra quasi di assistere a qualcosa di troppo intimo e personale, tanto da dover distogliere lo sguardo.
« Pensavano che anche io fossi una surrealista, ma non lo sono mai stata. 
Ho sempre dipinto la mia realtà, non i miei sogni. »
Decidere di prendere spunto da uno dei suoi dipinti è stato quasi naturale, ma appena mi sono messa davanti allo specchio ero quasi spaventata.

Autorretrato dedicado al Dr. Eloesser
(1940)

Nel 1939, ai dolori con i quali Frida convive dopo l'incidente, si aggiunge un problema alla mano dovuto ad un'infezione funginea. E' il dottor Eloesser ad aiutare la donna ed alleviare i dolori dovuti alla malattia.
Frida dipinge questo autoritratto come ringraziamento, come si può leggere nella dedica alla base. Tantissimi i simboli presenti: la collana di spine, presente in diversi dipinti, simbolo di sofferenza ma anche di rinascita nella cultura precolombiana, rinascita rappresentata anche dai boccioli di fiori bianchi e foglie verdi presenti sullo sfondo; le mani, quella che mantiene lo striscione e l'orecchino, che nella cultura messicana simboleggiano la preghiera ai Santi e, in questo caso, anche la guarigione. A tutto questo si affianca la sua espressione impassibile, stoica, che non si piega al dolore.

Ho sempre concepito il trucco come un mezzo, non solo per esprimere me stessa, ma anche per sentirmi più bella o sarebbe meglio dire meno brutta, per correggere qualche difetto, per far risaltare le parti che considero più piacevoli del mio viso. Sapevo che realizzando un trucco che si ispirasse a questo autoritratto, non sarebbe stato facile poi mostrarmi. Non sarebbe stato facile accettare il mio aspetto e non vi nascondo che sono letteralmente terrorizzata ancora adesso che sono passati mesi da quel momento.
Nonostante ciò, ho adorato utilizzare il mio viso come una vera e propria tela, giocare con i colori, aggiungendo e togliendo per creare quei giochi di luce ed ombra che rendono il quadro così tridimensionale.

Ed eccomi qua, un misero e mediocre tributo ad una donna che con la sua vita, con la sua arte e con la sua morte mi ha insegnato tantissimo.
Siate clementi, sono perfettamente consapevole dei miei limiti e dei difetti, ma è stata un'esperienza fantastica, che mi ha permesso di approfondire un altro episodio della vita di Frida, un altro episodio che ne conferma la grande forza e caparbietà.
Non sto qui ad elencarvi i prodotti utilizzati, si tratta di comunissimi ombretti, blush, matite ed illuminanti, nei colori che, secondo il mio occhio, più si avvicinano a quelli del quadro.

Prima di salutarvi, come sempre, vi rimando ai veri e propri capolavori delle mie colleghe, che si superano ogni volta!
L'Urlo di Munch di LA is My Dream
Starry Night di Van Gogh di A Cosmetic Pie
Black&Violet di Wassily Kandinsky di Cherry Diamond Lips
Grazie per aver letto, alla prossima,


mercoledì 15 giugno 2016

MikiInTheBigApple 2.6: What&Where (eating in New York City) - feat. Spendi&Spandi

E lo so, qui ormai si parla solo di New York. A distanza di un mese dal rientro, la mia testa ed il mio cuore sono ancora lì e scrivere questi post è un modo per fissare i ricordi.
Dopo avervi parlato dello shopping, dei posti che abbiamo visitato e delle emozioni che abbiamo provato, oggi, finalmente, è il turno del cibo.
Inutile dirvi che anche questo post è in collaborazione con la mia partner in crime Giulia di Spendi&Spandi.
Dal canto mio, attraverso questa carrellata, voglio rispondere ad un po' di domande che leggo e sento in giro e che mi sono state rivolte anche personalmente, una serie di luoghi comuni e pregiudizi, di cui la gente è convinta nonostante non abbia mai messo piede nella City.

Cosa e dove mangiare a New York City?
Si spende molto?
Mangiano solo schifezze?
E' tutto fritto?
Mettono il ketchup sulla pasta e sulla pizza?
Come fai a bere quel caffè annacquato?
Che roba è?

E tante altre domande irritanti del genere.

Perché irritanti? Perché non concepisco chi giudica senza conoscere e non concepisco il fatto che la maggior parte degli italiani pensino che si mangi bene solo in Italia, che il nostro modo di mangiare sia l'unico sano e bilanciato, che ingozzarsi con il cornettone alla pseudonutella sia meglio delle uova strapazzate (perché bleah che schifo le uova al mattino) e che abbiamo il monopolio di cose come pizza, pasta e caffè.

Nella mia limitata esperienza di viaggiatrice, ho potuto rendermi conto che i luoghi si conoscono anche attraverso i loro cibi caratteristici e non solo per scoprire sapori nuovi, ma anche perché durante il pasto si condivide il momento, con gli altri commensali, con i proprietari, con i dipendenti.
Tutto questo, a New York, è amplificato all'ennesima potenza, perché da città cosmopolita qual è racchiude tutte le cucine del mondo ed è davvero impossibile non amare i suoi cibi, i suoi profumi ed i suoi sapori.
Ma si mangia bene ovunque? Assolutamente no, ecco perché è necessario informarsi molto bene prima, sia attraverso TripAdvisor (di cui io leggo quasi esclusivamente le recensioni negative, per farmi un 'idea), sia attraverso una veloce ricerca su Google.
Per mangiare a Manhattan si spende generalmente tanto, ma è raro se non praticamente impossibile fare i cinque pasti a cui siamo abituati noi. Generalmente io ed il mio fidanzato abbiamo mangiato una al massimo due volte al giorno, nonostante la media di 20 chilometri di camminata.
Non bisogna dimenticare che si tratta di una delle capitali del turismo e non si può pretendere di mangiare a Times Square, bene e spendendo poco, e soprattutto mai farsi attrarre dalle insegne scintillanti e dalle diciture "Italian Menu", perché è il modo migliore per incappare in cibo pessimo, che porterà a dire "in America si mangia malissimo".
Nei posti in cui abbiamo mangiato noi, non abbiamo quasi mai visto turisti, soprattutto connazionali, ed abbiamo mangiato quasi sempre divinamente.
Detto ciò, vi lascio alla carrellata di luoghi e di piatti.

Buona lettura e buon appetito!



Il miglior hot dog di Manhattan? Dagli ambulanti, direbbero in molti, ma si sbagliano perché con pochi dollari, in questo take away piccolo e per nulla attraente, si possono gustare davvero i migliori panini con salsiccia della città, scegliendo diverse salse di accompagnamento con qualche centesimo extra. E' stata la nostra prima tappa culinaria, per mantenere la tradizione che il primo cibo mangiato lì deve essere un hot dog. Conviene prendere e andare via, mangiando per strada, approfittando della bellezza del west side, perché se ci si ferma lì, si potrebbe continuare ad oltranza. Ed il mio fidanzato lo sa bene...



Se non fosse che mi piace provare e scoprire cose nuove, farei colazione qui ogni mattina. Io non sono una grande frequentatrice di bar, non amo l'espresso e mi dà un gran fastidio sentire quello sbattere di piattini e tazzine, che, di prima mattina, mi mette ansia.
Starbucks, con i suoi bicchieri di cartone, la vetrina piena di ogni tipo di prelibatezze, i tavolini ed il wi-fi è una parentesi piacevolissima nella giornata newyorkese. Si può prendere un caffè al volo, sorseggiandolo per strada, oppure ci si può sedere e guardare la vita che scorre attraverso le finestre.
Inutile dire che ci siamo stati diverse volte, in qualsiasi momento della giornata. Il caffè è molto buono anche se non è la mia miscela preferita in città.
Le torte sono deliziose e le mie preferite sono il Banana Bread e la Iced Lemon Pound Cake, che potete vedere nella foto accanto allo Slow-Roasted Ham & Swiss Breakfast Sandwich:


- Dean & DeLuca 620 8th Ave/40th St

Sull'8th Ave, proprio di fronte al nostro albergo, sotto l'imponente palazzo del New York Times c'è questo posto, che io ho sentito nominare e visto per la prima volta nel telefilm Felicity, tantissimi anni fa.
Potrebbe essere definito uno Starbucks più chic e, di conseguenza, decisamente più costoso, ma ne vale assolutamente la pena. Qui è nato il mio amore per il matcha e per gli scones...



Qui c'è davvero da sbizzarrirsi. L'offerta è molto ampia e si può scegliere di mangiare cibo di ogni genere. Particolarmente rinomato è il The Lobster Place, dove mangiare ottimo sushi ed abnormi aragoste:


Considerato l'orario, io ed il mio fidanzato abbiamo optato per un piccolo spuntino dolce, scegliendo da Eleni's due mini cupcakes deliziosi:




Amate gli hamburger? DOVETE venire in questo posto... Qui abbiamo mangiato l'hamburger migliore della nostra vita finora... Carne tenerissima e saporita, pane burroso che si scioglie in bocca, salse fresche e gustose... Non ci sono parole per descriverlo. Ci è piaciuto talmente tanto che in aeroporto abbiamo fatto l'ultimo pasto proprio lì...



Avevamo già scoperto e provato questa catena in quel di Washington ed eravamo rimasti colpiti sia dalla qualità del cibo sia dalla politica aziendale:


Dalla prima volta che siamo stati a Manhattan, ne sono spuntati un sacco, praticamente in ogni strada e per me è assolutamente un bene in quanto puoi trovarvi cibi freschissimi, sani a prezzi contenuti.


Il California Club Sandwich - a dx - mi ha fatto innamorare dell'avocado, che in combinazione con uova, pomodoro e tacchino crea un mix di sapori eccezionale. Per il freddo (il 5 Maggio!), ho preso anche una piccola zuppa di verdure e pollo con edamame e noodles e dietro un wrap alle verdure. Ovviamente abbiamo mangiato tutto questo in due.


Da appassionati di musica quali siamo, io ed il mio fidanzato non potevamo perderci per nulla al mondo questo vero e proprio tempio, ricco di cimeli, di musica e di buon cibo. Ci siamo stati la prima volta e ci siamo ritornati... ben altre due volte.




Nell'ordine potete vedere Twisted Mac, Chicken & Cheese, Originary Legendary Burger e Pepperoni Flatbread. Tutto delizioso!
A proposito dell'ultima foto, i commenti più gettonati sono stati, nell'ordine:
- bleah
- che roba è?
- meglio la nostra pizza
Già, peccato che non è una pizza e non vuole nemmeno esserlo. In più mi è piaciuta tantissimo.
L'Hard Rock è davvero molto caro, tra i posti più cari in cui abbiamo mangiato, ma per noi ne è valsa decisamente la pena.

- Magnolia Bakery 1240 Ave Of  The Americas


Altro posto che vale assolutamente la sua fama ed i suoi prezzi. Mi dispiace non aver fatto foto alle sue prelibatezze, ma c'era un sacco di gente davanti alle vetrine e quando siamo tornati in camera con i nostri due cupcakes li abbiamo divorati senza pensarci un attimo.


Da amanti della cucina cinese, non potevamo lasciarci sfuggire l'occasione di provare uno dei più rinomati ristoranti di Chinatown, Joe's, specializzato in dumplings. Il locale si trova in una stretta viuzza, molto caratteristica. All'interno l'arredamento è essenziale (dimenticate i ghirigori dragoneggianti dei nostri ristoranti cinesi), i tavoli in condivisione, per un risultato finale molto informale. Noi siamo capitati attorno ad un grande tavolo rotondo, con una coppia di newyorkesi carinissimi, clienti abituali, che ci hanno consigliato cosa prendere, ed una famiglia cinese, composta da padre e tre figli. Il cibo viene posizionato al centro e, ovviamente, ognuno mangia ciò che ha ordinato, ma ciò non toglie che si possano condividere i piatti con gli altri commensali.




Gli Spring Rolls non mi sono piaciuti affatto, avevano un odore non troppo gradevole ed un sapore molto diverso da quelli che ho sempre mangiato. In compenso sia i noodles che i dumplings erano buonissimi.
I prezzi sono contenuti e l'esperienza consigliata se vi piace il genere e se non siete troppo schizzinosi. Noi, comunque, siamo ancora vivi.


Il boss è il boss e per quanto sia diventata un'attrazione turistica non indifferente, dovuta alla notorietà per il programma su Real Time, vale assolutamente la sua fama e la coda inevitabile che dovrete fare a qualsiasi ora del giorno e della notte.




La pasta dei cupcakes è la migliore tra quelli che ho mangiato, mentre ho preferito di gran lunga il frosting del Magnolia e del Georgetown.


A proposito di programmi televisivi. Se si parla di cibo e tv non si può non menzionare Man Vs Food dell'eccentrico Adam Richman. E' proprio durante una delle puntate della sua trasmissione che abbiamo conosciuto Katz ed il suo panino con il pastrami e dovevamo assolutamente provarlo.
Per chi non lo sapesse - ed io non lo sapevo - il pastrami è una specialità dell'Europa dell'est, della Romania in particolare. E' una carne conservata in salamoia, essiccata, affumicata e poi condita con varie spezie, molto diffusa a NY.
Il locale è davvero particolare. Da una parte c'è una parete completamente rivestita di fotografie e cimeli di diverso tipo, dall'altra una serie di banconi con le varie specialità. 
Il prezzo, anche in questo caso, è abbastanza alto, ma compensa sia la qualità del cibo che la quantità.
E poi volete mettere avere la fortuna di incontrarvi una youtubera italiana famosa, sorella di un'altra youtubera italiana ancora più famosa e scoprirla antipatica come la morte? Tutto compreso nel prezzo, eh...



Tacchino a sx e pastrami a dx... Impossibile mangiare tutta quella carne...


AVETE MANGIATO LA PIZZA A NEW YORK????? Ebbene sì, lo abbiamo fatto e ci è anche piaciuta. Non ha nulla a che vedere con la pizza italiana. E' più buona? Dipende dai punti di vista. Se - proprio - dobbiamo paragonarla alla vera pizza napoletana, allora vi dico che non sono nemmeno lontanamente paragonabili. Ma se devo paragonarla a quella sottiletta croccante che fanno dalle mie parti, be', pizza di subway tutta la vita...



Se dovessi dire il cibo che mi manca di più, quello che mi è piaciuto di più in assoluto e che avrei mangiato fino a stare male, direi i pretzel.


"Amore, stasera sono troppo stanca e non ho tanta fame. Magari prendiamo giusto qualcosa da sgranocchiare in camera"

E quello fu l'inizio della fine. Impossibile spiegarvi il sapore di queste leccornie. Dovete andare a New York ad assaggiarle.


Un'altra conseguenza della mia fissa, per fortuna passata da un pezzo, per i programmi di Real Time.


Il frosting di questi cupcake è il migliore in assoluto, con il suo swirl perfetto e tantissimi deliziosi gusti.
Abbiamo passato un'oretta piacevole, seduti a tavolino, dopo una lunga passeggiata a Soho, sorseggiando tè freddo e riparandoci, finalmente, dal sole caldo.


Le donut più buone sono le loro, inutile girarci attorno... tra le glazed, le old fashioned, le classic, c'è solo l'imbarazzo della scelta.
C'è un punto vendita in ogni angolo, impossibile sfuggire alla tentazione.
Inoltre, la miscela di caffè è tra le mie preferite. 



Ramen come se non ci fosse un domani, in questo ristorante davvero di lusso. Basta guardare la clientela ed i migliaia di euro che si porta addosso...
Ci siamo stati la prima volta, la giornata era freddissima e quella zuppa calda è stata un toccasana. Il conto un po' meno.



L'ho lasciato per ultimo perché in realtà questa tavola calda meriterebbe un post a parte. E' senza ombra di dubbio il posto migliore in cui siamo stati, quello in cui siamo tornati più spesso, quello che ci manca di più, quelli in cui di più si sente profumo d'America...



Sì, proprio come nei film. Appena arrivi ti servono un tazzone di caffè caldo e continuano a versartene finché non dici basta o finché non vai via. E' la mia miscela preferita, corposa, piena, profumata.
Il caffè americano non è caffè annacquato e purtroppo questa convinzione è alimentata dal fatto che qui in Italia, se lo chiedi, ti allungano un espresso con acqua. Assassini!
Il caffè americano si ottiene per infusione, come il tè, ed ha un gusto che non c'entra nulla con il caffè a cui siamo abituati.
Siamo stati in questo locale sia per la tipica american breakfast che per il pranzo e non ci ha mai deluso.
La loro specialità è la cheesecake e le torte in particolare, che potete trovare già a fette nel punto vendita take-away che si trova proprio accanto.
Il mio primo amore rimane la colazione, abbondante, saporita, con un'ampia scelta tra uova, pancakes, toast o il classico latte, zuppe di cereali ecc.
La prima volta che abbiamo mangiato lì, ci siamo sentiti sazi fino a sera. La fascia di prezzo è medio/alta, ma il cibo delizioso, il posto bellissimo e si affaccia sui teatri di Broadway a due passi da Times Square.












E con questo è tutto, più o meno... Ci sono tantissime altre cose avremmo voluto provare, tantissime altre cose che proveremo.

Per leggere le prelibatezze che ha mangiato Giulia, cliccate QUI.

Alla prossima,